C’E’ VOGLIA DI MONARCHIA IN EUROPA?

di ALBERTO LEMBO

Nel corso degli ultimi due decenni sono accaduti in Europa fatti ritenuti prima impensabili che hanno riproposto l’istituzione monarchica o, almeno, un collegamento dei popoli con le loro dinastie storiche. Prima vi è stato il ritorno in una Bulgaria al collasso di Simeone II e la sua assunzione di poteri di governo, durata dal 2001 al 2005 (purchè, era stato “autorevolmente” avvertito, non pensasse ad una restaurazione monarchica), poi il ritorno di re Michele in Romania, con la restituzione dei beni confiscatigli nel 1947 e l’attribuzione di funzioni di rappresentanza pubblica anche a livello internazionale col titolo di “re”.

Nel 1993 Leka I, re degli Albanesi, proclamato sovrano da un governo anticomunista in esilio, risultò vincitore di un referendum istituzione per il ristabilimento della monarchia nel 1997 ma, per “ordini superiori” i risultati furono truccati, come testimoniatomi anche da parlamentari italiani componenti della delegazione di osservatori internazionali dell’O.C.S.E. e, dopo un breve esilio, Leka è tornato a morire a Tirana nel 2011.

Non è Europa, ma vi siamo come forze di occupazione a sostegno di un governo fantoccio (altro che Quisling!) l’Afghanistan, dove il ritorno dall’esilio di Mohammed Zahir Shah nel 2002, accolto da tutte le componenti tribali come punto di riferimento unitario, forse l’unica soluzione pacificatrice possibile, non si concluse con la restaurazione della monarchia per la netta e pervicace presa di posizione degli U.S.A. che imposero la soluzione repubblicana in favore del loro uomo Karzai, accettando solo che al vecchio sovrano, tornato a risiedere nel suo palazzo, fosse riservato il titolo di “Padre della Patria” come ricompensa per il suo sacrificio. Re Zahir è morto nel 2007 e come vadano le cose in Afghanistan è cosa ben nota a tutti, nonostante la cappa di disinformazione stesa dalla N.A.T.O. e  dai suoi padroni.

Due fobìe prevalgono nei confronti dell’istituto monarchico: quella americana e quella massonica, che da sempre combatte i troni visti come un elemento di intralcio sulla via della “repubblica universale”. Questo pregiudizio è stato alla base del rovesciamento dei risultati del referendum istituzionale in Albania, del diktat nei confronti di Simeone II ed è oggi il motivo della disinformazione che oscura le notizie provenienti dalla Romania, dove manifestazioni popolari, caduto il governo, invocano il ritorno al potere di Michele I.

Negli ultimi mesi l’Ungheria, altro Stato dell’Unione europea, orfana della “Corona di Santo Stefano” dal1946, ha addirittura cancellato la parola “repubblica” dalla sua costituzione, sollevando un vespaio di polemiche tra i Soloni “democratici” e in Serbia un recentissimo sondaggio informa che la grande maggioranza del popolo, sottoposto ad ignobili umiliazioni e a mutilazioni territoriali chiederebbe il ritorno sul trono della propria dinastia. Non dimentichiamo, di passaggio, che il Regno del Belgio si è pacificamente trasformato in stato federale proprio per la garanzia data a fiamminghi e valloni, rivali da sempre, dalla presenza della monarchia al vertice. In Croazia il cemento è costituito non da una Dinastia ma dalla religione cattolica fortemente diffusa che ne ha difeso le particolarità anche durante il periodo comunista.

Se osserviamo il panorama europeo possiamo immediatamente rilevare come ci sia una sostanziale parità numerica tra monarchie e repubbliche e che le monarchie non siano confinate ai margini essendo monarchie il Regno Unito e la Spagna, non solo Monaco e il Liechtenstein. Se poi consideriamo le repubbliche di tipo “bonapartista” come la Francia e la Federazione Russa, di fatto monarchie elettive. Se passiamo all’Italia i sostenitori di Carlo di Borbone sono sempre più numerosi al sud e nell’estate del 2010 schiere inattese di persone hanno reso omaggio a Piacenza e a Parma al defunto Duca, sepolto poi nella cripta della chiesa della Steccata a Parma.

Ma vi è di più. Dove non è possibile un riferimento dinastico diretto, come nel Lombardo-Veneto, sono presenti gruppi che si rifanno nostalgicamente al dominio degli Asburgo, con cui mantengono stretti contatti. Nel Veneto, particolarissima realtà, il punto di riferimento è l’immagine della Serenissima Repubblica, realtà unificante per la maggior parte dei veneti, venendo ad assumere la valenza di una dinastia. In tutti questi esempi i popoli sentono che al di là di una cappa partitocratica e di un “abito” europeo indossato a forza vi sono riferimenti interni e diretti che potrebbero assicurare la difesa dei diritti originari di libertà e autonomia.

Che ci si riferisca al Regno delle Due Sicilie o alla Repubblica di Venezia si va oltre una cornice unitaria imposta a forza che oggi ha l’ulteriore aggravante di portare i popoli dell’Italia in una realtà sovranazionale ancora più alienante delle loro particolarità e libertà. Il problema è “chi” governa questa Europa e dove ci vogliono portare al di là delle rassicurazioni tecniche e delle proclamate “esigenze” dettate dai “mercati” e dalla globalizzazione.

