Chi fiacca l’indipendenza

di BENEDETTA BAIOCCHI

Crisi. La somma del voto porta alla crisi. Da una parte perché il centrodestra ha perso il Nord. E non è certo Padova a fare la rivoluzione. Bitonci è un ottimo sindaco, un sincero indipendentista, ma dopo il disastro decennale di Zanonato e compagni, chiunque si fosse presentato come alternativa, anche il cavallo di Caligola, avrebbe battuto quel Pd infartuato somma del peggior cattocomunismo devastatore. Tra una citta suk e una città che reagisce, gli elettori hanno scelto una via di fuga.

Ai ballottaggi poi il Pd non ha stravinto e questo dà spazio nuovamente alle lotte interne, ad una nuova ondata di rottamazione renziana con ricadute inevitabili dentro al governo e tra i banchi dei parlamentari che non sono allineati al nuovo corso. Morale: ingovernabilità. Si sta in una situazione di calma apparente, in attesa che sia cambiata la legge elettorale.

Già su questo giornale all’indomani del secondo turno, si è scritto che il voto è diventato quanto mai mobile, che non si guarda alla destra né al centro ma a quanto di nuovo i territori sanno esprimere. E così è andata. Non è bastata la faccia serena di Cattaneo per mantenere in sella il centrodestra a Pavia. Non è bastata a Perugia la tradizione quasi secolare rossa per conservare il monopolio comunista dell’Umbria. Non esistono più posizioni di rendita, nemmeno voti sulla fiducia. O si vota il meno peggio, o se passa un treno lo si prende anche solo per mandare a quel paese chi ha stancato e non ha dato segni di cambiamento.

Tutti hanno perso. La Lega, pur comunque vincendo, ha perso decine di Comuni. Il Pd ha subito dei contraccolpi, il centrodestra sta sparendo. E gli indipendentisti, cosa hanno votato?

Nella speranza di un cambio di vento, Salvini ha dato l’idea di rappresentare quella Lega spregiudicata e “antagonista” al sistema che ricorda gli anni ruggenti del Bossi tattico che faceva alleanze col diavolo rosso o nero pur di diventare protagonista. Ma è un protagonismo che male amministrato, ha portato alla grigezza del potere. A ministeri delle riforme senza riforme, a ministeri delle semplificazioni senza semplificazioni, a uomini di potere senza indipendenza dai poteri forti.

Ora che le europee sono finite, la gestione del quotidiano arriva alla resa dei conti. Il Pd non ha le ore contate ma quel 41% non è eterno. Berlusconi non è eterno. Alfano men che meno. Il no euro passato una volta, la seconda stufa. Al Nord ora chi pensa? L’unica speranza è la Lega? Alleata al centrodestra? Con le anime indipendentiste al fianco di Berlusconi che firma qualche referendum del Carroccio? Urge chiarezza. Il voto non è dietro l’angolo, ma le energie disperse, nel tempo finiscono. Giusto quello che vuole il sistema marcio? Disperdere, fiaccare….

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14 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    L’unica rivolta possibile, automatica, dal basso e popolare sarebbe quella innescata dall’eliminazione del sostituto d’imposta. La fanno da soli i milioni di lavoratori dipendenti che concorrono all’80% del gettito irpef.
    Il resto è amabile chiacchiericcio da aperitivo.
    Ma nessuno ha le palle di Fidenato. Nessuno.

  2. Castagno 12 says:

    Replica a ALBERT NEXTEIN – 12.6.14 at 9:05 am.

    Ho notato che lei, ripropone ossesivamente la sua ricetta: “RIVOLTA FISCALE”.

    Per quanto mi risulta, questa proposta si identifica con una vaccata.
    Ma non escludo di poter essere in errore. Magari si tratta di una cosa diversa da quella che io conosco.

    Per favore, della RIVOLTA FISCALE a cui lei si riferisce, ci faccia sapere:

    1) in cosa consiste, il meccanismo di applicazione

    2) i vantaggi previsti

    3) le probabilità di successo

    4) gli eventuali rischi da correre.

    Almeno cerchiamo di esaminare e di proporre cose concrete evitando di “andare per farfalle”, non segnalando ciò che poi nessuno farà.

    Grazie.

    • Castagno 12 says:

      Preso atto che ALBERT NEXTEIN tace, nell’interesse di tutti potrebbe rispondere qualsiasi altro lettore che pensa sia validità e fattibile la soluzione RIVOLTA FISCALE / PROTESTA FISCALE.

      Diversamente la soluzione fantasiosamente ed arbitrariamente definita da NEXTEIN “UNICA AZIONE UTILE ED INCISIVA”, se non è accompagnata da argomerntazioni valide, finisce nel NULLA.

      Con l’occasione, chi non ritiene opportune le azioni che ho ripetutamente suggerito, potrà indicare delle alternative.

      Ricordo che io ho proposto azioni nel rispetto della Legge e che possono essere eseguite, da qualsiasi maggiorenne, senza dover richiedere l’autorizzazione alla mamma.

