Chiapparoli: ridateci le Province. Sono l’identità del territorio

Chiapparoli

 

di ENRICO CHIAPPAROLI* – Province, ve le ricordate? Abolite, sulla carta, ma le competenze restano e a eleggerne i rappresentanti sono solo i partiti. Una situazione pirandelliana, grottesca…. Non è forse ora che alle elezioni provinciali tornino a votare tutti? Le chiamano . elezioni di secondo livello, votano solo i consiglieri comunali e i partiti possono fare i loro giochetti in fase di preparazione delle liste, facendosi i calcoli dei voti ponderati in base alla popolazione dei comuni. Hanno tolto al popolo il controllo del territorio, hanno tolto i finanziamenti, i servizi, ma non il risiko locale del potere….

Le province vanno salvaguardate, perché anche quelle che appartengono alla stessa regione hanno popoli, tradizioni, usi e costumi diversi e ciascuna provincia ha una sua storia da conservare. Tutto questo non va perso, come invece sono andati persi i soldi su cui facevano affidamento, letteralmente ladrati da governi precedenti e mai più restituiti, nemmeno dal Governo del Cambiamento delle parole ma non dei fatti.
Le province hanno anche congiunture economiche differenti e in molti casi il tessuto è composto da piccole attività produttive e commerciali, che giorno dopo giorno sono sempre più a rischio di estinzione. Per cercare di dar loro un aiuto, in Sardegna, anni fa, nella pianura del Campidano (era una zona depressa) si sono inventati una moneta complementare all’euro: il Sardex. C’è voluto del tempo, ma ce l’hanno fatta. Il sostegno alle piccole realtà è diventato reale, attualmente vi sono oltre 4000 aziende affiliate al circuito con un giro d’affari annuo di 350 milioni di euro (considerando il valore del Sardex uguale all’euro). Sono convinto che si possa provare ad intraprendere questa strada anche nelle province del nord che hanno un tessuto economico basato prevalentemente su piccole attività produttive e commerciali.
Intervento di Enrico Chiapparoli segretario Grande Nord Lomellina al congresso programmatico di Grande Nord del 17 febbraio 2019

 

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2 Comments

  1. Sergio Bianchini says:

    aumentare i poteri e le competenze delle province nella macroregione

  2. mumble says:

    Ecco, questo è uno dei punto mortali sui quali la Lega Nord si è arenata, ovvero ragionare secondo gli schemi e le categorie mentali di Roma: Stato, Regioni, Province, Comuni.
    E’ 8 Regioni Padane vanno soppresse (al Centro ed al Sud se la mettano come meglio credono) ed al loro posto vanno individuate 3 massimo 4 Dipartimenti, Cantoni, Macroregioni, Land, chiamateli anche Sarchiaponi o come più vi piace.
    A queste Macroregioni (scelgo questo nome) vanno date competenze reali: oggi le Regioni hanno un bilancio che in uscita è costituito per il 70/80% (avete letto bene, settanta/ottanta per cento) dalla spesa sanitaria.
    Una quota che si aggira sul 6/8 % (al nord) è destinata all’autoalimentazione dell’apparato Regionale.
    Il rimanente 12/24% va a tutti gli altri segmenti.
    Cioè, le nostre regioni sono enormi ASL che destinano circa il 2% della spesa, per esempio, allo sviluppo economico.
    Le Province, poi, sono strutture napoleoniche che erano state troppo politicizzate: in questo la Legge Del Rio che ha messo le province in mano ai Sindaci è meglio del passato, non ho dubbi.
    Il problema delle Province è che non hanno soldi: ma questo deriva dalla bancarotta italiota, non certo dalla Legge Del Rio di ridisegno degli assetti istituzionali provinciali.

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