Generazione paghetta, per sopravvivere a Fornero e Padoan

riforma-pensioni-poletti-contro-padoan-no-alzare-etdi REDAZIONE
Per vivere, e sopravvivere, torna la paghetta. I dati del Censis raccontano non solo un paese vecchio ma un paese di giovani poveri, dopo che l’Inps l’altro giorno aveva celebrato il dato delle pensioni da 500 a mille euro al mese per il 43% degli anziani.
Dunque? Dei 4,4 milioni di giovani con età compresa tra 18 e 34 anni che vivono per conto proprio, single o sposati/conviventi, 980 mila non riescono a coprire le spese mensili con il proprio reddito. Sono 2,3 milioni quelli che ricevono regolarmente o frequentemente un aiuto economico dai genitori, per sopperire alle necessità. Lo studio del Censis per il Forum Ania-Consumatori, secondo cui le famiglie d’origine trasferiscono ai giovani un totale di 4,8 miliardi di euro annui, la dice lunga sulla ripresa e sulla stagnazione crescente del mondo del lavoro. Il reddito familiare medio dei “millennials”, i giovani nati tra la fine degli anni Ottanta e il 1996, è di 22.900 euro all’anno, inferiore di oltre 7.000 euro rispetto al reddito familiare medio annuo degli italiani.
A questo si aggiunge un altro dato terrificante. In dieci anni l’Italia ha perso 1.959.000 giovani di età compresa tra 18 e 34 anni a causa della denatalità, meno 14,9% nel decennio. E gli attuali 11,2 milioni di giovani stanno cambiando rapidamente gli stili di vita. Rimangono sempre di più a casa con i genitori: 6,9 milioni nel 2013, cioè il 61% del totale. Ma tendono anche a sposarsi sempre meno: nel 2013 risulta coniugato il 22,1%, in diminuzione rispetto al 30,6% di dieci anni prima.
Ultimo colpo di grazia: secondo il Censis la scomparsa dei posti per i giovani costa oltre 152 miliardi di euro. In quasi dieci anni si sono persi 2,3 milioni di posti di lavoro tra i ragazzi di 18-34 anni e gli occupati under 35 sono diminuiti di 12,7 punti percentuali dal 58,7% del 2004 al 46% del 2013.
Avanti così, con la riforma Fornero e con l’innalzamento dell’età pensionabile invocata dal ministro Padoan. “Sono favorevole a un graduale aumento dell’età pensionabile”, aveva detto a fine maggio.

 

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