  3. Robinhood says:

    Gli indipendentisti duri e puri a litigare sul nulla.
    I tattici della grande rimonta a scervellarsi per trovare un altro slogan.
    Il Nord vota PD e tutto il resto conta zero.
    Siamo scemi e ci mertiamo al 100% tutte le vessazioni che ci infliggono.
    W l’Italia e W Renzi, loro sì che, con noi, sanno come comportarsi.

  4. Albert Nextein says:

    Tutto ruota esclusivamente attorno a come chi è scontento dello stato unitario può protestare contro di esso.
    O rivolta armata o rivolta fiscale.
    Con le parole, con le petizioni, le votazioni, i referendum, non si va da alcuna parte.
    E’ protesta debole, pressoché inutile.

    Dato che nessuno vuole agire violentemente, rimane la protesta fiscale.
    E i movimenti indipendentisti possono tralasciare tutto e impegnarsi solo ed esclusivamente per organizzare una protesta fiscale massiva.

    Le parole, le proposizioni “democratiche” , il rispetto delle regole del gioco “democratiche” servono solo a chi gestisce l’attuale potere.
    Non certo agli indipendentisti.
    E se gli indipendentisti traccheggiano senza attuare l’unica azione utile e incisiva, vuol dire che anch’essi non credono davvero in quanto dicono.
    Perdono solo tempo.

  5. Castagno 12 says:

    “Chi fiacca l’Indipendenza ?”.

    Primi fra tutti gli Indipendentisti con un doppio comportamento, balordo e suicida:

    1) Sostengono (con azioni quotidiane), approvano (votando, non importa per chi) e FINANZIANO (anche con l’uso della carta di credito – il mancato sciopero fiscale non c’entra, non è applicabile e non serve) il SISTEMA del quale si lamentano

    2) Contro detto SISTEMA, non fanno nulla di concreto per fargli mancare gli aiuti e procurargli danni.

    Se almeno gli Indipendentisti non si metteranno in azione, si continuerà A PARLARE DI NIENTE.

    I Movimenti Indipendentisti diano una dritta che possa essere utilizzata dalle persone che ancora possiedono L’ISTINTO DI AUTODIFESA e QUELLO DI SOPRAVVIVENZA (attualmente entrambi IN LETARGO).
    Mettiamola così !

  6. luigi bandiera says:

    E’ proprio il SISTEMA che fa si che NON SI CAMBI: NULLA DI NULLA.

    La colpa e’ dei cittadini con diritto di SCELTA (col voto) CHE NON SCELGONO MAI..!

    Sono come branchi di pesci che vanno o a destra o a sinistra o girano intorno a se stessi.

    E’ il SYSTEMA che li guida come se il tutto fosse nel DNA di questo cosiddetto popolo sovrano.

    Da dentro NON SI CAMBIERA’ MAI NULLA.

    Che entri in testa degli aspiranti COPOPOLO o CAPITRIBU’ INDIPENDENTISTI..??

    Da dentro ci sono leggi che frenano qualsiasi azione secessionista, indipendentista e autonomista.

    Se le rispetti sei fregato perche’ sei dentro una gabbia, se no finisci in galera.

    Star fuori, lavorare stando al di fuori delle istituzioni carcerarie e patriottiche, diventa molto costoso in opere e in palanche. Una gran faticata sara’ comunque.

    Ci sono stati casi dove rimanendo dentro si sono divisi e vivono tutti felici e contenti. Un esempio unico per confermare la regola: la CECOSLOVACCHIA.

    Le litanie degli oppositori devono essere IGNORATE come fece Ulisse con le sirene. (Ah gia’. Nell’Odissea vi e’ la nostra salvezza ma scoprire come e’ dura specie per i padani. Vi aiuto con una sola frase: basterebbe TORNAR PARONI A CASA NOSTRA; come fece appunto Ulisse e senza se e senza ma. Purtroppo tendere l’arco e’ dura se non impossibile vista la mancanza degli ULISSE in terra padana).

    Da EVASI CI SI SALVA, mentre DA ERGASTOLANI e con regolamenti del tipo mancino e non solo, e mi penso a Rocco:

    SOCCOMBEREMO..!

    Amen

  7. pippogigi says:

