CEFALONIA: “ITALIANI FUCILATI PERCHE’ TRADITORI”

di REDAZIONE

«Ci hanno detto che dovevamo uccidere degli italiani» perchè «erano considerati dei traditori»; «mi si è fatto buio quando ho saputo questa cosa. Non sarei mai riuscito a farla». Invece il caporale Alfred Stork, che all’epoca aveva 20 anni e venne «scelto a caso» per far parte del plotone d’esecuzione, ha sparato. A terra, dopo ore di questo massacro, i corpi di «73 ufficiali italiani».

Ieri la procura militare di Roma ne ha chiesto il rinvio a giudizio, ma la sua confessione risale a sette anni fa (aveva 82 anni), quando venne sentito come testimone dai magistrati tedeschi che indagavano sulla strage di Cefalonia. Stork non fu mai incriminato, perchè la linea di quell’inchiesta – che alla fine venne comunque archiviata – era di perseguire solo gli ufficiali con compiti di comando e non i semplici soldati. L’anziano ex caporale venne ascoltato a casa sua, in presenza della moglie Regina. Dopo aver parlato della sua carriera militare («ero un buon tiratore e venni incorporato negli alpini»), racconta dello sbarco a Cefalonia, nel settembre ’43. Una volta a terra «ci siamo adunati e abbiamo rastrellato l’isola. Ho potuto vedere come dei soldati tedeschi che non appartenevano al nostro reparto abbiano riunito degli italiani e dei partigiani in una gola: vi hanno istallato intorno delle mitragliatrici pesanti e hanno ucciso gli italiani. Io l’ho visto. Però non ho partecipato. Abbiamo continuato a marciare», ma «potevamo vedere da lontano come cadevano i soldati italiani… Stimo che fossero almeno 500». Stork, mentre assisteva a quell’eccidio, di una cosa era convinto: «la prossima volta sarebbe toccata a noi. Anche noi avremmo dovuto fare una cosa simile». E così è stato.

L’anziano ex caporale ricostruisce quelle ore in vari passaggi dell’interrogatorio. Era l’alba del 24 settembre: «un ufficiale è arrivato nel nostro campo. Ci ha detto che dovevamo uccidere questi italiani e che fuori era già stato preparato tutto. C’erano un prete e due ufficiali». I plotoni d’esecuzione, «di 10-12 persone», sono stati formati con militari scelti «a caso. Mi sono chiesto come mai noi alpini dovevamo fare questa cosa». I prigionieri «erano stati portati con un camion. Erano in piedi, 5 alla volta a circa 8-10 metri da noi. Gli abbiamo sparato». «Dovevamo sparare in tre su ognuno: uno in testa e due al petto». Una volta uccisi, «li dovevamo spostare di lato. Gli italiani che arrivavano successivamente con il camion, vedevano in terra i cadaveri, pertanto sapevano che fine avrebbero fatto. Mi sono meravigliato della loro tranquillità…». «Appena terminato… erano circa 73 ufficiali italiani… non vi erano soldati ma soltanto ufficiali… conoscevo le loro uniformi».

La fucilazione – diretta da un ufficiale, «credo un tenente… un fanatico» – dura fino al pomeriggio. Al termine, racconta Stork, «ero sfinito completamente. Pensavo a come si potesse fare una cosa così». Sia la sera prima che la mattina ai soldati erano stati dati alcolici «per farci coraggio». Tra i componenti del plotone «non si è più parlato di questa cosa. Dovevamo tenerla più segreta possibile». Conclusa l’esecuzione, i corpi sono stati messi «in un enorme mucchio uno sopra l’altro…». Prima però «li abbiamo perquisiti, togliendo gli orologi. Nelle tasche abbiamo trovato delle fotografie di donne e bambini, bei bambini». Quindi «è arrivato un vecchio traghetto, lo stesso con cui abbiamo raggiunto Cefalonia. Abbiamo caricato i corpi sul traghetto, che si è diretto verso il mare aperto. Quando sono tornati abbiamo chiesto che cosa ne avessero fatto dei cadaveri e ci hanno risposto di averli legati insieme e gettati in mare».

Alla domanda del perchè, a suo avviso, gli sia stato ordinato di fucilare gli italiani, Stork ha risposto che dopo la rottura dell’alleanza con la Germania «gli italiani erano considerati traditori. Pertanto abbiamo dovuto sparare». Ha subito dei traumi per questo avvenimento?, gli è stato chiesto. «Ho avuto bisogno di tempo per superare questa cosa», ha detto Stork. Ma quei fantasmi, ora, sono destinati a tornare.

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6 Comments

  1. Saverio Gpallav says:

    Purtroppo la miopia di una classe politica come la nostra sta anche nel ritenere responsabili di orribili stragi come quella di cefalonia gli esecutori materiali che erano soldati che nulla potevano contro ordini superiori. Questo paese a caccia di pesci piccoli dimentica che la Germania come suggetto di diritto internazionale anche se retta da un regime oggi democratico è la stessa che ordinò quelle stragi e che dovrebbe rispondere moralmente e civilmente risarcendo i superstiti di quelle stragi o i loro eredi nonché la stessa Italia per l’evidente abuso inflitto al suo esercito. Questo sì che sarebbe un giusto finale di vicende per le quali mai è stata resa vera giustizia. Accanirsi contro novantenni tedeschi che solo per caso fecero parte dei plotoni di esecuzione e che non potevano far altro che ubbidire è un diversivo che fa comodo al mandante, la Germania di allora e la sua erede giuridica la Germania di oggi. Che non a caso spesso rinnega i suoi soldati di allora dandoli in pasto all’opinione pubblica come capri espiatori che fanno dimenticare le sue responsabilità . Per una becera questione di portafoglio. La Germania non ha mai pagato quanto doveva per risarcire le sue vittime. È bene che si sappia.

