La Padania dal 1° dicembre non più in edicola, sito online non più attivo

riceviamo e pubblichiamopadania

In data odierna (7 novembre 2014, ndr), a seguito di un incontro con il segretario federale Matteo Salvini e con il presidente del Cda dell’Editoriale Nord Ludovico Gilberti, è stato comunicato al Comitato di redazione del giornale l’avvio della cassa integrazione per tutti i dipendenti dell’Editoriale Nord a partire dal prossimo primo dicembre.
Conseguentemente, da quella data il quotidiano non sarà più in edicola e il sito www.lapadania.net non sarà più attivo.
L’attuale situazione è il risultato del drastico taglio del fondo per l’editoria operato dal governo Renzi: in tal modo si infligge un durissimo colpo al pluralismo e alla libertà dell’informazione garantiti dai principi costituzionali, aggravando in modo drammatico l’emergenza occupazionale che affligge il settore editoriale.
Del resto, non si può però attribuire l’esclusiva responsabilità a Roma. Anche in via Bellerio è stata fatta una scelta politico-editoriale che ha condotto alla cancellazione di una testata che da quasi 18 anni ha rappresentato l’unica voce delle battaglie del Movimento e che ad oggi è l’ultimo quotidiano di partito sopravvissuto in edicola. La Lega infatti, nonostante le prospettive di crescita dei consensi politico-elettorali che tutti i sondaggi le riconoscono, ha deciso di non rinnovare il proprio contributo al bilancio dell’Editoriale Nord.

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6 Comments

  1. Biboppo says:

    La chiusura de la Padania è solo la conseguenza di scelte editoriali scellerate, dello spreco incalcolabile di risorse sul quale la magistratura dovrebbe muoversi e non certo della crisi dell’editoria nazionale. Dalle 120mila copie vendute di Marchi si è passati alle 500 scarse della Lussana. Ahahahah…che barzelletta. In un anno di direzione (direzione?) ha distrutto fatiche durate 18 anni. La sciatteria non è ammessa nel giornalismo. Giudici indagate, indagate, verificate spese, conti, rimborsi, benefit, viaggi, pagamenti di collaboratori e “redattori” fantasma, chiamate gli attuali giornalisti e gli “ex” (licenziati, costretti a licenziarsi, impallinati, fuggiti per non vedere associato il proprio nome all’ultima “direzione” e “amministrazione”, ecc.). Avranno molte cose da raccontare, a partire dalla stessa “roccia” Stefania. Chi ci sta a spifferare tutto?
    E intanto, per capire meglio lo “spessore professionale”, beccatevi questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=iPqinescRXM

    • Stefania says:

      “…licenziati, costretti a licenziarsi, impallinati, fuggiti…”. Lo so bene! Caro lettore, c’è un tempo per tutto, per osservare, per capire e soprattutto per parlare. Il tempo è vicino.

  2. luigi bandiera says:

    Dimenticavo… me vien sempre dopo…

    Se non scrivi come vuole l’italia (in italiano corretto, come il politichexe corretto), certi intellettuali indipendentisti (pazienza i tririnkoglioniti) ti insultano..!! Non faccio nomi perche’ uso il metodo del parroco: parlo al plurale per dirlo al singolare.

    A dimostrazione che di KAPO’ ne siamo STRAKOLMI..!!!

    BASTAaaaaaaa…!!!!!!!!!!!!

    Altro che italia o ISLAFRITALIA, qua lo stato si deve chiamare FARISEICA dato che e’ al femminile la penisolana, il continentale e l’isolana.

    La merd le’ merd… c’e’ poco da dire.

  3. luigi bandiera says:

    Io comperavo e la sponsorizzavo… tutti i prodotti padani…

    Ero un militante di ferro… e i FAX in via Bellerio lo possono testimoniare oltre le varie tessere per il sindacato e le campagne a pro candidati Lega Nord. Lo ero in tutti i sensi tanto che attivai il sindacato autonomista e federalista veneto. Il SAV.

    Lo feci nascere e stava per decollare quando, invece, da Milano parti’ un qualcosa di molto strano…
    Lentamente il sindacato MORI’. (Storia lunghetta da spiegare cosi’ in quattro e quattrotto).

    Poi certi fatti mi fecero aprire gli occhi e pretesi certe cose da organizzatore e INCASSATORE la GRANA PADANA.

    Comincio’ la mia discesa… sebbene fui designato quale segretario degli Alpini Veneti. (Ero al Battaglione Monte Grappa a Bassano dove poi fui premiato dal Generale comandante la Brigata Julia).
    Pero’ fui fedele alla mia ARMA: le Trasmissioni.

    Oggi sentir parlare di ALPINI ho solo CONATI..!!!!!!!!!!!!!!

    Gia’, e piu’ tardi, NOTO, muore il resto.

    Spero che non muoia la Radio…

    Brutta storia per noi che per primi tentavamo di LIBERARE IL NOSTRO POPOLO..!!

    Ma che nei libri di storia, morti noi morto tutto..!!

    NON CI SIAMO..!

    AI NORDICI TOGLIETEGLI TUTTO, MA NON IL LAVORO DA SOTTOMESSI..!!

    Il detto, per confermare quello che starnazzo, mejo star soto l’Austria che soto la Talia IMPRIME, MARCHIA il DNA, l’INDOLE dei nordici: STARE SOTTO..!!!!!!

    A quelli che mi dicevano quella frase rispondevo: ma perche’ stare sotto o l’Austria o l’Italia..?
    NON E’ FORSE MEGLIO STARE SOTTO DI NOI..??

    Cioe’, SOTTO IL GOVERNO DE I VENETI..??

    SI. QUELLI CHE PARLANO LA NOSTRA LENGOEA , VENETHA per tutti gli appunti..??

    E, a proposito, se fossero dei veri INDIPENDENTISTI, sti intellettuali la’ impegnati, PARLEREBBERO e (almeno) SCRIVEREBBERO IN VENETHO… IN LUMBARD.. e ECC…!

    Invece, da bravi KAPO’ USANO, ADOPERANO, la lingua dell’OCCUPANTE a dimostrazione che l’ABITO NON FA IL MONAKO..?

    No. PERCHE’ DA SEMPRE L’ABITO FA IL MONAKO..!!

    SVEGLIA..!!!!!!!!!!!

  4. marco says:

    E’ cominciato lo smantellamento di tutto ciò che può fare riferimento al nome Padanie e quindi all’Indipendenza. Il giorno che ci si renderà conto sarà sempre troppo tardi. Salvini è il peggior nemico dell’indipedenza.

  5. Dan says:

    In teoria chi lavora per un giornale politico prima che per il soldo dovrebbe lavorare per l’idea che sta dietro tutto questo.
    Internet è piena di blog di gente che il soldo al massimo lo scuce eppure esistono e vengono aggiornati di continuo.
    Chiudere il giornale cartaceo ? Amen, in fin dei conti la carta è il passato ma chiudere il sito ?
    Proprio vero che quando finisce la biada si mette finalmente allo scoperto la vera essenza delle cose, chi si muoveva per cosa.

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