TRASPORTO AEREO, CINA E TASSA SULLE EMISSIONI

di REDAZIONE

Emissioni di Co2, aerei e rispetto delle norme. Questi gli argomenti sul piatto della discussione fra Cina ed Unione europea

Il Governo di Pechino ha vietato alle campagnie aeree cinesi che sorvolano il territorio europeo, di pagare la tassa sulle emisisoni di Co2 decisa recentemente dalla Commissione Ue. Il Governo ha anche vietato alle compagnie di aggiungere altre tasse o costi alle voci che compongono il costo del biglietto per far fronte alla tassa europea. Secondo Pechino la decisione dell’Unione europea è «contraria ai principi pertinenti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e le norme internazionali dell’aviazione civile.»

L’Emissions Trading Scheme dell’Ue, che è entrato in vigore dal 1 gennaio, è uno dei provvedimenti di più ampia portata mai adottato da un Paese o da un’area regionale per regolamentare le emissioni di gas serra. Si stima che siano circa 4.000 le compagnie aeree che dovranno pagare la tassa europea sulle emissioni di Co2 nell’atmosfera.

Bruxelles è infatti consapevole delle proteste sollevate da tutti i principali paesi a livello internazionale alle nuove norme contro le emissioni di CO2 provocate dagli aerei, che sostengono che queste siano illegali, ma la Corte di giustizia europea già a dicembre ha dato ragione ai paesi Ue contro alcune delle principali compagnie americane. Secondo Lussemburgo, infatti, la legislazione europea «non viola nè le convenzioni internazionali nè la sovranità nazionale», ha ricordato il portavoce della Hedegaard e, al contrario, «l’Ue non si deve vergognare di essere in posizione di leadership nella lotta ai cambiamenti climatici, anzi, deve esserne orgogliosa». Non per altro le nuove norme europee prevedono la possibilità di essere emendate nel caso in cui siano prese «misure efficaci ed effettive» a livello internazionale per ridurre le emissioni globali di CO2, «ma questo finora non è successo», ha sottolineato Valero-Ladron, che ha anche ricordato la possibilità, sempre prevista dalla legge Ue, che un paese introduca «misure equivalenti» sul suo territorio per compensare le emissioni di CO2 degli aerei ed essere così esentato dal pagare la tassa sui voli che passano dagli aeroporti europei. In ogni caso «l’Ue non è da sola in questa lotta, anzi, abbiamo degli alleati, come per esempio l’Australia e la Corea del Sud, ma anche quei paesi più vulnerabili alle emissioni come l’Africa e le isole di Caraibi e Pacifico», ha sottolineato il portavoce, escludendo che ci si avvii a una «guerra commerciale» tra l’Ue e il resto del mondo sulle emissioni degli aerei. «Siamo molto fiduciosi», ha voluto ribadire Valero-Ladron a nome della commissaria Hedegaard, tanto che «è stato molto incoraggiante leggere quanto detto dal segretario generale dell’Icao a proposito della volontà di accelerare l’adozione di misure in seno alla stessa istituzione, è un passo in avanti».

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