Cene e regali per 20mila euro: i soldi per cui è indagato Cota

FONTE: Repubblica Torino

Sono ventimila euro spesi in regali e ristoranti quelli per i quali il governatore Roberto Cota è accusato di peculato e indagato nell’inchiesta per i rimborsi gonfiati dei gruppi regionali. Non trasferte, e neppure viaggi, ma cene e pranzi per cinquecento euro al mese e doni, che lui ha motivato avanzando esigenze di rappresentanza. Le spese per i suoi viaggi sono già finanziati interamente dalla Regione così il presidente si è servito del suo diritto ad accedere ai fondi del gruppo della Lega per farsi rimborsare i costi di altro tipo. Cota, infatti, pur essendo presidente della giunta, non si è mai dimesso da consigliere e, come tale, si è considerato in diritto di cenare e fare regali a spese del Consiglio. Ma, dice il suo avvocato Domenico Aiello: “Il presidente non ha mai utilizzato i fondi istituzionali riservati a cui avrebbe avuto ben diritto e su cui non vige alcun obbligo di fare un rendiconto”.

Di diverso parere è la procura di Torino che quei 20 mila euro li ha considerati non giustificabili e ha recapitato a Cota l’avviso di garanzia con l’accusa di peculato, a lui come agli altri 51 consiglieri di tutti i gruppi, nessuno escluso. Quando “Repubblica” ha anticipato che il governatore sarebbe stato raggiunto dall’invito a comparire davanti ai magistrati, Aiello l’avvocato che Roberto Maroni in persona ha scelto come nuovo difensore della Lega dopo l’addio a Matteo Brigandì, ha chiesto che fosse sentito in procura, forse pensando di attutire l’impatto mediatico di una notifica

collettiva. Ed è per questo che Cota venerdì, subito dopo aver ricevuto la notizia, ha detto che lui aveva già chiarito tutto in procura, che si era presentato spontaneamente e aveva fornito tutte le spiegazioni necessarie. E che per questo non riteneva necessario neppure pensare alle proprie dimissioni.

È vero che il presidente è stato sentito. Ha detto che pranzi e cene erano con personaggi istituzionali e politici e che i regali erano qualche cravatta e foulard di rappresentanza, una penna per un garante. Ma è altrettanto vero che ciononostante i magistrati che coordinano le indagini, Andrea Beconi, il responsabile del pool dei reati contro la pubblica amministrazione, e i sostituti Enrica Gabetta e Giancarlo Avenati Bassi, hanno ritenuto di indagarlo ufficialmente. Tra lui e gli altri consiglieri ora, resta una sola differenza, e forse non così positiva: il fatto che per Cota non è stato più fissato alcun interrogatorio. Le spese a lui contestate restano tali e quali e non sembrano esserci segnali che i magistrati vogliano chiedere per il suo caso l’archiviazione. E le dichiarazioni di venerdì di Domenico Aiello sembrano poi tradire una certa tensione. “Ho troppa stima di magistrati del calibro e della storia del procuratore Caselli  ha detto l’avvocato  per dire sinceramente cosa penso di questa iniziativa. Non voglio pensare che sia una risposta alle forti spinte di antipolitica modaiole. Mi chiedo quanto sia costata all’erario una indagine così vasta e quale sia l’utilità per la collettività, per cifre irrisorie e prassi indiscusse e pacifiche da 30 anni e sempre avallate dalla Corte dei conti. Le venti, trenta o cento euro dei singoli consiglieri di rimborso pasto, diaria, o trasferta, non risolvono certo i problemi del Piemonte o degli italiani”.

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7 Comments

  1. Perche’ non viene divulgato un Vero Scandalo !!! Un Politico Pulito !! Inpeccabile !! Dai Calelli alle Scarpe !! Mistero !!! o non Esiste ????? vedi sul Motore di Ricerca !!! ((( Massone Carlo denuncia a Napolitano Collaudoli da 30 anni ))) TuttoOOO InsabbAITOOOOO !! Spregio a http://www.vittimestrrada.org. Nazionale !!massone.carlo@libero.it,Saluti

  2. Tromby says:

    Ah ah ah ahah!! L’ex “uomo-posacenere di Bossi” adesso Barbaro sognante maroniano di ferro…!!!! Ahah ah ah ahhh!!

  3. Dan says:

    “er cifre irrisorie e prassi indiscusse e pacifiche da 30 anni e sempre avallate dalla Corte dei conti”

    Mentre c’era poteva aggiungere pure il classico “tanto lo fanno tutti”.

    Che problema c’è se sono stati rubati solo 20 mila euro ? Dieci di qua, venti di la, trenta da un’altra parte non risolveranno certo i problemi dei piemontesi ma forse qualche casa della salute riusciamo ad aprirla prima che crolli su se stessa.

  4. ingenuo39 says:

    MI domando: con l’ appannaggio che percepisce un governatore di regione, possibile che si renda cosi meschino da avere bisogno dei fondi della regione per fare regali e offrire cene,che sono per il suo interesse oltre e forse anche per la comunità. Se le cose stanno cosi, consiglierei di donare tramite SMS per quei poveri governatori, che sarei felice di conoscere nome e cognome, che non riescono ad arrivare a fine mese. Come si immaginava anche la Lega ha bisogno, non di noi. ma dei nostri soldi.

  5. Marco says:

    Oh, la novità è che in questa Lega allo sbando persino un avvocato, Sig. Domenico Aiello, si permette di rilasciare beatamente dichiarazioni tanto gravi e discutibili, come se la linea della Lega Nord Piemont la dettasse lui…

  6. piero ex giov pad says:

    E che dire dell’auto blu a Borghezio?
    Povero Piemonte, da culla dell’autonomismo a covo di indagati.
    I sondaggi parlano chiaro, i belleriani sono elettoralmente finiti ma grazie al loro sostegno a Napolitano si farà il governo e dovremo mantenerli ancora per 5 anni.

    • Dan says:

      No ma scusa, è giusto ! E’ proprio la culla dell’autonomismo ovvero del fare il sarcasso che si vuole con i soldi degli altri in piena e completa autonomia.

      “e dovremo mantenerli ancora per 5 anni.”

      Più che grazie a napulè, grazie a grillo con le sue assurde proteste pacifiche fuori tempo massimo.
      C’era un’occasione fantastica per mandare all’aria tutto ed invece guarda che caso la piazza era stretta, i giornalisti facevano muro ed allora non si poteva parlare alla gente (detto da uno che campa di blog), anzi li si invitava pure a passeggiare e disperdersi quando invece si doveva invocare l’occupazione di piazza ad oltranza e la protesta fiscale totale.

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