L’INDIA SFIDA LA CINA E LANCIA UN MISSILE A 5000 KM

di HERMES DETTERI

L’India e la Cina si guardano di traverso, par quasi un senso di sfida. New Delhi ha sperimentato ieri un nuovo missile balistico nucleare che permette di colmare lo squilibrio militare con Pechino ed entrare in futuro a far parte dell’esclusivo club di Paesi che posseggono missili intercontinentali di lungo raggio.

Il lancio di prova, da una base al largo della costa orientale, ha avuto successo secondo gli scienziati indiani. Il missile, che ha una gittata di 5 mila chilometri e quindi in grado di colpire le città cinesi, Russia ed Europa Orientale, è il quinto della serie degli “Agni”, così chiamati dal dio del fuoco degli induisti. Il test, realizzato dalla base di Wheeler Island, al largo dell’Orissa con un ritardo di 12 ore a causa del maltempo, ha sollevato un coro di reazioni entusiastiche da parte dei vertici politici e militari. Il premier Manmohan Singh ha detto che rappresenta una «pietra miliare per la difesa indiana, per la deterrenza militare e per le nuove frontiere scientifiche». Il ministro della Difesa, A.K. Antony, si è congratulato con gli scienziati del centro di ricerca militare Drdo per il lancio «perfetto».

Sull’altra sponda, gli umori sono diversi, di diverso segno. Pechino ha ammonito New Delhi a non «sopravvalutare la propria forza» e ha ricordato la netta superiorità del proprio arsenale nucleare. Qualche campanello di allarme è suonato tra le potenze occidentali. «Non vi sono preoccupazioni – ha detto il ministro degli Esteri Giulio Terzi. Vanno forse in controtendenza rispetto agli obiettivi di disarmo, ma non è una capacità che viene rivolta contro gli interessi strategici dell’Alleanza».

L’Agni-V, lungo 17 metri e pesante 50 tonnellate, è composto da tre stadi e ha una propulsione a combustibile solido. È in grado di portare una testata nucleare fino a una tonnellata di peso. «Dopo la partenza è salito in una perfetta linea verticale e secondo i dati raccolti da una complessa rete di radar lungo la sua traiettoria ha rispettato tutti i parametri stabiliti», ha detto un responsabile del Drdo. Un finto ordigno, trasportato dal razzo, avrebbe poi centrato un obiettivo nell’Oceano Indiano. Costato 480 milioni e quasi interamente di produzione indiana, il missile sarà ancora sperimentato diverse volte nei prossimi tre o quattro anni prima di entrare nell’arsenale missilistico indiano, composto dai primi tre delle serie Agni (di medio raggio, ovvero dai 700 fino ai 2 mila km) nati in funzione anti pachistana. Da sottolineare che a capo del progetto c’è una scienziata del Kerala, Tessy Thomas, chiamata anche «Agni Putri» («figlia del fuoco» in sanscrito), che guida un team di 400 esperti. «La missione è stata perfetta – ha commentato ai giornalisti – e tutti gli sforzi di questi ultimi tre anni di lavoro hanno dato oggi i loro frutti».

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2 Comments

  1. oppio 49 says:

    se dovessero spendere soldi per mangiare tutti e dare l’acqua potabile da bere sarebbe meglio ma….

  2. Roberto Porcù says:

    Molto più che un conflitto nucleare indocinese, me ne preoccupa uno tra Israele e l’Iran.
    L’India e la Cina mi paiono più serie, ma l’Iran è in mano a pazzi incontrollabili.
    Da ragazzo capitava di litigare ed arrivare alle mani, io non ho mai avuto paura di quelli più robusti di me quando di quelli con scritto scemo in faccia. Oggi io dell’Iran ho paura.

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