Che si dirà di Monti fra dieci anni? Furioso coi piccoli, sottomesso ai grandi

di GIULIO ROSSI VALDISOLE

Forse è impietoso e sgradevole per i suoi sostenitori, ma bisogna pur cominciare a pensare realmente che avverrà di questo professore (Mario Monti) al quale hanno dato da gestire un bilancio pattumiera ed è riuscito a togliere solo qualche kilo di immondizia. Per lui hanno scomodato tutti i superlativi del dizionario per esaltarlo e tirarlo dalla propria parte, come chi precipitando, vuole caricarsi di zavorra. Il genio, il gigante del pensiero economico, il grande statista, il riconciliatore della politica, il paladino dell’etica, l’argonauta infaticabile che navigava per l’Europa col passaporto della Merkel, lo studioso che, nella rievocazione in Banca d’Italia di un italiano, ha fatto la commemorazione in inglese come se la lingua italiana fosse vile sterco in un’ Europa che la disprezza.

Ecco, vediamo che si dirà di lui fra una decina d’anni. Voleva sposare l’acqua col fuoco e in parlamento vi riuscì per un anno, grazie a uno che si chiamava Napolitano il quale da arbitro voleva dare anche lui qualche calcio al pallone, mentre i piccoli politici, come i nani di Gulliver senza nemmeno un vero Gulliver, ansimavano sudaticci, preoccupati della loro sorte e dei loro interessi. E lo spintonavano, lo incoronavano, certo, con una corona di immondizie. Chi voleva la patrimoniale, chi non la voleva, chi voleva vendere i gioielli di famiglia, avendo già pronti gli acquirenti, chi non lo voleva e via di seguito. Insomma, sembrò proprio una rivoluzione di cartapesta e neppure si videro i cortei studenteschi e gli sberleffi della satira… no… tutti ad adorarlo, tranne due piccole frange numericamente ininfluenti.

E ora, dopo dieci anni, che è successo? Esule del pensiero europeo che ormai non esiste più, scrive la storia della sua vita in tedesco perchè vuole farla leggere alla Merkel che, anche se defenestrata da una Germania inferocita, rimane ugualmente il suo ideale di donna politica, e in questo vaniloquio scritturale illustra l’arte di fare rumore per nulla, l’abilità di delineare forme architettoniche di risanamento che non esistono perchè senza fondamento concreto, l’arte
di rispettosa sottomissione ai grandi potentati e alle banche, stropicciandosene del dolore umano di famiglie distrutte dalla disoccupazione, la gioia dominatrice di tassare tutto e tutti…quasi tutti, certo i piccoli sì. Un eroe ariostesco, furioso con i piccoli perchè portatori delle colpe per gli sprechi dei grandi. Un campione a riposo che si godrà la piacevole monotonia della pensione per un posto al senato, né conquistato, né meritato, alla faccia della gente minuta, come nei Ciompi, che forse la pensione potrebbe non averla più.

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13 Comments

  1. Lucano says:

    questa è la civiltà un politico sconfitto su da al ciclismo
    Da noi sono tutti in pista fino a 100 anni

    http://www.corriere.it/gallery/esteri/08-2012/sarkozy/01/fotogallery-corriere-sera_8c7e6626-e84c-11e1-a0d6-4062e922f4c6.shtml#1

  2. jimmie says:

    “Il Lucumone” ha ragione. Del resto, purtroppo, questa verita’ ha una lunga storia. Basta solo citare Dante,

    A voce più ch’al ver drizzan li volti,
    e così ferman sua oppinione
    prima ch’arte o ragion per lor s’ascolti (Pur. XXVI, v.121)

    Nella fattispecie, si tratta di un giudizio o differenza di opinioni sul valore di due poeti. Guinizelli ritiene che Arnaldo Daniello, trovatore provenzale, sia migliore di un altro poeta provenzale, Girardo di Bornelh, nonostante la prevalente opinione corrente, “che ferman sua oppinione prima …etc.” Ma l’osservazione ha estensione quasi universale.

