Chiese veneziane, continua l’italianizzazione con nomi fasulli

di ETTORE BEGGIATO

Egregio Direttore, la pretesa dell’amministrazione comunale di Venezia di modificare  i “nizioleti” (le storiche denominazioni delle calli e dei campi veneziani) ha provocato la sacrosanta indignazione dei veneziani che si sono giustamente sollevati di fronte a cambiamenti…imbarazzanti (emblematica la “calle del parucheta” che è diventata una impronunciabile “calle del parrucchetta”); speriamo che l’assessora Agostini rimedi in fretta a un’iniziativa perlomeno discutibile.

Ma oltre ai nizioleti c’è un’altra questione che andrebbe affrontata: è quella delle targhe delle Chiese: anche qui, da tempo, c’è stata una grottesca e scandalosa italianizzazione dei nomi storici delle Chiese veneziane. Per esempio San Stae, bellissima chiesa situata lungo il Canal Grande è diventata per gli estensori delle patetiche targhe “San Eustachio”: sfido chiunque a trovarmi un veneziano in tutta la città che non continui a chiamare la chiesa San Stae.

Non parliamo poi  di altre grottesche  traduzioni in lingua italiana:  segnalo  che la Chiesa di San Giacomo Decollato continua ad essere chiamata dal volgo San Zan Degolà, che gli “ultras” della tradizione si ostinano a chiamare San Polo la  Chiesa di San Paolo Apostolo, così come l’elegante denominazione di San Giacomo Apostolo viene orrendamente storpiata in San Giacometo e via discorrendo…

La vogliamo capire che i nomi delle calli e delle vie, dei campi e delle piazze, delle chiese e dei parchi sono “veri storici documenti” e come tali vanno trattati e rispettati? Che la toponomastica è una delle tante tessere che compongono l’ideale mosaico chiamato “identità di un popolo”?

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12 Comments

  1. massimo trevia says:

    da ligure ai veneziani:fregatevene e parlate con la vostra lingua!!!!!!se verrò so che all’occorrenza mi farete la traduzione…..w venexiai!!!!!

  2. Garbin says:

    Gli italos se ne fregano della nostra cultura e odiano profondamente la nostra storia.

  3. Nico says:

    Avete talmente un “identità veneta’” che i ristoranti e i negozi di Venexia sono tutti in mano ai cinesi,pakistani e arabi…ah,iniziate a tradurre i nizioleti in arabo…tanto poi le scritte veneziane le cancelleranno gli islamici immigrati !

  4. Massimiliano says:

    Ma avranno pensato ai milioni di mappe e database esistenti con la toponomastica attuale (e sacrosanta) che bisognerebbe gettare (quelle fisiche) o modificare (quelle informatiche) con notevole dispendio di energia e denaro? Come al solito la classe governante si distingue per la sua incapacita’ di vedere la ‘big picture’ o almeno farlo credere… Lo abbiamo capito che vogliono una Venezia solo per i turisti, che in questo caso si perderanno ancor piu che in passato.
    Istituti Geografici di tutto il mondo, ribellatevi!

  5. luigi bandiera says:

    L’Islafritalia deve in qualche modo dimostrare al mondo che e’ lo stato OCCUPANTE. Che quel che c’e’ dentro ai suoi confini e’ tutto suo..!

    Tuttavia, se io prendessi l’originale quadro di Mona Lisa e lo modificassi a mio piacimento perche’ e’ MIO. E’ in casa mia e ne faccio quel che voglio. Ebbene, quel quadro sarebbe lo stesso dopo la mia “intellighente” modifica..??
    E che danno avrei procurato..?

    Mi perdoni Assessore se oso, lo so che vuole dire al mondo che VENEXIA e’ sotto occupazione islafritaliana e per questo tutto quel che e’ VENETO va cambiato e o modificato se non proprio CANCELLATO.
    Pero’, allora, perche’ non la SPIANA..??
    E poi, farebbe prima la nuova venezia che lei vuole dato che il territorio e’ suo. Ah, forse darebbe nell’occhio..??

    MA VENEXIA NON E’ PATRIMONIO DEL MONDO, DELL’UMANITA’..?

