C’era una volta un Capo a cui è succeduto un Capitano

bossi salvini ultimodi Marcello Ricci – C’era una volta un Capo a cui è succeduto un Capitano.Il Capo ha creato,diffuso e diretto un movimento politico per la liberazione del Nord e di quella Padania sognata e disegnata da Gianfranco Miglio e pubblicizzata da Gilberto Oneto. Intere generazioni, invano hanno sognato di tagliare le catene di ROMA LADRONA. Alcuni prigionieri di ROMA LADRONA, colpiti dalla “sindrome di Stoccolma” si sono innamorati della Roma per essi non più ladrona, ma comunque sempre più parassita, rapace e insaziabile. Purtroppo nel sottobosco dei salotti politici dominano le slànbre anche se prive dei titoli nobiliari della Contessa di Castiglione. Le emule della Virginia Oldoini, anche se prive delle raffinata eleganza che le permetteva di oscillare tra il bacio e il rapporto completo, usano con astuzia il loro potere. Dato che al sesso è difficile disobbedire , meglio soddisfare lo stesso con le sperimentate tecniche di Benito Mussolini e J.F. Kennedy, un’ora al giorno per lo sport preferito con gradevoli e anonime partner sempre diverse. Sì alla dipendenza dal sesso, no alla dipendenza dalla singola prestatrice di rapporto .Ci ci scusa per essere caduti in argomento scivoloso.

Anche Gesù fu tentato dal diavole, quindici non ci si meravigli delle attività salottiere.
Dal faceto, ma non troppo, al cuore del problema. Basta con alleanze strane con i seguaci di un comico che non calca più il palcoscenico dei teatri, ma la scena politica. Basta con l’inseguire un Conte capace di allearsi con tutti, capace di tradire tutti, un Giano pentafronte, amico della Merkel culona inamovibile che costruisce con Macron un’Europa come loro conviene in cui l’Italia è la discarica dei fuggitivi dall’Africa e la “ricompensano” consentendole di aumentare il debito che dovranno pagare gli italiani (leggi padani dato che gli italioti sono mantenuti).

Il Capitano, contaminato dal veleno grillino, tutto questo non degna di un guardo a come l’asino di carducciana memoria a brucar serio e lento seguitò. Chi difende Roma (ad un difensore tutti hanno diritto) già esiste, è la Meloni romana della Garbatella, che lo fa con grinta e stile per cui resta diffille capire perché Salvini le voglia tagliare l’erba sotto i piedi. Per il Sud eterno problema e parassita c’é Di Maio e non si comprendono certe alleanze per cui ci si è pure tassati per pagare il reddito di nullafacenza. Inoltre il Nord ha ingoiato una serie di inquilini del Quirinale, nati all’Italia insulare e peninsulare. Pensando alla Svizzera ci si chiede se il Nord Padano, disarticolato dall’appendice marcia dello stivale, poteva essere competitivo in tutto con la Confederazione Helvetica.

Piangere sul latte versato duole, ma non è tardi per evitare di versarne altro.
Tralasciamo la figura Di Maio che il simpatico e geniale Marcello Veneziani ha assimilato, forse ispirato dal Lombroso, al cercopiteco.
Guardiamo Giuseppe Conte che molto richiama “misirizzi”. Laureato in legge , docente in una università fiorentina, improvvisamente catapultato a Palazzo Chigi con ii placet della Lega e del M5S che hanno deciso di unirsi creando una emulsione tra liquidi incompatibili. Il profilo professionale del prof. Conte è tutto a suo favore per continuità, per sedi universitarie frequentate, per risultati. Stupisce come abbia deciso di rinunciare alla toga di avvocato per essere catapultato a Palazzo Chigi.

Non è di tutti i giorni che un giurista venga sottratto alle aule giudiziarie per essere nominato capo del governo e ancor più singolare che gli vengano affiancati due vice-presidenti e che si sia lasciato andare, parlando al Senato ad una lunga dichiarazione contro Salvini. Strano personaggio,forse avvocato sino al midollo, disposto a difendere oggi tizio contro caio e domani caio contro tizio. Valutando Giuseppe Giusti ritornano attuali la poesia del Re Travicello e il detto: con la Francia o con la Spagna purché se mangia. Salvini ha fiutato il confezionamento del “barbottino” o è caduto nel trappolone? Cosa fatta capo ha!

Il presidente Mattarella deve farsi carico della situazione complessa e conflittuale di un Paese che ha oggi un orientamento politico multo mutato rispetto alle ultime elezioni politiche del 2018 come dimostrato dalle europee del 2019. Forse è il caso di aggiornare la costituzione e ridurre la durata delle legislatura in considerazione dei mutati ritmi di vita,
Prima di affidare il governo del Paese agli sconfitti di ieri, si impone di dar voce al Popolo che è sovrano per definizione, ma non reltà della gestione politica.

Ora la domanda delle cento pistole: Al NORD PADANO è convenuto imbarcarsi nell’avventura della conquista del tricolorito stivale o avrebbe fatto meglio a lottare per un’indipendenza concreta e reale?
Padania libera e indipendente significa anche creare una nuova Europa espressione dei popoli e non delle lobby del potere economico.
Si lasci al Capitano il piacere della conquista dello stivale, augurandogli di non fare la fine del capitano Pic e si organizzi con altri convinti indipendentisti la separazione definitiva dei destini della PADANIA da quelli dii Roma.
Roma è marcia, vi scorrazzano topi e procioni sotto il controllo aereo dei gabbiani.
L’Ue, così come oggi costruita e blindata dal duo Merkel-Macron, è pur essa malata e fragile. E’ il momento della spallata finale!

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2 Comments

  1. Mario says:

    C’e’ un proverbio che dice;”Chi fa una scelta e non si assume la responsabilita’ non e’ un leader ma un quaquaraquà” Salvini ha scelto di staccare la spina al Governo Conte e va bene ma gia’ il giorno dopo si era pentito e invitava Di Maio a chiamarlo ma giustamente’ non ha chiamato ed e’ nato un Governo tra Pd e 5 stelle legittimo per la legge,la storia della Lega non finisce qui i leghisti bossiani si ritrovano a Varese ogni Sabato alle 18.00 nel prato fuori il municipio con la camicia verde,ci sarete?

  2. Paul says:

    Fontana, Zaia e altri volenterosi dovrebbero fondare un movimento autonomista, serio, solo per le 2/3 regioni interessate a restare un Paese serio, moderno, civile, produttivo ed europeo.
    Salvini lo si lasci alle sue illusioni di poter cambiare la parte del Paese a cui non interessa per niente il rispetto delle regole, l’efficienza, il lavoro vero e la corretta amministrazione pubblica.

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