Cgil, 700mila tessere perse…. Il mondo cambia, i sindacati no. Ah belli… ciao!

di STEFANIA PIAZZOcgil_funzionepubblica

La Cgil ha perso 700mila iscritti. Dicono sia la crisi. Forse il problema è come per i partiti, quello della rappresentanza. Il sindacato, questa è la domanda, chi tutela? I dipendenti o i senza contratto? Le battaglie si fanno per le buste paga non aggiornate all’inflazione o per la busta paga che ancora non c’è? La questione è molto più grave e grande di quanto si immagini perché quando un sindacato scende in piazza per il rinnovo di un contratto, alla finestra c’è il 43% dei giovani che non sanno cosa sia un posto di lavoro, figuriamoci un posto fisso.

Stanno sparendo molte professioni, abbandonate a loro stesse dagli stessi loro rappresentanti sindacali e da chi ha raggiunto già il massimo delle tutele. Spariranno anche i sindacati o, almeno, quelli che ci ricordiamo di aver conosciuto il 25 aprile e il 1° maggio a cantare Bella ciao.

Ah belli…. ciao!!!

Ed ecco un’altra difesa d’ufficio.

“Dopo anni di crisi e milioni di posti di lavoro distrutti, c’è ora anche un effetto sul tesseramento sindacale. Ma i dati diffusi sulle perdite di tessere della Cgil, si ridimensioneranno in autunno, perché è allora che si concretizza la gran parte delle adesioni e dei rinnovi”. Lo dice a Labitalia Giorgio Airaudo, a lungo responsabile del settore auto della Fiom Cgil e ora deputato di Sel, a proposito della crisi delle tessere sindacali Cgil. “Certo i dati diffusi sono un campanello d’allarme che riguarda tutto il sindacato, a partire dalla Cgil, la quale peraltro -sottolinea Airaudo- rimane comunque il più grande sindacato italiane e rimane anche l’unica organizzazione a compiere una vera operazione di trasparenza anche sulle tessere. Cosa che altre organizzazioni non fanno”. Airaudo però ci tiene a sottolineare che “non è in crisi lo strumento sindacato, anzi”. “C’è bisogno di più sindacato, e c’è da discutere su come si fa sindacato perchè anche le norme recenti come il Jobs Act non hanno dato più sicurezza ai lavoratori, ma hanno dato più incertezze”.

“Il calo delle tessere è dovuto principalmente alla crisi occupazionale che c’è e all’aumento di precarietà registrato dal mercato del lavoro in Italia”, secondo Carla Cantone, segretario generale dello Spi Cgil. La perdita di 700mila tessere del sindacato emersa da un rapporto interno della confederazione viene anche giustificata così: “Non c’è dubbio che il calo di iscritti ci sia stato, anche se stiamo ancora parlando di dati parziali, tuttavia se pensiamo al 43% dei giovani che non trova lavoro, la domanda sorge spontanea: ‘dove si iscrivono senza un’occupazione?'”. “In generale -ammette Carla Cantone- si assiste ad una perdita della capacità di attrattività del sindacato, comunque per il 17 e 18 settembre prossimi abbiamo organizzato la ‘Conferenza di organizzazione’ e penso che se ne parlerà”.

 

 

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