  2. luigi bandiera says:

    Comunque va tenuto conto questa:
    L’homo, mai stato sapiens sebbene va in te la Luna, sa dare solo un unico frutto, come fa il pino marittimo che da da sempre solo pigne e dara’ in eterno quel frutto;
    dicevo che l’homo dara’ questo ed unico frutto:
    .
    .
    PIANTI, STRIDOR DI DENTI E STRAGI DI INNOCENTI.
    .
    .
    Con o senza ariani o beduini o il kax se si vuole di mezzo.

    E cosi’ sara’ fino alla fine dei suoi giorni.

    E, meglio abbandonare il termine razzismo perche’ fuori posto, luogo e intento.

    Amen

  3. Giovanni S. says:

    Ma che brava persona questo caporale nazista Stork ! Gli dicono di assassinare decine di giovani disarmati e lui, da “onesto” germanico d.o.c. , esegue subito. Così fanno i veri eroi ! Qualche perplessità iniziale ma poi… nessuna contestazione. E ‘ un tedesco lui, mica un italiano indisciplinato ! E poi basta la motivazione “sono traditori !” E scatta il tipico senso del dovere ariano (o celtico o padano o…). E la convenzione di Ginevra ? Ma qui non si scherza ! Le leggi internazionali valgono solo per gli…esseri umani, non per gli “eroici fratelli del Nord”. E la perspicace Redazione sottolinea l’età avanzata del guerriero ariano. Ma si, alla sua veneranda età il glorioso milite di “razza pura” deve essere assolutamente giustificato ! E poi é un tedesco, magari di origine longobarda , un fratello di sangue ! Il “comprensivo” commentatore L.Bandiera, poi, ironizza pure sul massacro dei giovani italiani : “gli italiani sono brava gente a ciacoe..non ci sono traditori…riposino in pace”. E magari, ma non lo dice, rimpiange i bei tempi di Salò, quando il Nord-Est era finalmente ridiventato un Gau, ed i suoi abitanti dei bravi servitori, pronti a riverire l’Herren Volk. Bisogna pubblicizzare questo sito nelle scuole e citare i nomi di “intellettuali per bene” come Oneto, Bracalini, ecc..Così i giovani possono comprendere perchè l’odio razziale si sta diffondendo in Italia, tanto da indurre, recentemente, un fiorentino ad uccidere, per strada, innocenti esseri umani , colpevoli, per lui, di non essere né padani nè ariani.

    • luigi bandiera says:

      Giovanni Giovanni, dalle bande nere…

      I traditori si fucilano sul posto. Senza se e senza ma.

      Lo fecero TUTTI INDISTINTAMENTE..!!

      Non si fa processo… si fucila.

      L’e’ che oggi ce ne sarebbero da FUCILARE SUL POSTO PER TRADIMENTO. ALTO TRADIMENTO..! Si finirebbero le munizioni..!

      Ed io sono uno che rimpiange solo la SERENISSIMA REPUBBLICA VENETHA. Del resto me ne potrei anche fregare.

      So, e ne sono certo, che uccidere una persona, solo una persona, fa PERDERE e non VINCERE.

      Ho molto rispetto della vita umana, forse piu’ di tanti, certi, patrioti a tre kolori.

      Per fare l’itaglia quanti massacri al SUD e SUDEST. Un po’ meno al NORD e NORDOVEST. Salvo nella prima guerra inventata solo per fare MORTI di cui gli eroi.

      E a proposito di 15-18, Non erano mica tedeschi quei bravi fucilieri per non dire altro che SPARAVANO ALLA SCHIENA SULLE PRIME LINEE, di dove erano..??
      Di BERLINO per caso..??

      Ho ma siete veramente trikoglioniti kax..!!

      Ripudiate la guerra, sta scritto, e bombardate le popolazioni..!!
      Ma siete anche voi itagliani di BERLINO..??

      Siete ARIANI PURE VOI..??

      O BEDUINI..?

      Ma ce ne da ironizzare per ridere, per non chiagnere, che non si sa nemmeno piu’ quale sia il capo e la coda.

      E’ un girotondo, alla KOMUNISTA MANIERA direbbe Silvius.

      Quanta brava gente ne’, pronta a sparare per uccidere.
      Come con le LINGUE LOCALI NO..??

      An salam

      .

    • Riccardo Zanconato says:

      ovvio che ha eseguito l’ordine, altrimenti finiva dall’altra parte del plotone insieme agli italiani.
      ad un certo punto più che la disciplina fa l’istinto di sopravvivenza.

  4. luigi bandiera says:

    Ma no, gli italiani sono brava gente… a ciacoe.

    Basta seguire i fatti odierni per capire che qui non ci sono traditori ne un tempo e ne oggi.

    Riposino in pace amen

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