Chiunque governerà il Paese, gestirà il fallimento dello Stato

di FABRIZIO DAL COL

Il tempo passa, ma ciò che invece non passa mai è la irresponsabilità e l’incapacità totale manifestata dai politici in questi giorni. Perfino la Chiesa,  fortemente preoccupata per il pressapochismo messo in campo dai partiti, ha rotto gli argini e si è fatta sentire attraverso  il cardinale Bagnasco, il quale non ha esitato a dire la sua sul comportamento poco ortodosso fin qui dimostrato dalla politica. Ha infatti dichiarato : “Uno stallo incomprensibile e inaccettabile. Il Paese ha assolutamente bisogno di un governo, di un buon governo, stabile, sia per il Paese nelle sue dinamiche interne, sia per l’immagine all’estero”. Parlando al termine della Messa celebrata presso lo stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente, Bagnasco ha aggiunto: “Se all’estero il Paese appare incerto e instabile, questo non favorisce assolutamente l’Italia, tantomeno dal punto di vista del sistema produttivo. Anzi, è estremamente pericoloso”. “La gente – ha proseguito – non comprende e non può accettare questa lentezza, questa inconcludenza rispetto al dovere di governare un paese e di governarlo bene”. Proseguendo, il capo dei vescovi italiani non ha fatto sconti e ha rincarato la dose: “ La politica si decida a finirla con ogni indugio, spesso immotivato, e ad affrontare seriamente e decisamente i problemi della gente che non ne può più”.

Sante parole, ma nonostante la grave situazione economica in cui versa il Paese, i politici invece non si avvedono di nulla, non percepiscono la situazione, non riescono a fare valutazioni e tanto meno si azzardano a prendere le giuste decisioni, perché vedono guaribile il malato Italia appena si insedieranno al Governo. Ma sarà proprio così? Personalmente non lo credo, anzi mi sono convinto dell’esatto contrario, ovvero che le lungaggini fin qui messe in campo dai partiti siano invece servite ad inchiodare le forze politiche in una unica responsabilità politica e sull’accordo per la costituzione di un governo di emergenza nazionale. Fosse così ci potrebbe anche stare, ma dietro le quinte “lo stallo” è determinato dall’elezione del presidente della Repubblica, che a sentire i politici dovrebbe essere una figura in grado di garantire tutte le forze politiche, quando invece, prima ancora dei partiti, il presidente dello Stato Italiano dovrebbe garantire gli italiani.

Non basta: infatti il vero problema non è solo questo, ma come fare a mantenere inalterati gli esorbitanti costi delle organizzazioni politiche, le loro strutture, le rendite d potere, le rispettive nomenklature, e tutto ciò che è stato costruito intorno a loro. In sostanza, le resistenze nascono da quel vecchiume politico che ha ancora il potere di decidere, e tale vecchiume, oltre a non aver nessuna intenzione di appoggiare un governo che cambi tutto quello che ci sarebbe da cambiare, riesce sempre a condizionare e bloccare qualsiasi cambiamento.  In ballo però c’è dell’altro, infatti sanno che chiunque governerà domani sarà inevitabile che faccia fallire lo Stato, perché gli italiani oggi non dispongono più di quelle risorse finanziarie necessarie a farlo sopravvivere. L’economia è ferma  e le entrate calano, gli stipendi nelle aziende arrancano, mentre invece lo Stato continua a pagare miliardi per funzionari che costano una follia e senza che questi rispondano poi dei loro errori e delle proprie responsabilità , manager nominati dalla politica, nelle istituzioni e negli enti inutili, ovvero in quei posti dove si produce burocrazia, perché la stessa è funzionale a produrre le tangenti. Ecco che, senza mai aver voluto tagliare i costi dei meandri statali, una nuova manovra finanziaria sarà ora inevitabile e con essa, sarà anche inevitabile il fallimento dello Stato

 

