Centrali idroelettriche, chi ci guadagna è davvero il cittadino?

acqua italia

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI –  Uno dei tanti problemi che assillano le valli alpine è costituito dalle centraline idroelettriche. Vediamo di fare una brevissima storia. La prima centrale idroelettrica italiana è stata costruita nel 1889 al Gorzente (GE) per produrre energia in Corrente Continua e, quindi di utilizzo locale. La prima centrale in Corrente Alternata è stata costruito a Tivoli nel 1892 Il grande sviluppo si è avuto negli ann’20-’60 nelle valli lombarde e piemontesi. Criterio fondamentale iniziale e successivo è stato quello di raccogliere le acque di provenienze diverse, in grandi bacini , dirottandole verso centrali di produzione di notevoli dimensioni considerando le piccole produzioni di convenienza economica bassissima o, addirittura negativa.

A sostegno di questa tesi sono state chiuse centrali di media potenza come quella di Temù (BS) (45600 kw) dirottando le acque verso la centrale di Edolo. Sull’ondata del più becero ambientalismo, favorite in maniera determinante da finanziamenti sia per la costruzione delle centraline sia per ogni kilowattora prodotto, sono state installate minicentraline che, da sole, non avrebbero retto al prezzo NORMALE di mercato.

Ed è stato talmente forzato il calcolo della convenienza basata sui finanziamenti che, per far quadrare i conti, si sono utilizzate le portate misurate oltre 30 anni fa, portate oggi quasi dimezzate. I Comuni, che si sono lasciati solleticare dalle proposte di privati, hanno commesso un secondo gravissimo errore: quello di considerare gli eventuali utili provenienti dall’idroelettrico per tappare buchi di bilanci dei Comuni stessi o di società consociate, dimenticando la regola principe che dice che se un’azienda è in passivo o la si risana riorganizzandola o la si chiude. Mai aprendo una società collaterale con il cui attivo si tappano i buchi di altre attività.

Fatte queste premesse si scoprono molti altarini che rivelano che l’ultima preoccupazione, ma proprio l’ultima è quella di tutelare l’ambiente.

1.-Il DMV ( Deflusso Minimo Vitale), che è la portata non utilizzabile per non danneggiare irrimediabilmente l’ambiente fluviale, è stato definito in una sede centrale con criteri prevalentemente “politici”.

2.-Il calcolo dei rilasci per il DMV è fatto “dall’amico del giaguaro” facendo entrare, per determinare la media dei flussi le portate dei due mesi di abbondanza, per nascondere il fatto che, se si va a verificare, ci si accorge che per ben 10 mesi il deflusso è al disotto del DMV

3.-Il prelievo del flusso turbinabile è definito e regolato dal custode della centralina il quale  (senza malignità)  deve mettere la sera un piatto di minestra per la famiglia e, quindi, non è certo nella posizione di fare il puro ambientalista.

4.-La Regione Lombardia ha recentemente emanato una norma che prevede la registrazione automatica dei flussi evitando arbitrarietà.

Si tratta solo di farla applicare SUBITO pena la fermata degli impianti.

5.-Il rispetto delle normativa ISO 14001, per quanto riguarda l’ambiente è a totale arbitrio dei titolari della centralina. Quindi, ad esempio, i pesci vengono rilasciati in pozze ben precise 5 minuti prima di una qualsiasi visita di controllo…….O infischiarsene del rumore prodotto a causa di progettazioni difettose, rumore ben oltre i limiti consentiti.

6.-I cittadini, abitanti delle valli, sono sempre più stufi di simili comportamenti e sostenuti talvolta anche da Sindaci che non hanno buchi di bilancio da tappare , manifestano in modo crescente la loro ostilità.

Esempio tipico, recente, il blocco alla costruzione di una centralina ad Angolo Terme sul fiume Dezzo, e la crescente contestazione del prelievo acque sul fiume Grigno.

 

Pensiamo , a conclusione, che sarebbe il caso di rivedere la situazione centrali , valle per valle in un piano organico, smettendola con i finanziamenti che, alla fin fine vengono a gravare sul prezzo del kilowattora che paga il cittadino semplice. Chi ha capacità e voglia di rischiare lo faccia con i suoi soldi e non con quelli altrui. E se guadagna: bene, sono affari suoi. Se non guadagna, ancora affari suoi.

 

 

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