Centrodestra, liste per eleggere portavoce Piattaforma Milano. Poloni per Grande Nord

selfie grande nordrassegna stampa

Prosegue a Milano in vista delle amministrative 2021 il percorso per il rinnovamento e l’ampliamento dell’area liberale e popolare. Piattaforma Milano, il coordinamento cittadino delle forze liberali e popolari, lanciata nel dicembre scorso in una conferenza stampa con Stefano Parisi, Mariastella Gelmini, Fabrizio De Pasquale, Manfredi Palmeri e Matteo Forte, dopo il tagliando di metà mandato alla giunta Sala del 19 gennaio, segna un altro traguardo importante: sono state presentate infatti le liste coi candidati alle elezioni che decideranno chi guiderà il coordinamento.

Queste, con voto elettronico, rappresentano per il centrodestra un modello nuovo di partecipazione dal basso alla scelta del portavoce e dei programmi. La campagna elettorale parte ora e si vota con modalità on line dal 29 al 31 marzo oppure al seggio nella sola giornata del 31 marzo. Le liste presentate sono cinque, espressione anche dei comitati e delle associazioni cittadine nell’ottica di coinvolgere la società civile. I candidati a portavoce a cui fanno riferimento le cinque formazioni elettorali sono: Claudio Santarelli (legale ed ex consigliere comunale con la lista Moratti), Matteo Forte (consigliere comunale di Milano Popolare), Carmelo Ferraro (avvocato e dirigente pubblico), Carlo Marnini (Partito Liberale Italiano città di Milano) e Marco Poloni (Grande Nord).

In tutto 60 candidati, che hanno raccolto 50 firme per ciascuna lista, per un totale di 250 sottoscrittori.

http://www.affaritaliani.it/milano/centrodestra-presentate-liste-per-eleggere-portavoce-piattaforma-milano-591591.html

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3 Comments

  1. caterina says:

    io che sono venetaindipendentista e percio’ ‘ del nord est, trovo che la Vostra denominazione GRANDE NORD un po’ inadeguata al progetto di forza indipendente e che si propone di essere dirompente rispetto agli assetti attuali della politica… Grande Nord nell’immaginario di tutti che sanno un po’ di geografia fa pensare ai paesi vicino al polo, Svezia, Norvegia, Finlandia e calato in Italia e’ solo e soprattutto in contrasto col Sud della penisola… e questo si traduce esclusivamente nella polemica Nord-Sud di origine risorgimentale con tutte le diatribe, fandonie, rinfacci, e poi guerre e cambi di regime e accentramenti di potere di quella che e’ oggi l’Italia unita, con Roma ladrona che come una piovra fa di tutto per imbrigliare le povere genti dal nord al sud isole comprese, e in realta’ per nutrire solo se stessa e tutte le sue frange.
    Per fare un salto al di fuori di questa logica credo che gioverebbe lasciare da parte i punti cardinali e chiamare la nuova forza che si intende proporre con un riferimento preciso di posizione geografica che oggi ha piu’ significato di un tempo, perche’ ogni popolo e regione ha la sua propria storia anche nel bacino padano… io credo che REGIONI ALPINE suonerebbe meglio che Grande Nord e interromperebbe la gia’ stantia contrapposizione politica Nord/Sud… ogni terra, regione o stato ha il suo nord e il suo sud e l’averlo adottato giocoforza nel linguaggio politico italiano e’ diventato un binomio scontato e alla fine antipatico.
    Avrei scritto il mio pensiero direttamente al Grande Nord, ma non sono riuscita a trovare l’indirizzo mail… chiedo a qualcuno che qui legge e magari ha il contatto diretto di volerglielo passare e lo ringrazio. caterina ossi

    • L.I.F.E. FEDERALE says:

      Caterina,
      lei ha perfettamente ragione,condivido che la denominazione “Grande Nord” sia inadeguata,non solo dal punto di vista geografico, ma anche perchè la vera autonomia deve corrispondere alle esigenze della regione di appartenenza per motivi culturali,sociali ed economici, il mio pensiero è il Federalismo solidale l’esatto contrario della contrapposizione tra le diverse parti del Paese. Questo principio di un vero federalismo è la realizzazione efficace di ogni persona nel rapporto con la comunità di appartenenza e alle necessità della regione interessata,passando da un centralismo da anni inefficiente a un policentrismo unificante, per questo noi siamo federalisti. Buona giornata.
      E.Ricci
      L.I.F.E. FEDERALE

      • caterina says:

        L’Italia sarebbe dovuta nascere fin dall’800 federale… era il pensiero e l’auspicio di D’azeglio e dopo il rimballo su chi doveva essere a capo e per non far torto ai regnanti dell’epoca si punto’ sul Papa come capo dello Stato pontificio, e a seguire a turno a seguire, e non se ne venne a capo…perfino Cattaneo si precipito’ a Napoli da Garibaldi che una volta arrivatoci in auattro e quattr’otto (e nasceva repubblicano, tant’e’ che pendeva sulla sua testa una condanna a morte comminatagli dai Savoia per i fatti di Genova dimenticata quandi si penso’ a Torino di servirsi di lui), ma si rese conto che non era persona su cui poter contare e se ne torno’ a Lugano… Ma il disegno fu confezionato segretamente da Cavour con la massoneria inglese, che di suo mirava a far fuori il Papa mentre la perfida Albione, per non perdere il predominio del mediterraneo, dato che i francese stavano aprendo il canale di Suez, avevano puntato sulla Sicilia, come ricompensa dell’appoggio all’operazione garibaldesca ..e li’ erano di casa perche’ commercializzavano in tutto il mondo per concessione di Ferdinando ll lo zolfo che vi veniva estratto…Insomma, troppi interessi e troppe pressioni perche’ non si realizzasse l’operazione… senza tener conto dei soliti intellettuali napoletani innamorati dei francesi, di certa borghesia sicula cui interessava solo far affari, e della doppiezza di generali dell’esercito borbonico, poco aggiornati in fatto di nuovi armamenti e abituati a vita comoda da un lungo periodo di pace… Insomma tutto precipito’…e non fu per interesse di nessuno dei Popoli della penisola….massacrati per dieci anni, per ragioni diverse tutti a safrirne…e con la presa di Roma si compi l’operazione…
        Sarebbe ora che dopo tanti inganni e tante tragedie ne diventassimo consapevoli e lavorassimo per ridisegnare un assetto in cui tutti finalmente riprendessimo il filo della propria storia per risorgere e non perdere definitivamente la propria identita’, risucchiati in un magma mondiale alla merce’ dei primariati tecnologici e bancari… Non per esere passatisti, ma per avere una speranza e non soccombere…
        Io che sono veneta voglio continuare ad esserlo! Nella primavera del 2014 ho votato per l’indipendenza che ha stravinto, con asseverazione di una commissione internazionale… Non ne parla nessuno, ma io intanto porto sempre con me la mia carta d’identita’ rilasciatami dall’Ufficio anagrafe della Repubblica Veneta….

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