Che bravo il Cota: canta vittoria e ne ha bisogno

di TONTOLO

“Che bravo il Cota!” Così ha esordito trionfante il ragionier Roscia, il leghista duro e puro del mio paese, al bar dello Sport e ha continuato raccontando  e ultime strabilianti vittorie del governatore del Piemonte. Profittando con saggezza del suo ruolo di deputato – che svolge con scrupolo assieme a quelli di presidente della Regione, segretario della Lega Nord Piemonte, avvocato, marito e padre, ha sottolineato con fare lirico il Roscia – il giovane Roberto è andato a Roma a battere cassa e se ne è tornato con due miliardini da spendere in Piemonte.

“Roba da vecchi democristiani” ha sentenziato il professor Zampetti sostenendo che si tratta di elemosine che nulla hanno a che vedere con il federalismo. “Anche peggio” ha ribadito il Poldo, dal momento che gran parte del malloppo va ai comuni della Val Susa in margine alla “grande opera” di cui il Cota è un granitico sostenitore. Insomma, non sarebbero neanche soldi per il Piemonte ma per la Tav in Piemonte, e cioè per fare qualcosa che gli indigeni non vogliono e che di certo non farà un gran bene al territorio.

In ogni caso il Cota canta vittoria e ne ha bisogno, visto che sta passando i suoi guai per le spese allegre: i suoi sono quasi tutti indagati e che fra un po’ rischia di fare le riunioni di giunta alle Vallette, che non è a Malta ma è la galera di Torino.


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