CICCHITTO, IL ROBOTTINO DEL TERZO MILLENNIO

di TONTOLO

Mi son sempre chiesto che lavoro è il portavoce. Un bel giorno, mentre zappavo l’orto del mio cascinetto, ho capito: il portavoce è uno come Fabrizio Cicchitto, che nemmeno di fronte all’evidenza è capace dire il contrario di quello gli dicono di dire.

Dopo le dichiarazioni di ieri dell’agente che ha arrestato Ruby – che ha riferito che lei le ha detto che il Berlusca sapeva che era marocchina e che non era manco per sogno la nipote del dittatore Mubarak – e dopo che la Consulta ha rigettato i ricorsi della Camera sullo stesso caso, Cicchitto continua a ripetere la stessa solfa: il presidente pensava che quella ragazza fosse nipote dell’amico presidente egiziano e chiamò la questura per evitare un gravissimo caso diplomatico.

Sentirlo parlare – anzi portare la voce altrui – mi fa venire alla mente, a me che son Tontolo ma non stupidotto, i primi robot a pile che vendevano ai grandi magazzini negli Anni Settanta. Una volta che gli mettevi le pile, li appoggiavi a terra e loro – facendo un gran fracasso – andavano in una sola direzione e quando sbattevano contro il muro, tornavano indietro qualche centimetro e poi – sbadabam – ancora contro il muro, e poi ancora, ancora e ancora fino a che non li prendevi in mano e li indirizzavi da un’altra parte. Fino a che non trovavano un altro muro.

Cicchitto è il robottino fracassone del Terzo millennio. Berlusconi gli ha messo le batterie. L’unica differenza tra lui e il giocattolo che regalavo ai miei nipotini è che quelli non avevano la lingua marrone. Anzi, non avevano proprio la lingua.

 

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One Comment

  1. floriano says:

    STENDIAMO UN VELO PIETOSO!!

    ANZI UN TENDONE DA CIRCO PERRCARITA’ BASTA PAGLIACCI

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