Turchia: cade la censura sui libri di Marx e Lenin

di REDAZIONE

Dal ‘Manifesto del partito comunista’ di Marx e Engels, ai libri del poeta turco Nazim Hikmet. Migliaia di volumi che erano stati messi al bando nel corso degli ultimi decenni in Turchia torneranno ad essere legali grazie ad una riforma che annulla il divieto. All’inizio di luglio, il Parlamento turco ha varato una legge che prevede che tutte le decisioni giudiziarie o amministrative adottate prima del 2012 e relative al ”sequestro, divieto o ostacolo alla vendita e alla distribuzione di pubblicazioni, decadranno”’ se non sono confermate da un giudice entro sei mesi. La scadenza e’ giunta a termine oggi e nessun tribunale si e’ espresso sul rinnovo di tale divieto, ha detto il presidente del sindacato degli editori turchi (TYB), Metin Celal Zeynioglu.

Un mese fa, il procuratore della Repubblica, Kuersat Kayral, ha annunciato che non avrebbe rinnovato nessuno dei divieti pronunciati nella giurisdizione di Ankara confermando cosi’ che il bando e’ stato revocato a 453 libri e 645 periodici la cui lista era stata compilata dalla polizia. Saranno cosi’ riabilitati molti autori comunisti tra cui Yosif Stalin e la sua ‘Storia del Partito Comunista bolscevico dell’URSS’ e Lenin con ‘Stato e Rivoluzione’, ma anche un fumetto, un atlante, un saggio sulla questione curda e un rapporto sulla situazione dei diritti umani in Turchia. Oltre ai libri che erano stati vietati nella capitale turca, si calcola che siano almeno 23mila le pubblicazioni interessate dalla riforma, secondo Zeynioglu che cita cifre del ministero della Giustizia anche se quest’ultimo non e’ stato in grado di confermarlo.

”L’introduzione dei divieti non era stata fatta in modo centralizzata: e’ stato applicato da diverse istituzioni in diverse citta’ e in tempi diversi”, ha detto Zeynioglu. ”Tra l’altro, la maggior parte dei divieti e’ stata dimenticata con il tempo e gli editori hanno iniziato a stampare i libri proibiti”, ha aggiunto. Le opere complete di Nazim Hikmet, morto in esilio a Mosca nel 1963, si trovano cosi’ da diversi anni in tutte le librerie. La portata della riforma e’ quindi del tutto simbolica e certi esprimono dubbi che questo si traduca in una evoluzione profonda all’interno dello Stato turco. ”La mentalita’ non e’ cambiata e le amministrazioni continuano a fare quello che ritengono giusto”, sostiene Omer Faruk, ex proprietario della casa editrice Ayrinti, prendendo ad esempio la sorte riservata a uno dei libri pubblicati ‘La philosophie dans le boudoir’ del marchese de Sade. Il libro, considerato scabroso, era stato proibito ma la Corte di Cassazione ha poi ribaltato la sentenza. Tuttavia, nonostante la decisione, il volume continua a rimanere sequestrato.

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