    Chiaramente, il problema non ha facile soluzione. La sola corrente speranza e’, se non nell’onesta’, almeno in un limitato uso della disonesta’ (diretta e indiretta) da parte dei poliiticanti – (La scoperta di come funziona la lega e’ stata una doccia fredda – un misero partituccio di mangioni).

    Simultaneamente, la presenza di un fronte d’opinione pubblica tale da incutere un certo timore prudenziale nella classe dirigente. Questo e’ possibile, ma manca il tessuto connettivo e la volonta’ per tradurre l’idea in pratica.

    L’Indipendenza potrebbe essere il catalizzatore se fosse possibile raggiungere un consenso almeno su certe linee essenziali.

    Facile a immaginarlo, difficile a realizzarlo.
    jimmie
    http://www.yourdailyshakespeare.com

  3. Mauro Cella says:

    Monti lo potremo giudicare già tra un annetto: dubito fortemente che le fantasie dei vari giullari di corte che auspicano una “Lista Monti” alle politiche del prossimo aprile diverranno realtà.
    Perché dovrebbe restare? Il suo scopo era esclusivamente di “tirare a campare” fino al 2013, ovvero sia di continuare i pagamenti degli interessi del debito pubblico ed evitare lo smantellamento dello Stato Sociale. Entrambe gli obiettivi sono stati centrati, anche se tutti (incluso lui stesso) sanno a che prezzo.
    Monti lascerà in eredità ai suoi successori un paese disastrato, disastrato perché più povero di capitali, di idee, assueffato all’intervento di Stato in ogni settore e privo di speranza per il futuro. Vi ricordate quando è stato insediato lo scorso anno tra squilli di trombe e fanfare? Vi ricordate chi diceva “la pacchia è finita”? Vorrei vedere queste persone ora che il governo dei supertecnici non ha saputo fare altro che fare quello che ha fatto per vent’anni il Pentapartito: alzare le tasse.
    In tutta onestà Monti non passerà alla storia come l’artefice di questo disastro, ma come uno di quegli imperatori romani del IV secolo che hanno solo cercato di arrestare uno sfascio irreversibile per poi finire il loro regno dopo un anno o due in circostanze misteriose.

  4. renato brando says:

    di concentrati di scatolo ed indolo, devo ricorrere all’ eufemismo, durante la mia vita ne ho conosciuti parecchi quasi tutti occupanti posti di potere messi lì a far la solita funzione dell’ utile idiota, ben pagato però. E’ un modo , tutto italiano e mediterraneo , di dare potere agli imbecilli: . Di monti non oso affermare che sia tale, dico che è ancora peggio perchè unisce alla sua dislessia intelletitva una buona dose di intransigente superbia. Plauso a lui perciò che precipiti , scatolo gigante, nel fuoco delle geenna.

  5. renato brando says:

    Monti lì anomalo di stato. Presidente del consiglio nominato senza aver attraversato da vincitore un tour elettorale, senatore a vita, non capiamo per quali meriti nominato da una becera figura , comunista, stalinista, statalista, parassita da 60 anni, difensore dell’ invasione sovietica in ungheria del 56, quale è il peggior presidente che abbiamo sinora avuto, napolitano per l’ appunto con un vero e proprio vulnus al concetto di democrazia che governa che vince. Ci ritroviamo questo monti, burocrate e tecnocrate per conto di altri, passacarte a multare qualche multinazionale, custode dei privilegi altrui, insomma un vero biasimevole servo che pensa di essere un generale di napoleone . Dicevo monti ma come si può tacere del silenzio assoluto del popolo italiano di fronte ad un omuncolo che non ha fatto altro che introdurre l’ imu, non combattere le accise sulla benzina e non ha creato il benchè minimo aumento dei posti di lavoro.Taciamo tutti omologati ad una sottocultura di sottomissione ed ignorante che non si rende conto del precipizio e continua nella festatreimalcionica. Se fossimo nel 68-70 questo imbecille sarebbe stato cacciato a furor di popolo , invece….niente; immperversa attorniato da nmerosissimi leccaperinei. quale enorme tristezza disperante.

