Chiudo l’azienda per non morire sotto i colpi di Stato, banche e sindacati

di GIANLUCA MARCHI

Questa che pubblichiamo è un’accorata lettera che un imprenditore di Treviso, giunto ormai alla disperazione e allo sfinimento, ha scritto a un nostro collaboratore, colui che si firma come Paolo Il Dolomitico. L’imprenditore ormai deciso a mollare, lasciando a casa 60 dipendenti, non è un’invenzione, lo garantisco, ed è costretto a questo gesto estremo per evitare, a poco più di 60 anni, di giocarsi anche le ultime risorse che s’è messo da parte in tanti anni di lavoro. Non porta l’azienda all’estero, perché non ne ha più la forza, semplicemente la chiude come hanno fatto di recente e stanno facendo centinaia di piccoli e medi imprenditori veneti, lombardi, piemontesi, emiliani e via discorrendo. E da Roma ci raccontano che la crisi è finita e che la ripresa è alle porte: falsi e delinquenti, oltre che irresponsabili, perchP non sanno, e nemmeno si preoccupano di saperlo, quel che sta accadendo nella pancia produttiva del paese. Penso che non si debbano aggiungere altre parole a quanto scrive il nostro amico imprenditore…

 

Caro Paolo,

(concedimi, fuori da ogni formalità, il tono confidenziale che, nel corso dei nostri incontri, mi hai concesso), ti lascio questo sfogo per l’utilizzazione politica che riterrai più opportuna, pregandoti però, in caso di pubblicazione, di omettere la mia firma. Per quanto hanno fatto e, soprattutto per quanto i politicanti vari “non” hanno fatto, mi fido solo di te. Anche se apparteniamo a province diverse, nel tempo ho imparato infatti ad apprezzare l’onestà e la coerente lealtà che sempre hai posto nei confronti dei molti principi che hanno mosso la tua attività politica al servizio dei veneti in generale. Mi è piaciuto perciò quanto hai fatto nel passato e mi è dispiaciuto di quanto hai subito per mantenere sempre fede al tuo pensiero. Sono certo, pertanto, che tu possa comprendere, meglio di chiunque altro, quanto sto per dirti. Lo accompagno all’invito a lasciarti alle spalle le cattiverie e le incomprensioni della gente nei tuoi confronti e continuare invece nella tua battaglia a favore di un mondo nuovo e socialmente sano. In bocca al lupo, anzi al leon, a te e a tutti i veneti di buona volontà… però IO NON NE POSSO PROPRIO PIU’.

La mia non è sicuramente una grande azienda, ma rispecchia in linea di massima, quella che è la realtà economica veneta, basata sulle PMI. Ho poco più di 60 anni e con me lavorano una sessantina di operai ed impiegati. Sono perciò più o meno 60 le famiglie che dipendono un po’ dal mio giro d’affari e un po’ dall’attivo di bilancio (quando c’è) che banche e Stato italiano concedono alla mia azienda. Sino a qualche anno fa, la situazione era ancora sostenibile. Nonostante i ricatti sindacali e bancari, nonostante le tasse, nonostante le difficoltà nel reperire nuovi mercati, nonostante i problemi connessi alla concorrenza proveniente dall’est e dal “far est”, nonostante i vincoli burocratici, le continue scadenze ed il crescente numero di regole che impediscono la normale operatività di una attività e che fanno capire come lo Stato italiano sia contrario al concetto di impresa, nonostante tutto ciò dicevo, sinora ho retto, ma ora, dopo anni in cui ho esaurito ogni riserva finanziaria aziendale ed in cui ho cercato con le mie risorse di salvare la baracca per non mandare a casa i miei collaboratori, vendendo anche tutte le proprietà (eccetto casa e fabbrica), non posso andare avanti.

Se la mia azienda fosse in un altro qualsiasi stato europeo o non europeo, sicuramente avrebbe la capacità di restare in piedi, perché ancor oggi non mancherebbero commesse e mercato, ma con le tasse, i ragionieri, i commercialisti, i notai e gli avvocati che paghiamo qui, per restare concorrenziali dovremmo aumentare i prezzi di vendita, andando decisamente fuori mercato. Io non ho più né la forza né la voglia di farlo, ma con quale ipocrisia e coraggio si critica chi porta all’estero la propria azienda, sapendo che è lo Stato il vero colpevole di tale situazione?

