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Ci serve il federalismo, non il cambio in eterno della legge elettorale

federalismo

di Mario di Maio – In Italia non c’è campagna elettorale nazionale o locale in cui almeno una forza politica non reclami riforme costituzionali.

immancabilmente viene anche auspicata una modifica della legge elettorale vigente.
In pratica, sembrerebbe che i partiti , al di la’ del legittimo desiderio di aumentare il proprio consenso tra gli elettori, percepiscano che occorre un “qualcosa” in più rispetto alla semplice propaganda e che questo “qualcosa” non sia di loro competenza ma “del sistema”.
 E’ importante rilevare a questo punto che il problema del ” qualcosa” non è particolarmente avvertito a livello di elezioni municipali, ma piuttosto da quelle provinciali “in su'”. E perché?
Perché in ballo c’è l’equa ripartizione e gestione delle materie di rispettiva competenza, a partire da sanità, scuola, strade e ordine pubblico.
L’introduzione di un serio federalismo, accompagnato da un rigoroso federalismo fiscale potrebbe risolvere felicemente la questione, e in tempi relativamente brevi, ma, finora il federalismo è stato bandito come la peste perché ritenuto ” pericoloso ” per la Repubblica una e indivisibile.
Speriamo che a Roma finalmente ” si guardino in giro” e ne studino i meccanismi dove è già in vigore. Viceversa dovremo accontentarci in eterno di cambiare la legge elettorale.
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2 Comments

  1. Assolutamente d’accordo con la medicina federalista, alla Prof. Miglio per intenderci, per risolvere i guai del disgraziato paese italia. E’ pero altrettanto assolutamente necessario che chi crede nel federalismo cessi completamente di utilizzare il sostantivo NAZIONE e l’aggettivo NAZIONALE ,riferendosi al paese italia, limitandosi ad usare il sostantivo STATO e l’aggettivo STATALE. Infatti il paese italia è una somma di comunità, nazioni, che costituiscono lo stato italiano che non è una nazione non avendone i requisiti. Se il paese italia fosse già una nazione non avrebbe senso alcuno parlare di federalismo o di confederalismo

  2. Concordo su tutto tranne le ultime parole.
    Dobbiamo al contrario chiedere a gran voce che tutto diventi federale.
    Ho l’impressione che i signori che stanno a roma sia di ieri che di oggi non vogliono il federalismo perché questi li renderebbe maggiormente responsabili e visibili……
    Il debito pubblico che ci hanno costruito sopra le nostre spalle non è altro che il fallimento completo delle loro politiche assistenzialistiche, manipolatrici e vessatorie e non se ne vede la fine.
    Questo paese è già arrivato alla frutta e sembra che loro stiano aspettando anche il caffè e l’amaro, quando non c’è né l’uno né l’altro.
    La mala fede e gli interessi personali sono i motivi di questa loro avversione verso il federalismo.
    Prima gli italiani lo capiscono e prima li mandiamo tutti a casa e costruiamo un’Italia federale. Ma il tempo è scarso e se ciò non viene fatto in fretta ai Veneti non resta che prendersi la libertà dell’indipendenza.
    WSM

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