  6. Antonino Trunfio says:

    Monti finirà anche lui col suo cappotto di legno. 2 x 0.8.
    Se ne ricordasse già adesso che cammina, forse non farebbe quello che sta facendo. Ma ahimè purtroppo solo pochi ricordano la caducità delle cose terrene.
    AMEN

  7. Dan says:

    Auspico che si dirà: “vedi ? gli stronzi come lui finiscono in un solo modo” indicando un cappio appeso

  8. Il Lucumone says:

    Monti massacra i “piccoli” perché le colpe del disastro nazionale sono dei tantissimi “piccoli” che hanno democraticamente scelto i propri rappresentanti a tutti i livelli.
    I “grandi” (banche, finanzieri, immobiliaristi…) sono il prodotto della copula elettorale, che concede loro tutto quanto occorre per dominare il paese!

    I politici hanno un unico interesse, la sopravvivenza.
    Gli affaristi hanno un unico interesse: il lucro.
    I cittadini hanno un unico interesse: svenarsi per i predetti!
    Perché mai Monti non dovrebbe accontentarli ?

    Non bisogna cambiare la legge elettorale, bisogna cambiare gli elettori !

    • Giacomo says:

      e come avrebbero dovuto votare diversamente da come hanno votato? Non che io intenda difendere l’ignavia degli italiani, ma non so se ti rendi conto che questo “sistema democratico” è congegnato in modo tale che comunque si voti nulla possa cambiare. Chi vince prende il potere, chi perde prende le presidenze degli enti inutili. Tutte le decisioni sono consociative e nessuno ha interesse a interrompere la compravendita del consenso clientelare.

      Forse dovremmo capire meglio che la delega in bianco non è democrazia,e che in questo sistema per i cittadini, seppur colpevoli di acquiescenza, non resta che una chance: quella di affiliarsi al club della greppia, fino alla inevitabile bancarotta finale. Detto da uno che non ha mai rubato neanche 5 lire, che si impegna quanto può in politica e che da anni non va a votare.

      • Il Lucumone says:

        La delega non è affatto in bianco: esistono organi di indirizzo e di controllo, organi giurisdizionali superiori..ed il rinnovo elettorale!
        I nostri beneamati concittadini hanno rieletto per 5 o 6 volte gli stessi personaggi, che non han prodotto nulla di buono, perchè: “sono simpatici”, “parlano bene”, “sono figli…del popolo” ed altre amenità, per poi fare dietrofront in un lampo e chiederne a gran voce la fustigazione, la galera, la morte e la dannazione!
        Che si tratti del re, del dittatore, del parlamentare, del sindaco o del segretario politico…una parte determinante dei cittadini, che tanto prima, per convenienza, s’inchiava, dopo, ritenendolo più conveniente, rinnega ed agita i pugni…
        Prima di fare la Padania bisogna fare i Padani…

        • Giacomo says:

          Se mi dici che “esistono organi di indirizzo e di controllo, organi giurisdizionali superiori” allora mi arrendo… Peraltro ho ben presente questa logica di “fare i Padani” che condividi con i peggiori tiranni della terra e della storia. Il fallimento del padanismo è la sua matrice nazionalista di estrema destra. Siete una perdita di tempo.

          • Il Lucumone says:

            Tutti i nazionalismi sonno definiti “di estrema destra” da chi non esercita il diritto di voto perché gli trema troppo la mano…per una mai abbandonata pratica giovanile !!!

        • Maurizio says:

          Condivido. Ed il finale che vuole parafrasare Massimo D’azeglio è anche meglio.

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