Chi ha mangiato di meno tra Stato e Comuni?

Chi all’interno dell’Amministrazione pubblica ha tirato di più la cinghia in questi anni di crisi? I dati elaborati dall’Ufficio studi della CGIA ci dicono che il taglio maggiore della spesa pubblica è attribuibile alle Amministrazioni Locali, ma anche lo Stato centrale ha dato un significativo contributo in termini di riduzione delle uscite; tuttavia, questi risparmi sono stati “erosi” dalla crescita della spesa per le prestazioni sociali.

 Tra il 2009 e il 2013 il miglioramento dei conti pubblici (pari a 45,8 miliardi di euro, al netto degli interessi) è il risultato di un incremento delle entrate di 48,4 miliardi e di un lieve aumento della spesa primaria di 2,6 miliardi (TAB 1).

La crescita delle entrate è dovuta quasi esclusivamente alle Amministrazioni centrali (+31,1 miliardi) e locali (+14,7 miliardi).

Per quanto riguarda le spese, alla flessione registrata da parte dello Stato centrale (-9,3 miliardi) e soprattutto delle Amministrazioni locali (-16,3 miliardi), si contrappone la crescita degli Enti previdenziali (+28,1 miliardi), dovuta in gran parte all’aumento registrato dalle spese per il welfare.

In sintesi, combinando le variazioni delle entrate e delle spese, lo sforzo complessivo messo in campo dalle Amministrazioni centrali e locali è stato rispettivamente di 40,3 e 31 miliardi: tale surplus è stato tuttavia significativamente “eroso” dal contributo negativo degli Enti di previdenza (-25,5 miliardi).

“Il boom della spesa previdenziale registrato in questi ultimi anni – dichiara il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – è solo parzialmente riconducibile all’aumento della spesa pensionistica. A fare esplodere le uscite sono state le spese per coprire le misure di sostegno al reddito, come la Cig in deroga e tutte le altre misure a sostegno dei lavoratori e delle famiglie colpite dalla crisi”.

TAB. 1 – La variazione 2009-2013 delle entrate e delle spese per livello di governo

Valori in miliardi di euro

Variazione
delle
entrate
(a)

Variazione
delle
spese
(b)

Sforzo
complessivo
(a-b)

Amministrazioni Centrali

+31,1

-9,3

+40,3

Amministrazioni Locali

+14,7

-16,3

+31,0

Enti di Previdenza

+2,6

+28,1

-25,5

TOTALE

+48,4

+2,6

+45,8

Elaborazioni Ufficio Studi CGIA su dati Istat

Nota1: i dati sono consolidati, vale a dire al netto dei flussi di risorse fra livelli di governo

Nota2: i dati non comprendono gli interessi attivi e passivi

Più in dettaglio, si nota la crescita delle entrate tributarie (+39,2 miliardi), che si articola in +27,1 miliardi a carico delle Amministrazioni centrali e in +12,1 miliardi relativo alle Amministrazioni locali.

I contributi sociali sono aumentati complessivamente di 3,1 miliardi, quasi integralmente imputabili agli Enti di previdenza (TAB 2).

TAB 2 – La dinamica delle principali componenti delle entrate pubbliche

Valori in miliardi di euro

2009

2013

Variazione

 

ENTRATE TRIBUTARIE

446,1

485,3

+39,2

Amministrazioni Centrali

352,9

380,0

+27,1

Amministrazioni Locali

93,2

105,3

+12,1

Enti di Previdenza

CONTRIBUTI SOCIALI

212,1

215,2

+3,1

Amministrazioni Centrali

2,2

2,3

+0,1

Amministrazioni Locali

1,2

1,2

+0,0

Enti di Previdenza

208,7

211,6

+2,9

TOTALE ENTRATE*

729,9

778,3

+48,4

Amministrazioni Centrali

393,9

425,0

+31,1

Amministrazioni Locali

125,5

140,2

+14,7

Enti di Previdenza

210,6

213,2

+2,6

Elaborazioni Ufficio Studi CGIA su dati Istat

(*) il totale comprende anche voci residuali (alienazioni di beni), ed è stato depurato dagli interessi attivi

Nota: le entrate di ciascun livello di governo sono state consolidate, cioè al netto dei flussi di risorse verso altri enti pubblici

Infine, per quanto concerne il dettaglio delle uscite, emerge la crescita delle prestazioni sociali (+28,1 miliardi), quasi completamente bilanciata da un calo delle spese in conto capitale (-24,2 miliardi), che al loro interno comprendono gli investimenti pubblici (TAB 3).

“La spesa per il personale – conclude Bortolussi – nel quinquennio esaminato è diminuita di 6,9 miliardi: gran parte di questa flessione è attribuibile alle Amministrazioni locali che hanno tagliato per -4,1 miliardi. Nello stesso periodo, la spesa per consumi intermedi, che comprende gli acquisti di beni e servizi e i costi di funzionamento della PA, è diminuita di 0,5 miliardi. Tuttavia, ad una flessione di 0,8 miliardi da parte delle Amministrazioni centrali si contrappone una crescita di 0,3 miliardi da parte delle Amministrazioni locali.”

TAB 3 – La dinamica delle principali componenti della spesa pubblica

Valori in miliardi di euro

2009

2013

Variazione

 

SPESE PERSONALE

171,7

164,7

-6,9

Amministrazioni Centrali

96,2

93,5

-2,7

Amministrazioni Locali

72,1

67,9

-4,1

Enti di Previdenza

3,4

3,3

-0,1

CONSUMI INTERMEDI

131,2

130,6

-0,5

Amministrazioni Centrali

21,4

20,6

-0,8

Amministrazioni Locali

107,0

107,2

+0,3

Enti di Previdenza

2,8

2,7

-0,1

PRESTAZIONI SOCIALI

291,6

319,7

+28,1

Amministrazioni Centrali

5,8

4,3

-1,5

Amministrazioni Locali

2,7

2,9

+0,1

Enti di Previdenza

283,1

312,5

+29,4

SPESE IN CONTO CAPITALE

81,8

57,6

-24,2

Amministrazioni Centrali

41,4

29,1

-12,3

Amministrazioni Locali

39,1

28,4

-10,6

Enti di Previdenza

1,3

0,1

-1,2

TOTALE SPESE*

746,4

749,0

+2,6

Amministrazioni Centrali

213,5

204,3

-9,3

Amministrazioni Locali

240,3

224,0

-16,3

Enti di Previdenza

292,5

320,7

+28,1

Elaborazioni Ufficio Studi CGIA su dati Istat

(*) il totale comprende anche voci residuali (ad esempio, ammortamenti), ed è stato depurato dagli interessi passivi

Nota: le spese di ciascun livello di governo sono state consolidate, cioè al netto dei flussi di risorse ricevuti da altri enti pubblici

 

 

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