Ci mancava la Corte Conti: gli statali non si tagliano

di GIOVANNI D’ACQUINOsprechi pubblici

Siamo abituati a sentite la Corte dei conti strapazzare le spese folli, gli amministratori che usano i fondi regionali per pagare le nozze ai figli… ma non ci saremmo aspettati un attacco dei magistrati contabili alla spending review: la riorganizzazione dei ministeri in chiave “revisione della spesa” ha prodotto prima di tutto tagli “indifferenziati” a cui sono seguiti adattamenti delle strutture, allontanando l’obiettivo di razionalizzare la Pa: il piano risulta a oggi caotico, “incompleto” e “contraddittorio”. In altre parole, al governo la Corte intima di non ridurre l’apparato. Altrimenti lo Stato ne soffrirebbe.  All’insegna della “irrazionalita’”.  Lo scrive la Corte dei Conti in una delibera sulla “riduzione degli assetti organizzativi e delle dotazioni organiche delle amministrazioni dello Stato”.

La Corte segnala che “dal 2000 a oggi sono state emanate, per esigenze di contenimento della spesa pubblica, cinque leggi di riduzione del personale”. Ma la Corte non dice quanto sia improduttiva tanta parte della pubblica amministrazione. La Costituzione, ammonisce la Corte, “Prevede che i pubblici uffici sono organizzati in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialita’”, cioé l’ efficienza. La produttività, invece? In altre parole,  le risorse umane “reclutate mediante concorso e al servizio esclusivo della Nazione” non si toccano. Figli di un dio maggiore.

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One Comment

  1. Castagno 12 says:

    Gli statali “NON SI TOCCANO” perchè costituiscono uno dei pilastri fondamentali a sostegno del SISTEMA italia, zelante maggiordomo del Governo Mondiale.
    E gli statali in esubero, con tanta improntitudine si vantano di non essere evasori perchè le loro tasse vengono trattenute in busta paga.
    Ma loro, che non producono richezza e non forniscono servizi non dovrebbero neppure ricevere salario o stipendio, e poi la pensione.
    Questi PARASSITI CONCLAMATI sono solo ELETTORI SICURI che la classe politica si è garantita a spese del contribuente.
    Costituiscono una voce determinante per l’aumento INESORABILE della spesa pubblica che ci GARANTISCE l’incremento delle tasse.
    I “politici” MENTONO sapendo di mentire: promettono la ripresa, ma in realtà CI STANNO PREPARANDO IL BOTTO FINALE E IL PASSAGGIO COMPLETO DI PROPRIETA’.
    Di cosa ? Ma di bell’italia, NATURALMENTE !

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