Chavez è morto! Anzi no. Rumors e voci agitano Caracas

di ALESSANDRO DECERNI

Un ultimo dell’anno senza festeggiamenti, con l’intero mondo chavista in preghiera (nonostante per anni Chavez abbia maltrattato la Chiesa locale), trattenendo il fiato: così il Venezuela è entrato nel 2013, con lo sguardo rivolto a Cuba (il governo venezuelano ha avuto il tempo per vergare un comunicato stampa per ricordare la revoluciòn castrista), dove il presidente Hugo Chavez si trova in condizioni gravi. Come capita ormai da giorni, nelle ultime ore c’è stata una nuova ondata di voci che riporta mille illazioni – inclusa la morte – sul leader ‘bolivariano’.

Dopo le dichiarazioni il 30 dicembre scorso del numero due Nicolas Maduro (foto), che ha parlato di “nuove complicazioni” (per giorni, prima, sosteneva il contrario) per Chavez a causa di un’infezione respiratoria, il 31 dicembre sera si sono rincorse voci di una imminente dichiarazione del governo a reti unificate, mai confermata ufficialmente. Il messaggio non è stato ancora trasmesso e a precisare che Chavez ha trascorso un ultimo giorno dell’anno “tranquillo e stabile” è stato via twitter il ministro della scienza e tecnologia, Jorge Arreaza, sposato con Rosa Virginia, una delle figlie del presidente (il familismo paga molto anche a Caracas): “Concittadini, non credete ai rumors di malintenzionati. Il Presidente ha trascorso una giornata tranquilla e stabile, in compagnia dei figli”, ha scritto.

Ma da ieri mattina, capodanno, sono scattate puntuali nuove incontrollate voci. Rumors sui quali è intervenuto anche il leader dell’opposizione ‘antichavista’, Henrique Capriles, già sfidante di Chavez alle scorse presidenziali, il quale via twitter ha chiesto ai venezuelani di lasciare da parte ”le voci e l’odio” (missione impossibile). Mentre continuano le indiscrezioni su una possibile dichiarazione ufficiale, la sera del 31 dicembre a Caracas e nelle altre città del paese sono stati cancellati i festeggiamenti e i concerti di fine anno. Nel ‘Palacio Miraflores’, sede del governo, e’ stata celebrata una messa, alla quale hanno preso parte diversi ministri del governo ‘bolivariano’: “Ci troviamo qui, insieme in questa preghiera per il presidente Chavez. Tutto il Venezuela (la metà almeno, nda) è unito con noi”, ha ricordato Luis Mesa, sacerdote della Guardia d’onore presidenziale.

Sono passate tre settimane dal quarto intervento contro il cancro al quale Chavez e’ stato sottoposto nella clinica Cimeq dell’Avana. Non ci sono piu’ state fotografie o dichiarazioni in prima persona da parte del presidente. Quanto avviene a Caracas viene seguita minuto per minuto nelle diverse capitali latinoamericane. La presidente del Brasile, Dilma Rousseff, segue con “preoccupazione” l’evolvere della situazione – ha riferito la stampa locale – ed e’ in contatto con altri capi di stato latinoamericani in vista di una forzata transizione politica nel paese.  Il che lascia pensare che, sicuramente, il 10 gennaio prossimo Chavez non sarà a Caracas per insediarsi nuovamente come presidente, dopo la vittoria ottenuta nello scorso mese di ottobre.

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3 Comments

  1. I Venezuelani che producono stanno vivendo l’incubo del comunismo al potere.
    Pregano per Chavez coloro che vivono di sussidi statali derivanti dal petrolio venezuelano.
    I produttori pregano invece per la discesa all’inferno del dittatore votato dalla maggioranza fancazzista venezuelana.
    Il Venezuela è lo specchio di come la democrazia possa portare a povertà e delinquenza un intero popolo.

  2. Dan says:

    Lo faranno diventare eterno come Kim Il-Sung

    • FrancescoPD says:

      …lo daranno in pasto ai cani randagi,.. non pensare che sia così tanto amato come te lo fanno vedere…
      In una settimana che sono stato la per lavoro, con tutte le persone con cui ho parlato, ce ne fosse stata una a favore..

      Comunque con la dopartita del dittatore, la meledizione di Bolivar è completa al 100%… tutti i capi di stato che gli hanno tirato la giacchetta alla sua riesumazione, hanno fatto una fine tragica…

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