Durante questa crisi, che qualcuno ci aveva promesso sarebbe terminata nel 2012 (sic!!), mi sono sempre rotto la testa e la schiena per cercare di risolvere tutti i problemi su elencati, (anche affiancandomi agli operai quando c’era lavoro extra), ma ora con le nuove tasse, le nuove aliquote IVA ed i nuovi obblighi fiscali, io ed i miei collaboratori dovremmo fare miracoli quotidiani e probabilmente non basterebbero. Lo Stato, spalleggiato da sindacati, e istituzioni di controllo e verifica, ti spreme, ti inquisisce, ti fa lavorare per lui e, ad ogni scadenza fiscale, ti tratta come un ladro. Non ho residenze al mare o in montagna; non ho motoscafi o ville con piscina; vivo di ciò che resta dal bilancio aziendale, ma, non avendo fortunatamente figli, non mi sono mai potuto lamentare, ho spesso anche avuto 3 settimane di ferie. Avrò di che vivere da pensionato con una casa di proprietà ed un auto di 1800 cc e sinceramente credo di aver fatto più del dovuto, per cui, per non perdere anche il fondo pensione accantonato in 40 anni di lavoro, a breve, prima che lo Stato si mangi anche quello, come faranno tanti altri, anche io chiuderò l’azienda.

Le 60 famiglie, che negli anni ho posto comunque (se non hanno vissuto da cicale) nella possibilità di sopravvivere alla carestia, si aggiungeranno a quelle già disagiate che la crisi e la politica hanno creato. Nessuno però cerchi di farmi sentire colpevole, non attacca. Quale altro matto si sarebbe accollato tutte le mie rogne e preoccupazioni per vivere con un reddito pari a quello del mio direttore di produzione? So di aver fatto tutto ciò che era in mio potere e, qualunque cosa sarà detta contro di me, giungerà solo dalla bocca dei veri colpevoli. Per ogni responsabilità si guardi quindi ad un’Italia cannibale, in mano a partiti e sindacati. E’ un paese in cui la mafia dilaga ed in cui la corruzione è maestra di vita. Sinceramente non capisco quelli che ancora credono nella possibilità di cambiamento. Non si lamenti chi sostiene il tricolore di uno Stato e di una politica che usano i soldi sottratti ad imprese e lavoratori per mantenere i propri vizi e clientele elettorali. Non si lagni chi inneggia ad un presidente che ci chiede sacrifici e che, con il frutto di questi sacrifici, adempie alla priorità più sentita dagli italiani: creare e mantenere 4 nuovi senatori a vita. Non pianga chi preferisce la sudditanza e la mafia, piuttosto che la libertà.

Come dici tu, ci resta solo sperare nell’Indipendenza del Veneto da Roma.

 

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25 Comments

  1. Marco Fabrini says:

    Leggo solo ora. E’ una vergogna ciò che sta subendo questo imprenditore. Il suo è un atto di eroismo snobbato dalle istituzioni

  2. Alessandro says:

    Faccio consulenza per falegnamerie e seguo ormai da molti anni alcune aziende Italiane di questo settore.
    Ho conosciuto realtà di tutti i tipi, dalle quelle con 5 persone a quelle con 60 persone.
    Conosco quindi tutti i tipi di problemi che ha avuto quest’uomo e comprendo il passo che ha fatto.
    Tra le altre cose, non deve essere stato semplice fare una scelta del genere.
    Mi viene però da pensare a chi mi ha detto queste parole:

    “Non posso chiudere. Potessi farlo lo avrei già fatto. Mi costa più chiudere che rimanere aperto. Per non parlare dei rischi personali che questo comporterebbe. Non posso certo rischiare, quindi continuerò a soffrire”.

    Se qualcuno ha consigli….

  3. braveheart says:

    MA COME????…CI AVEVAVANO PROMESSO LA PADANIA….PADRONI A CASA NOSTRA…….PRIMA IL NORD…..ECCC…..LIBERISMO DEL BERLUSCONI AMICO DI CRAXI……QUESTI SONO I RISULTATI DI 20 ANNI DI BALLE DELLA CASTA LEGHISTA E DEL NANO DI ARCORE……

  4. Roby says:

    Io di anni ne ho poco più di 40, la mia azienda è più piccola ma capisco perfettamente ciò che scrive questo collega e la penso come lui.