    Al nord chi ci pensa? Dovrebbero farlo gli indipendentisti.
    Francamente credo che a noi manchi un Michael Collins, una persona carismatica, intelligente, pianificatore, stratega.
    Guardiamo al M5S, da zero in pochi anni sono diventati in poco, pochissimo tempo il secondo partito (il primo secondo me, visti gli evidenti brogli, il secondo considerando il partito degli astenuti).
    In questo noi manchiamo in tutto, da un lato non possiamo presentarci alle elezioni, vorrebbe dire dare legittimità all’occupazione illegale italiana, dall’altra ci manca una figura carismatica, un oratore, un organizzatore. L’unico nei dintorni è Matteo Salvini, ma confrontare il suo 6% con il 20% del M5S è impietoso e Salvini non ha mai inequivocabilmente (ne lo farà) affermato la sua dedizione alla causa indipendentista, è più il leader del centro destra in Nord italia…
    Ma un leader è difficile averlo, non c’è univocità, vogliamo l’indipendenza, ma quale? La gente vuol sapere cosa la attende. Così abbiamo chi parla solo di veneto e considera i piemontesi dei nemici, chi parla di Padania, chi parla di tutto il nord, chi vuole riscrivere da zero costituzioni, leggi, chi vuole copiare quelle svizzere.
    Francamente neppure Salvini sa bene quel che vuole, per questo non si impegna mai fino in fondo, solidarizza con gli indipendentisti arrestati, poi si fa fotografare con Brunetta, parla di Italia, si allea con Il FN.
    Abbiamo quindi due obiettivi: decidere dove vogliamo andare e come vogliamo andarci, e non sono cose da poco.
    Poi ci occorre il Capitano che conduca la nave in porto attraverso tempeste e scogli e per ora vedo solo tanti mozzi, capi macchina, qualche timoniere ma nessun capitano.

    • L'Arimanno says:

      Analisi impietosa e spietata. Ma! Non è solo un leader che ci manca, è il nerbo della gente, è la sua determinazione ad agire solidale contro lo Stato! Siamo divisi su tutto. ognuno per se e tutti per nessuno. Noi dovremmo essere coscienti che: Tutti in questa miserabile penisola hanno un solo ed unico nemico, LO STATO DEI SAVOIA, FASCISTA E CATTOCOMUNISTA. Un solo caratttere accomuna questo Stato lungo la sua storia dal 1859 ad oggi. Il potere centralista che tutto distrugge, storia, identità, ricchezza. Il Nord deve finalmente decidere che solo prendendo la leadership nella guerra di indipendenza contro Roma oggi (ieri Torino) si potranno cambiare i destini dei nostri figli. Non Nord contro sud, non proletari contro ricchi, nemmeno atei contro gnostici, ma! Uomini liberi contro aguizzini! E, come sempre gli uomini sono mol ti e gli aguzzini sono pochi. Un solo esempio 100.000 uomini liberi che marciassero su Roma sarebbe come prendere una nuova Bastiglia, non nel 1789 ma nel 2015!
      Questo dovrebbe essere il nostro, duro ma non impossibile obiettivo. Tra raduno e mezzi di locomozione basterebbero tfre giorni. Chi Ci fermerebbe? I Carabinieri? La Polizia? I PM? Vi garantisco che tutto i fantocci del potere si dissolverebbero come neve al sole. Il sole delle Alpi! Prepariamo quell’evento e torneremo ad essere uomini liberi che decidono del loro destino, Questo è il mio appello! Da Arimanno che della libertà ha fatto il suo unico obiettivo.

  8. Michele De Vecchi says:

    Tanti indipendentisti NON hanno votato, in quanto non rappresentati da nessuno dei partiti italiani presentatisi alle elezioni europee dello stato italiano

    • El Doge says:

      E gli i-taglioni vi ringraziano…non votate che intanto noi vi prendiamo per il Cu…o e con il nostro 40% ci facciamo mantenere ancora per 50 anni polentoni MONE!!! ahahahahahahahah!!! w li-taglia unita e mantenuta dai polentoni PECORONI…finchè ghe xe schei vi ciavemo tutti…MONA Paga e Tasi!!!!…arriva l’urlo da roma e dalla terronia!!…e sopratutto non UNITEVI, ma fate mille movimentini personali che non contano un Caxxxo…ahahahahaha!!!…lavorare e PAGARE roma e terronia!!!…
      W SML
      W El Nord libero dai poentoni MONE!!!

      • Bortolo says:

        Scuxeme, lustrissimo Doxe, ma, cavà fora na lista indipendentista in te’l me comun, che go votà, par le europee, Vu par chi me gavaressi consejà de votar, de grazia?

  9. Aldo Pico says:

    Articolo, questo, assai amaro , che purtroppo fotografa impietosamente il momento politico di questo disastrato paese.
    Diventa sempre più difficile aggrapparsi ad una idea o ad un partito che voglia dare speranza in un futuro migliore.
    Per un Veneto come me , di nascita e di fatto , la speranza più grande sarebbe l’Indipendenza totale , ma giusto ieri , per l’ennesima volta , il Consiglio Regionale del Veneto ha deciso di non decidere , rimandando a settembre la votazione a favore della tenuta del referendum indipendentista.
    Sempre più difficile !!!
    Cordiali saluti da Aldo

  10. gianpaolo says:

    Ha detto bene! La prima volta (Questa volta) il NO euro va bene, la seconda volta stuferebbe gli elettori. In questo paese dalla burocrazia facile, cambiare moneta fa venire i brividi solo a pensarci. Tutti vogliono cambiare ma nessuno cambia e le nostre100.000 e passa leggi sono sempre lì. Dio salvi la regina! dicono gli inglesi e noi cosa dobbiamo dire!

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