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6 Comments

  1. oppio49 says:

    quanto alle risorse da depredare, se tutto va in fila, eleggeranno il re dei ladri ovvero l’ex socialista giuliano amato, colui che per primo ha infilato le mani nelle tasche, pardon, nei conti correnti degli italiani.
    mi sconcerta il partecipare a questo teatrino della Lega. Il ritornello che bisogna trovare un accordo sul capo dello stato (come se di questo stato di ladri ci dovesse fregare qualcosa) per poi avere un governo che sia controparte alla formazione della fantomatica (dirò in seguito il perchè della fantomatica) macroregione, mi lascia assai perplesso. Invece di pensare ai cazzi romani perchè tutti questi “governatori” non si fanno gli interessi nostri? le idee non mancano certo: ne butto lì qualcuna: una sinergia macroregionale per la costituzione di garanzie bancarie alle piccole medie imprese che non hanno accesso al credito.
    l’eliminazione immediata di equitalia.
    la costituzione di un conto corrente regionale (o macroregionale così i governatori sono più contenti) su quale far versare alle imprese una parte dell’iva.
    la costituzione di una rete capillare di consulenti, gratuiti, per difendere le imprese dal fisco italiota. etcc, ettc.
    ma forese non servono i cota, gli zaia o i maroni… servirebbe d’avere i coglioni duri….,.

  2. indieahn says:

    Concordo con liugi e poi per il presidente nordista è pronto Prodi……!!!!!??????(si salvi chi può)

  3. BRUNO DOLFINI says:

    LA LEGA NORD “IN PRIMIS” E TUTTI I MOVIMENTI
    INDIPENDENTISTI DEL NORD DEVONO ASSOLUTA-
    MENTE PREMERE PER UN PRESIDENTE CHE SIA
    DEL “NORD” E NON IL SOLITO “UOMO DEL SUD”.
    DICO QUESTO SENZA VOLER OFFENDERE E
    LONTANISSIMO DALL’ESSERE “RAZZISTA”,UNA
    PAROLA BISTRATTATA E BASTA.
    ANCHE GLI ULTIMI PAPI,NON SOLO I GERMANICI,
    MA ANCHE GLI ITALIANI HANNO RADICI NORDICHE,
    MENTRE IL NOSTRO “BRUTTO PAESE” GENERA
    DEI PRESIDENTI QUASI TOTALMENTE MERIDIONALI.
    “SE NON ORA,QUANDO !?” : VOGLIAMO UNA
    PERSONALITA’ CHE ESPRIMA “IL NORD ” E “LA
    PADANIA” IN PARTICOLARE. L’ORA E’ GIUNTA !!!
    DIVERSAMENTE ANDREMMO MOLTO MOLTO
    MALE E L’USO DELLE ARMI COMPARE
    ALL’ORIZZONTE : E’ SOLO QUESTIONE DI TEMPO.
    MANCA IL PANE SULLA TAVOLA DI TUTTA LA
    PENISOLA ITALICA. ANCHE LA CHIESA ITALIANA
    HA DATO I SUOI AVVERTIMENTI .LA SITUAZIONE
    E’ TRAGICA E SBANDIERARE LA COSIDDETTA
    UNITA’ D’ITALIA SARA’ UN BOOMERANG CHE
    RITORNERA’ SULLA TESTA DI CHI L’HA LANCIATO.
    CI PENSINO BENE I NOSTRI POLITICI !!!
    Saluti e lacrime !!!

    • Dan says:

      Monti è un uomo del nord e ce l’ha ficcato molto a sud.
      Per carità, piantatela tutti con questa assurda distinzione nord onesto, sud ladro che a quei livelli sono tutti feccia uguale

  4. liugi says:

    Non credo proprio che lo Stato italiano fallirà in questa legislatura. Come minimo supererà indenne l’anno e arriverà al 2014. Ci sono ancora troppe risorse da depredare, sia di patrimonio statale, sia di risparmi dei cittadini, per non parlare delle rendite derivate dalle tasse alle imprese.

    • Bresà òm liber says:

      Ho paura che tu abbia ragione, la gente ha ancora qualche soldo in parte.
      Ce ne accorgeremo solo quando lo Stato non avrà più i soldi per pagare le casse integrazioni, allora si che ne vedremo delle belle.

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