Che succede alla troupe di Agorà alle prese con la cultura zingara dei Casamonica?

di REDAZIONEcasamonica

“Mi devi dare nome e cognome. Dammi la telecamera. Fammi vedere il cellulare”. “Cancella tutto, le chiavi non te le do”. “Perche’ tu sei un uomo? Tu non sei un uomo. Tu hai ripreso delle minorenni. Tu non sai qui che ti aspetta. Ne paghi le conseguenze. Voi siete giornalisti, noi siamo zingari. Quindi volete essere piu’ furbi di noi?”. Cosi’ ieri la troupe di Agora’ (Rai 3) aggredita ieri e’ stata accolta mentre effettuava delle riprese nel quartiere Quadraro, dove abitano esponenti dei Casamonica. Lo racconta un video girato ieri dagli stessi aggrediti nelle fasi concitate vissute e trasmesso oggi dal programma. Il resto del materiale e’ andato perso, cancellato dagli uomini del clan secondo quanto riferito. Due persone sono state poi fermate dalla polizia e stamani processate per direttissima. Le immagini sono confuse – si vedono donne, uomini, di cui uno in costume da bagno, anche un bambino, sullo sfondo alcune villette -, una donna che si avvicina al cameraman e afferma: “Io ti prendo gli occhiali, che fai?” “Prendete il mitra, ammazzateci tutti e fate prima – dice un altro -. Siamo nel lutto, hanno alzato il polverone? Adesso se la vedono i politici”. “Vuoi fare la denuncia?”, chiede un uomo al giornalista di Agora’ all’arrivo della polizia chiamata dalla troupe. “Voi mi avete aggredito”, la sua risposta. “Chi ti ha aggredito?”, domanda l’uomo. “Mi avete detto che se non davo la scheda mi ammazzavate”, replica l’inviato. “Eeeeh…e che ti ammazzo con le mani? Fino adesso i Casamonica non hanno mai ammazzato nessuno”.

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3 Comments

  1. caterina says:

    che si vergogni la rai…ha voluto per forza creare il caso… mi sembra che ne sappiamo tutti già abbastanza ed è ora di finirla…sempre a rimorchio per riempire i palinsesti…a nostre spese ovviamente!

    • Stefania says:

      no gentile Caterina, non siamo d’accordo. se non ci fosse stata la comunicazione, del caso dei Casamonica non avremmo saputo nulla. Né del funerale né di come vivono e dello stile di vita né delle case date dal Comune di Roma. La stampa, qualunque sigla porti, non si deve e può fermare. noi stiamo con la troupe dei colleghi, non con chi intimidisce e minaccia.

      • caterina says:

        notizia? informazione? sempre dopo pero’… sempre a rimorchio… per riempire pagine e pagine del nulla di nuovo… da pomeriggio cinque insomma… mi scusi, sarà uno sfogo, ma troppo spesso incappo in canali sbagliati… anche se erano interessanti… sarà che d’agosto si va sul leggero…

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