    Perche’ manomette questo GRANDISSIMO E SERENISSIMO PATRIMONIO FATTO DAL POPOLO VENETO E DATO AL MONDO PER ESSERE AMMIRATO COSI’ COME E’..???

    Dato che c’e’ asciughi i canali kax..!

    VENEXIA NON E’ MIKA SUA SA..!!!

    Su dai frequenti qualche chiesa venexiana e preghi… per non peccare piu’ facendo sacrilegi culturali.

    Visto?
    Bisogna difenderci dagli ISLAFRITALIBANI..!!

    Col nemico in casa come faremo a difenderci..?

    Kax, usciti dalla KST fanno solo danni..!

    Poveri noi…

    continua

  6. Gianfrancesco says:

    D’accordo al 100%.

    Preciso inoltre che non è una battaglia solo veneziana, ma di tutti, perchè i nizioleti di Venezia sono un esempio cui tutti possono rifarsi e prendere esempio. Prendendo spunto dai nizioleti veneziano ho chiesto che a Bergamo tornino indicazioni tipiche come Contrada Cològn al posto di via Giacomo Quarenghi.

    I nizioleti sono infatti anche un ottimo ripasso, di più un libro aperto da cui imparare, infatti dopo aver visitato Venezia ed essere passato per San Polo ho collegato il San Polo veneziano con San Pol d’Argon nome originario di San Paolo d’Argon comune bergamasco, visto Campo San Beneto ho ripensato al suernòm della mia famiglia, siamo chiamati i Benècc.

    Venezia così come è con i suoi nizioleti è una palestra di cultura linguistica in cui tutti i padani dovrebbero andare per “risciacquar i panni in laguna”.

  7. caterina says:

    l’ignoranza al potere!
    Beggiato, non c’è salvezza…

  8. Dan says:

    Invece di parlare fate una cosa migliore: la notte, arrivate nei pressi di tali simpatiche targhe e le rimuovete ripristinando i nomi originali.
    I negozianti nei loro biglietti da visita devono continuare a segnalare gli indirizzi originali.

    Mentre state lì a parlare del sesso degli angeli, di referendum e consultazioni popolari senza mai badare alla sostanza, lo stato invasore gioca di sforzo cancellandovi l’identità una goccia alla volta.

    I veneziani di oggi chiamano i calli ancora alla vecchia maniera ? Tranquilli che i loro figli non faranno più così se non si prenderà la questione di petto.

  9. Mauro says:

    Ed oltretutto la cosa è controproducente per il turismo, perchè su tutte le guide del mondo San Stae è San Stae come pure San Polo, ve lo immaginate un turista che guida alla mano chiede di San Stae ed il vigile gli risponde ‘noooo SAN EUSTACHIO’?!?!?!?!
    Ci sarebbe scompisciarsi non fosse tragico, mi ricorda Mussolini che italianizzava i nomi della Valle d’Aosta…
    Courmayeur –> Cormaggiore
    Beh sappiamo che fine fece il Benito, confidiamo nell’assessore

    Live long and prosper
    Mauro (pavese che ama la Serenissima Repubblica…)

    ps
    immaginate che bandiera sventolo il 25 Aprile…

  10. Ai miserabili non resta che cambiare i nomi, quando non possono cambiare la Storia. Abbi pietà loro caro Beja e non t’adirare. Pensa che i nomi di costoro non saranno mai storpiati, perché non saranno mai ricordati. Sono i tentativi del Niente di annullare il Tutto del nostro passato. Un po’ come i bestemmiatori incalliti. Ma a Dio non importa molto che lo associno di volta in volta a simpatiche bestie rosa, e via dicendo…Anzi sorride anche Lui.

  11. el puresin says:

    “La vogliamo capire che i nomi delle calli e delle vie, dei campi e delle piazze, delle chiese e dei parchi sono “veri storici documenti” e come tali vanno trattati e rispettati? Che la toponomastica è una delle tante tessere che compongono l’ideale mosaico chiamato “identità di un popolo”?”…..è proprio perchè lo hanno capito, che le vogliono cambiare!l’italia è questo!!!!

  12. Paolo says:

    Questa faccenda è a dir poco vergognosa.

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