    Lasciare l’azienda ai dipendenti? Per essere maledetto anzichè ricordato?

    Tra qualche anno potrei trovarmi nella necessità di dover ampliare l’attività: a dire il vero avrei già dovuto farlo ora dato che sono tra i pochi che lavorano come mai prima d’ora (95% del fatturato va all’estero): ma chi ha il coraggio di investire in Italia? Se lo farò sarà in Svizzera o in USA/Canada, qui non ha senso anche solo per, come diceva l’autore dello sfogo, per le sempre nuove regole e relative sanzioni assurde che ti tirano addosso.

    Certo mi spiacerà lasciare sul lastrico tante famiglie, ma i Landini, i Cofferati, i Berlusconi li hanno scelti loro come rappresentanti.

    • Riccardo Pozzi says:

      Non c’è altra strada Roby, quella di far loro pucciare il muso nel loro stesso sterco.
      Togli il disturbo, io non avrei dubbi.

    • luigi bandiera says:

      “Certo mi spiacerà lasciare sul lastrico tante famiglie, ma i Landini, i Cofferati, i Berlusconi li hanno scelti loro come rappresentanti.”

      Roby,

      sai che pochissimi sanno questa menata del kax..? E cioe’ che i tuoi citati non sono i loro rappresentanti sebben eletti da loro..?

      E sai perche’..?

      Perche’, gli eletti, sono solo rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dei partiti i quali hanno privilegi e diritti.

      Poi le organizzazioni lavorano secondo il loro padrone e cioe’ il partito che li ha fondati o fatti fondare.

      E’ un TRANELLO RAPPRESENTATIVO E VALE ANCHE PER I PARTITI che non partono mai.

      GIOCO DELLE TRE CARTE caro mio… tipico gioco talibano.

      Rappresentanti dei lavoratori e dei cittadini NON CE NE SONO..!!!

      NON SIAMO IN DEMOCRAZIA INTESA “POPOLO SOVRANO” ma in uno stato KOMUNISTA in mano ai pochi (organizzazioni politiche) e che questi hanno la sovranita’ vera..!!

      Ma prova a daglielo da intendere ai TALIBANI… super trikoglioniti… che fanno la fila per votarli e per pagare le bollette che servono anche a MANTENERLI, se la capiscono..!

      Ma la gira piu’ o meno cosi’ anche in altri stati “DEMOCRATICI” in questo mondo di ladri.

      Eppure siamo contenti fa Pasque e ci teniamo tanto al trikoglione…

      Si. Siamo a Stoccolma… con la sua sindrome..!!

      Sim sala bim e viva l’italia una e indivisibbbile.

      • Roby says:

        Stai tranquillo che sono i loro degni rappresentanti, certo non di tutti perchè qualcuno come me diserta le urne in quanto le pagliacciate in salsa italica non gli piacciono ma ce n’è qualcuno che ho sentito con le mie orecchie dire “se facessero comandare i sindacati come fanno in Svezia, non ci sarebbero più problemi”. Hanno visto il documentario su Raitre, ora i paradisi dei lavoratori si sono spostati verso ovest, tra 20 anni sono fiducioso che con le riforme di O-banana mi citeranno gli USA come esempio.

      • Axel says:

        “NON SIAMO IN DEMOCRAZIA INTESA “POPOLO SOVRANO”
        E’ vero anche perchè non esiste più uno STATO e sopratutto uno Stato Sovrano.

        “ma in uno stato KOMUNISTA in mano ai pochi (organizzazioni politiche) e che questi hanno la sovranita’ vera..!!”

        ahahaha questa scusa ma è davvero ridicola e fai solo che il loro gioco oppure semplicemente sbagli i termini fatto sta che definire questo sistema Comunista è veramente assurdo anche perchè sei tu stesso a dirlo in mano a pochi. questa si chiama Oligarchia tecnocratica aggiungiamoci l’Europa dei burocrati colonialisti e siamo apposto.

        • Axel a governare l’URSS era praticamente uno solo.

          Sai quei posti dove senza l’appoggio del partito non fai un caxxo, e quel partito è piramidale fino ad arrivare al Capo Supremo dello Stato? Ecco, quelli sono regimi. Nella Storia si sono voluti suddividere in regimi di destra e di sinistra, ma sono in pratica la stessa cosa. Esercizio puro del potere, arbitrio, esproprio di proprietà privata. Si definiscono correttamente Regimi Socialisti. O Regimi e basta, perché le due cose sono connaturate dall’esproprio della proprietà privata.

