Chi di fisco ferisce di fisco perisce. E adesso Obama rischia

di GIORGIO CALABRESI

E’ il fisco a far tremare Barak Obama. Si allarga infatti  lo scandalo che ha travolto l’Agenzia delle Entrate Usa: la dirigente che guidava l’ufficio sulle detrazioni fiscali all’epoca delle irregolarita’, venne trasferita alla guida del compartimento sanita’. Si tratta di Sarah Hall Ingram che lascio’ il posto a Joseph Grant, il dirigente che nei giorni scorsi e’ stato rimosso da Obama. Un trasferimento-promozione che oggi fa gridare di nuovo allo scandalo il partito repubblicano sempre piu’ convinto che questo del fisco, piu’ che l’Apgate’ o la vicenda di Bengasi, sia la vera spina del fianco di Barack Obama. Tanto che Marco Rubio, uno dei candidati in lizza per la nomination repubblicana del 2016, si butta a capofitto sulla vicenda. L”Obama latino’, lancia un nuovo sito www.reclaimamericapac.com, in cui chiede di inchiodare la Irs alle sue responsabilita’ perche’ ‘giustizia sia fatta’.

”Il nostro governo federale ha oltrepassato ogni limite provocando un brivido freddo sulla schiena di ogni americano che ama la liberta’. Mettendo nel mirino i gruppi conservatori – scrive Rubio – l’agenzia delle entrate ha mostrato quanto sia guidato da logiche politiche e quanto il governo sia ormai irresponsabile: serve un’inchiesta ai massimi livelli”. In attesa dell’indagine del Fbi, ieri s’e’ mosso il Congresso, con l’audizione di Steve Miller, l’ex capo della Irs, il primo a essere cacciato dalla Casa Bianca. Per molte ore s’e’ difeso a spada tratta dalle durissime accuse dei parlamentari del House Ways and Means Committee. In apertura di seduta ha esplicitamente chiesto scusa in diretta tv: ””Il popolo americano si merita di meglio: chiedo scusa per il cattivo servizio che abbiamo offerto”, ha detto contrito. Poi pero’ ha ribadito che gli ”errori gravissimi” commessi dai suoi uomini non sono stati il frutto di ‘intenzioni politiche, ma di un eccesso di zelo”.

Ad ogni modo e’ solo l’inizio di una lunga inchiesta dagli esiti al momento imprevedibili su questi controversi controlli mirati contro gruppi conservatori ad opera dell’ufficio del fisco di Cincinnati, Ohio, esattamente 298 casi nell’arco di 18 mesi. Intanto Barack Obama, al termine di una delle settimane piu’ dure della sua presidenza, s’e’ lasciato dietro per una manciata di ore gli scandali di Washington per volare a Baltimora e occuparsi di lotta alla crisi. Si tratta della seconda tappa del suo ‘Middle Class Jobs e Opportunity Tour’, una iniziativa a favore del lavoro e del ceto medio colpito piu’ di altri dalla recessione. E qui le sue politiche hanno avuto successo. Obama ha scelto a sorpresa di fare prima una visita a una scuola pubblica modello. Quindi una fabbrica manifatturiera e infine un centro sociale, il Center for Urban Families, che forma persone avanti nell’eta’ che hanno perso il lavoro. Sin dal 1999 questa organizzazione ha trovato lavoro a circa 20mila persone. Lo stato del Maryand ha oggi un tasso di disoccupazione del 6,6% e circa il 97% dei posti di lavoro persi dalla recessione sono stati recuperati.

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2 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Ho l’impressione che l’america stia diventando un cesso.

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