Che fine ha fatto l’assessore campano che voleva la secessione di Napoli?

di REDAZIONE

Sala gremita, quella della Biblioteca Nazionale di Napoli che accolse tra le sue mura pregne di storia e di umanità la presentazione del nuovo libro di Marco Esposito dal titolo “Separiamoci”. L’autore allora, aprile 2013, era impegnato nelle vesti di Assessore alle attività produttive al Comune di  Napoli e svolgeva l’attività giornalistica legata a materie di economia. Il suo, quindi, costituisce un infallibile punto di vista con cui affronta la questione delicata e prioritaria del molteplice divario tra Nord e Sud.

“Separiamoci”, un messaggio forte ed inequivocabile, che non lascia spazio ad altre interpretazioni se non quella propria dell’uomo politicamente impegnato e anche profondamente meridionalista aperto e sensibile a certe tematiche di spiccato interesse collettivo e tanto attuali seppur risalenti. Infatti, l’autore rispolvera con minuziosità e scrupolo i vari governi che hanno accompagnato il percorso storico dell’Italia a partire dalla tanto ambita Unità fino ai giorni nostri. Fondamentalmente, tutti accomunati da una carente attenzione per la causa del Mezzogiorno che, man mano, è andato incontro ad un collasso di risorse e servizi per l’incombente pressione fiscale, primo punto sostanziale di non equità con il Nord.

L’esempio del costo delle assicurazioni per responsabilità civile, lievitato a dismisura, è davvero eloquente e lampante. “Tra le sostanziali differenze tra le due estremità della penisola, ce n’è una di comportamento perché in un paese che vuol dirsi tale si utilizzano tutte le risorse ovunque siano, è inaccettabile che il governo proponga di togliere le borse di studio al Sud e in base alla residenza frenando di fatto lo sviluppo di talenti e quindi anche l’interesse di tutti. Non è possibile che si muova un attacco alla mozzarella di bufala, una delle tante eccellenze del nostro territorio. Quindi, il mio è un separiamoci da queste politiche assurde, ma anche come paese proponendo la costituzione di una macroregione dal nome Mediterranea. E’ un’idea fattibile e anche conveniente – continua l’Assessore Esposito – perché restando in Europa con una moneta nazionale, con la libertà al movimento e come successo tra Slovacchia e Repubblica Ceca, ma anche altrove, si può maggiormente essere fieri delle risorse radicate nel proprio territorio”. “Questa è l’ennesima occasione per riflettere sulle condizioni del nostro Mezzogiorno, infatti nel libro si fa un attento esame delle vere problematiche presenti sul territorio e in ultima battuta si accede all’ipotesi solo ventilata di separarci dal Nord – così interviene il Direttore della Biblioteca di Napoli Mauro Giancapro – mentre secondo l’addetto stampa Lydia Tarsitano “Marco Esposito in questo titolo ad effetto ha voluto senz’altro avanzare una proposta attuabile prendendo le distanze dagli ultimi governi che hanno creato solo ostruzionismo nei confronti del Sud, territorio pieno di risorse e potenzialità non valorizzate e sfruttate abbastanza come il territorio dei Campi Flegrei, la penisola sorrentina. L’auspico – conclude – è quello di cambiare registro e funzionalità affinché si attui un rilancio definitivo del Mezzogiorno d’Italia”.

Il titolo del libro vuole essere anche un’esortazione che l’autore rivolge ai propri concittadini affinché non perdano l’ultimo barlume di speranza da continuare ad alimentare con la voglia di riscatto. Non mancano, per dovizia di cose, sfumature politiche poiché la tesi sviluppata dall’Assessore è quella che racchiude la possibilità fattibile e dai tratti inevitabile di ritornare ad un Sud indipendente (federalismo o scissione) contemplando l’istituzione di una macroregione centrale che lui chiama Mediterranea. In tale ipotesi estrema vi è una provocazione da esternare soprattutto alla classe dirigente affinché si mobiliti per la creazione di un rinnovato patto sociale più equo tra Nord e Sud.

IL VIDEO CON L’AUTORE DEL LIBRO

Tratto da http://www.casoriadue.it

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One Comment

  1. caterina says:

    E’ stata l’unita’ d’Italia infatti a provocare danni irreparabili al Meridione depauperandolo di ricchezze ed energie imprenditoriali legate al territorio che non si ripresero piu’ e spinsero la popolazione ad emigrare all’estero o al nord, e pian piano in tutte le burocrazie. e istituzioni statali… quando le hanno trovate piu’ facili e convenienti…
    E’ il frutto amaro della maledetta unita’.

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