          I Comunisti sono un particolare nome di un regime socialista. Di un regime.
          Oligarchia Tecnocratica va bene lo stesso, tanto si basa ugualmente sull’esproprio di proprietà privata ed è pertanto Socialista. Quindi un Regime. Analogo.
          Non possiamo stare a distinguere i tipi di regime da le puttanate che ci raccontano per sedarci. Ognuno ne inventa una diversa, ma è solo questione di fantasia.
          Esistono solo due poli, e non sono destra e sinistra, né comunisti contro fascisti.
          Esiste Stato (Socialismo) contro Libertà Individuale (Proprietà privata)

  5. lory says:

    Danno soldi ai Rom regalano case popolari a Marocchini,Albanesi, Senegalesi ecc. vanno prendere i clandestini a Malta s sulle coste Libiche ,nominano senatori a vita ovviamente tutto con i nostri soldi queste canaglie.

  6. luigi bandiera says:

    VIVA L’ITALIA UNA E INDIVISIBILE… e i suoi sen a vita.

  7. Amedeo says:

    A causa dei ladri e parassiti che governano lo stato e le regioni, d’Italia, alla fine, tutte le imprese, dovranno arrendersi: chiudere o trasferirsi. Non conviene andare avanti e comportarsi da eroi per nulla, quando alla fine costringeranno tutti a chiudere. Sparite tutte le imprese e non avranno più nulla da prendere da queste, andranno a rubare i soldi e le case della gente. Lo devono avere già pianificato i criminali politici d’ogni colore che ci hanno governato negli ultimi venti anni.

    • alberto says:

      straquoto… i pochi buzzurri che rimarranno qua a lavorare dovranno pagare le tasse anche per chi è scappato via. Qui resteranno solo vecchi, disoccupati ed extracomunitari. Cara itaglia questa è la fine che ti meriti.

  8. Giò says:

    60 famiglie….Visto che l’azienda non è in fallimento si potrebbero coinvolgere i dipendenti in una cooperativa o qualcosa del genere,(credo che ci siano pure dei contributi)in altre occasioni a funzionato e anche bene. Sicuramente fra i sui dipendenti qualche giovane intraprendente c’è di sicuro e credo che sollevandosi in gran parte dalle incombenze che un imprenditore da solo deve sostenere la sua creatività e voglia di fare ritorna a livelli ottimali.

    Le auguro di risolvere per il meglio la sua situazione in barba a quei 4 mer…dosi che ci governano.

  9. Paul Brembilla says:

    solidarietà all’imprenditore che oltretutto avrebbe potuto chiudere anche prima, invece di sacrificare proprietà e liquidità personali per nulla

    tassazione e burocrazia itagliane sono arrivati ad un punto tale che nemmeno un singolo professionista in proprio (che quindi non ha problemi di banche, dipendenti e sindacati) riesce a sopravvivere …

  10. Albert Nextein says:

    Sono curioso di sapere che cosa produce questa azienda.
    Il ragionamento dell’industriale non fa una grinza.
    Mi spiace , per lui, che non abbia preso provvedimenti un pò prima.
    Nella situazione attuale è più che adeguato tirare i remi in barca, meglio se la situazione aziendale non è ancora degenerata.
    Ridurre il rischio italia è una via obbligata per gli imprenditori avveduti.
    Fanno bene coloro che chiudono baracca, oppure che delocalizzano le nuove iniziative o gli ampliamenti delle vecchie.
    Chi vede le cose da fuori, chi le vede col necessario distacco, capisce che la classe politica attuale è inadeguata, ignorante, in malafede, vigliacca. Ed anche se non rubasse, non riuscirà a portare il paese fuori dalla melma.
    Chi si adatta, per pigrizia, o perché ancora gli affari girano, sbaglia .
    E si sa il perché, tutti noi che scriviamo qui lo sappiamo.

    Mi permetto, quindi di fornire un consiglio all’industriale veneto.
    Vendi anche il capannone e la casa.
    Porta i soldi al sicuro, e stai in affitto.
    Eventualmente espatria del tutto e torna in italia solo per fare vacanze.
    Mi ripeto, perché forse l’ho già scritto, ma circa 30 anni fa un industrialotto delle mie parti ha venduto tutto, ha portato 15 miliardi di lire in svizzera, si è preso un appartamentino in affitto in italia, e i suoi affari li ha trasportati nel continente americano.
    Parlo di trenta e più anni fa, in occasione della seconda crisi petrolifera.
    Ora non ha neppure l’appartamento in affitto in italia.

