Che fine ha fatto la legge sul federalismo fiscale?

federalismo Stop all’idea per cui “il federalismo e’ un problema per il Sud: occorre accettare la sfida”. Non serve una “logica oppositiva”, ma occorre puntare “ad uno scambio con il nord, sempre nell’ottica dell’interesse nazionale condiviso”. Cosi’ Luca Bianchi, direttore Svimez, l’Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno, intervistato dall’agenzia Dire sull’autonomia differenziata chiesta da Lombardia e Veneto.
“Si continua a discutere di autonomia differenziata, impicciata, fatta male, con testi che continuano a cambiare ma una legge gia’ c’e’: e’ la legge Calderoli che ha introdotto il federalismo fiscale. Ne vogliono fare un’altra ma gia’ quella che c’e’ non viene applicata”. Le regioni del nord chiedono regimi autonomi di gestione delle risorse, mentre nel Governo si litiga su vari fronti.
Diverse le falle nel sistema, secondo Bianchi, tra cui lo stesso fondamento ideologico “di un Mezzogiorno palla al piede del nord, che se fosse liberato crescerebbe allora in maniera straordinaria”. Una forzatura che, “anche a causa di mancate risposte istituzionali” ha alimentato un percorso politico-culturale “che ha negato il problema del Mezzogiorno. La seconda Repubblica e’ nata su questo e ha provocato cosi’ il rafforzamento delle tensioni territoriali”.

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2 Comments

  1. Liberi Imprenditori Federalisti Europei says:

    Noi proponiamo il vero Federalismo fiscale,eccolo !
    UNA RIVOLUZIONE ECONOMICA
    Tassare i Consumi e non i Redditi,
    ALTERNATIVA FISCALE
    basato sul principio del beneficio e non a quello della capacità contributiva in quanto offre maggiori garanzie di efficacia e di efficienza farà crescere l’economia, facendo emergere l’imponibile, in quanto accrescendo il gettito si garantiscono maggiori entrate.
    Siete pronti a seguirci ?
    E.Ricci LIFE FEDERALE

  2. caterina says:

    Ma in che consuste il federalismo fiscale? Che ogni regione lascia allo stato centrale per le sue strutture in ragione del numero dei residenti? sempre ovviamente che anche i suoi diretti dipendenti siano in proporzione identica… comunque distribuiti, i cosiddetti statali o comunque dipendenti pubblici. Poi i fondi per gli ammodernamenti di strade,ospedali,ferrovie,musei, scuole, edifici di pubblica utilita’, forze armate, armamenti, forniture energetiche, tribunali, ambasciate,, insomma tutto quello che per cui esiste un governo centrale sarà programmato e reso pubblico con chiarezza e senza che si innestino micidiali conflitti e spartizioni che trascinano tutto alle calende greche per conflittualita’ esclusivamente di protagonismi politici insensati col risultato di confondere le acque e trascinare ogni decisione alle calende greche che non fanno altro che assorbire energie e soldi….ovviamente estorti con le tasse dai poveri sudditi.

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