Cina e Svizzera firmano accordo: no alla doppia imposizione

di REDAZIONE

In data odierna la Svizzera e la Cina hanno firmato a Pechino una nuova Convenzione per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio (CDI). Essa sostituisce la Convenzione in vigore dal 1991 e contiene disposizioni sullo scambio di informazioni conformi al vigente standard internazionale. La nuova CDI contribuisce all’ulteriore buono sviluppo delle relazioni economiche tra la Svizzera e la Cina, Paese membro del G20.

Oltre a una clausola di assistenza amministrativa secondo lo standard dell’OCSE, la Svizzera e la Cina hanno convenuto di ridurre dal 10 al 5 per cento l’aliquota massima dell’imposta alla fonte sull’ammontare lordo dei dividendi se una società detiene almeno il 25 per cento dei dividendi della società che paga i dividendi. Per quanto concerne i canoni, l’aliquota dell’imposta alla fonte scende dal 10 al 9 per cento. Inoltre, la Cina non riscuoterà più l’imposta su attività commerciali (Business Tax) e neppure l’imposta sul valore aggiunto su prestazioni di trasporto internazionali eseguite da imprese di navigazione o compagnie aeree svizzere.

Al termine dei negoziati, i Cantoni e le associazioni economiche interessate hanno ricevuto per parere il rapporto sulla nuova CDI con la Cina. Essi ne condividono il contenuto. Per entrare in vigore, la Convenzione necessita ancora dell’approvazione dei Parlamenti di entrambi i Paesi. In Svizzera essa sottostà a referendum facoltativo.

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