    • Roberto Porcù says:

      @ Albert Nextein – Quello che affermi non fa una grinza, ma nell’invitare il nostro amico a fare come l’industrialotto dalle tue parti, trascuri che il nostro amico afferma di avere 60 anni e non avere figli: a quella età probabilmente, lui e la moglie non hanno alcun desiderio di affrontare un trasloco di casa e, men che meno, lui di seguirsi i propri affari dall’altra parte del mondo.
      Tutt’al più gli si potrebbe consigliare di vendere il capannone o l’attività intera (se trovasse un martire), agli odierni prezzi depressi, e vendere la nuda proprietà della abitazione, ma è un qualcosa di così personale alla quale sono certo lui sia perfettamente in grado di pensarci senza attendere un mio consiglio non richiesto.

      • Albert Nextein says:

        Molti americani, ed altri stranieri non ultimi i tedeschi, diventano pensionati all’estero.
        Mollano e dopo averlo individuato raggiungono il bueno retiro.
        Non penso che sia un nazionalista sfegatato l’industriale veneto.
        Ti racconto anche questa.
        Un farmacista toscano si ritirò, una quindicina di anni fa, in canada per godersi gli ultimi anni , in pensione.
        Invita uno, invita l’altro, fai amicizia e via dicendo, ha iniziato con la moglie a fare pasta in casa che poi regalava ad amici.
        Da lì a produrne un poco di più e iniziare a venderla è stato un attimo.
        Da questo punto a aprire un’azienda , un altro attimo.
        Attualmente i figli lo hanno raggiunto e hanno un’attività estesa con più fabbriche.
        Fatturano un’enormità.

        Quanto all’italia io rimango del parere che non convenga possedervi neppure un garage collabente.
        Può vendere tranquillamente anche la sua casa.
        E magari andare a stare in un attico centrale , in affitto.

    • Dan says:

      Potrebbe anche non vendere ma solo rendersi nulla tenente.

      Continua a tenere aperto, continua a dare lavoro, continua a pagare gli stipendi (i contributi li gira direttamente in busta paga) e non versa più un euro di tasse.

      Arriva la finanza e lo chiude ? Ammesso che ci riesca (perchè lì mi piacerebbe vedere un’esplosione di rabbia da parte dei suoi operai, 60 tipi robusti con altrettante chiavi inglesi formato cantiere navale), lo stato si scorda di poter recuperare qualcosa oltre le briciole che non sono ancora state spedite all’estero.

      • Roby says:

        Quello che fanno i cinesi: aprono attività per un anno, evadono a nastro, non hanno l’obbligo del DURC, dopo un anno chiudono e bruciano contabilità ecc. tanto chi li va a controllare. Le tasse al 70% creano mostri.

  11. FrancescoPD says:

    condivisione totale!
    anche se molto soft, ..credo che il magone sullo stomaco non l’abbia espresso tutto… la lettera andrebbe pubblicata su tutti i blog

    • Dan says:

      Voglio sperare che i suoi 60 futuri ex dipendenti siano meno soft di lui.

      In veneto stanno per caso regalando soldi ai rom come nel resto d’italia ?

      Un bel assalto alla regione con le mazze al grido di “se ci sono i soldi per i parassiti allora ci sono anche per noi” e vediamo se la cura della paura sortisce qualche effetto.

  12. Riccardo Pozzi says:

    Grido di dolore che merita un abbraccio ideale.
    Hanno trasformato la Padania, meraviglioso esempio di microcapitalismo e diffusione capillare di benessere, aspirazioni e talento, in una tavola di immeritocrazia burocratica, coltivata a inutile e costoso fotovoltaico cinese e a mais vorace di acqua, buono per centrali a biomassa assistite e puzzolenti. Il tutto con un socio che vuole due terzi degli utili anche quando utili non ce ne sono. Chi se ne va è da capire. Lo farei anch’io se riavessi i miei venti anni, il mio piccolo diploma d perito e i mei genitori in salute e giovani.
    Speriamo che la crisi arrivi più rapidamente della depressione al “tutto per aria” necessario per ripensare questo paese.

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