Centralismo o indipendenza? A Bologna spunta il caso Veneto

di ALESSANDRO MOCELLIN

L’eco del secessionismo veneto è giunto fino a Bologna: Bologna ha risposto con una giornata di studi sul tema della Secessione.

L’intenso programma ha previsto tre sessioni di lavoro di circa due ore ciascuna, concluse con una tavola rotonda finale. La giornata ha visto l’avvicendarsi di dieci relatori (con interventi in lingua inglese dei Proff. Peter Leyland e Benjamin Berger, in spagnolo castigliano del Prof. Alfredo Galàn Galàn), tre moderatori intervenienti e cinque partecipanti alla tavola rotonda conclusiva.

L’apertura mattutina del convegno, ad opera di Franco Mastragostino, onora le cronache evocando subito il fantasma veneto, non certo fattore scatenante del moto accademico di approfondimento sul fenomeno della secessione, ma sicuramente causa della sua prorompente ribalta mediatica di questo periodo. Il caso Veneto non è (non ancora) il piatto forte delle abbuffate accademiche sul tema secessione, prova ne sia l’assenza di relatori appositamente chiamati a sostenere o confutare il caso Veneto (presenti invece i casi di Catalogna, Scozia, Quebec, Fiandre e indirettamente anche Sardegna, principalmente sul piano sociologico).

Nonostante formalmente non previsto nella scaletta della giornata, il caso Veneto si fa avanti da sé, e… CONTINUA A LEGGERE QUI

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One Comment

  1. Luigi Bandiera says:

    INDIPANDENSA… A XE EA SOUSION.

    TUTTAVIA, STA SERA NE LA GABBIA DI GLP BARNARD MI HA DATO RAGIONE SENZA SAPERE CHE IO ESISTO.

    NON SERVE ANDARE A VOTARE PERCHÉ IL POPOLO NON È MAI STATO SOVRANO E VISTO L’ANDAZZO NON LO SARÀ MAI E POI MAI.
    MA IO SONO UN NESSUNO (NON QUELLO DE LA GABBIA) E COME TUTTI I NESSUNO CHE SONO MILIONI NON SARÒ MAI NEMMENO VISTO DI CUI LA CONDANNA PERENNE DI PAGARE E BASTA PER DARE LA SUPER PAGA ALLA BANDA DEI TRE.

    NON ABBIAMO SCAMPO.

    PSM
    WSM

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