In conclusione: gli autonomisti repubblicani restino repubblicani, se ne sono convinti, ma non facciano inconsciamente il gioco dei nemici dei popoli combattendo, dove vi sono, istanze monarchiche che possono rappresentare un elemento in più di tenuta dei popoli nei confronti delle “razionalizzazioni” che ancora ci aspettano. Facciamo insieme la nostra battaglia e vinciamola…Poi i popoli sceglieranno liberamente le istituzioni che preferiscono!

 

 

 

 

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15 Responses to “C’E’ VOGLIA DI MONARCHIA IN EUROPA?” Subscribe

  1. Sandi Stark 14 marzo 2012 at 1:06 pm #

    La massoneria era anti monarchica? La Corona inglese era il vertice della massoneria, e quella dei Savoia aveva realizzato il primo Stato Massone del mondo, nel senso di ideato, realizzato e controllato dalla massoneria. I terroristi della Mano Nera erano massoni, come erano massoni tutti i congiurati serbi che avevano messo sul trono il Re fantoccio di Mosca, altro luogo dove la massoneria andava per la maggiore, almeno fino al 1916.

    Prima di affermare che la Serbia sarebbe sottoposta ad ignobili mutilazioni territoriali bisognerebbe tenere conto della sua storia, delle guerre che scatenò per controllare tutti gli altri popoli che la circondavano, del terrorismo internazionale che esporò, delle decine di attentati, dei massacri e delle pulizie etniche che prativò nelle guerre balcaniche, di cosa fece per assoggettare gli altri slavi del sud. E via via fino ai nostri giorni. Ad esempio la Bosnia, mai appartenuta alla Serbia prima della Yugoslavia, con una popolazione di tre religioni e di diverse etnie.

    Monarchia o repubblica, è come giocare a zona o ad uomo; i brocchi perdono sempre. Io sono repubblicano, ma accetterei una Corona solo dagli Asburgo, i difensori e riformatori dell’occidente, gli unici che riuscirono a far convivere in pace e fratellanza tanti popoli rivali. Non per niente sono festeggiati in tutti i territori dell’ex Impero, quale regnante può vantare tante feste per il suo genetliaco, 182 anni dopo la sua nascita?

    Non è esatto dire che gli Asburgo vengono festeggiati nel Lombardo Veneto. Sono ancora più festeggiati nel Tirolo italofono, nel Litorale Austriaco, in Valcanale… territori che non appartenevano al Lombardo Veneto ma che erano Austria al 100%.

    La differenza è che noi, siamo le ultime persone viventi ad aver conosciuto i nostri nonni, che nacquero e divennero adulti con gli Asburgo. Noi abbiamo il ricordo diretto, siamo cresciuti tra ex cittadini austriaci, abbiamo le lettere ed i documenti nei cassetti.

    Noi sappiamo com’era veramente, non ci lasciamo infinocchiare dalla propaganda massonica.

    E per la maggior parte di noi, non si auspica una restaurazione asburgica, Otto rinunciò alla Corona ed un tanto basta. Quello che noi festeggiamo e rimpiangiamo, sono i valori mitteleuropei ed asburgici. Che si sono tramandati abbastanza nell’Austria repubblicana, amministrata con la stessa sagacia asburgica.

    E mi dispiace… ma nessuna Casa Reale può vantare una tradizione di totale dedizione al popolo ed alla cosa pubblica come gli Asburgo.

    Ci può anche essere un Governo ed uno Stato Repubblicano che si comporta in modo asburgico, ma non in Italia ed in nessun altro posto. 700 anni di educazione e selezione familiare, per il buon governo dei popoli. Questo erano e sono ancora gli Asburgo. Basta ascoltarli e conoscerli, perchè ci sono ancora e stanno facendo politica, in modo democratico ma con gli stessi ideali di sempre.

    • Lombardoveneta 15 marzo 2012 at 10:48 am #

      Caro Sandi Stark,
      che nel Lombardo Veneto nessuno festeggi gli Asburgo… lascialo dire a noi lombardi.
      Anche perché giustamente rivendichi la tua appartenenza territoriale alle Vecchie Provincie.
      Ma se voi avete nostalgia non della Corona, bensì dei soli valori, nulla da eccepire.
      Per quel che mi riguarda (e non solo riguarda me) non ci sono valori senza Corona.
      Da ormai dieci anni il Nobile Diego Zoia, con la presenza immancabile del Conte Alberto Lembo, organizza in milano un incontro annuale dichiaratamente asburgico con il Circolo del Regno Lombardo Veneto: impresa non facile in un luogo come Milano.
      Certo, dalle vostre parti c’è più memoria: e sicuramente, è anche più favorevole il clima umano. Ma provate a Milano…
      Rammento che la Casa d’Austria non finisce poi con Otto: continua, eccome, con Karl e con molti altri.
      Senza Corona, i valori rischiano di degenerare tristemente in pangermanismi et similia (su fronte slavo) di recente memoria.
      Cosa di cui non siamo affatto nostalgici.

      • Rodolfo Piva 21 aprile 2012 at 7:03 pm #

        Come cittadino lombardo sostengo, da sempre, che la Lombardia, purtroppo, passò, se mi è consentito usare una terminologia calcistica, da una Monarchia di Serie A: gli Asburgo ad una di serie D: i Savoia.
        Ho grande stima per la dinastia degli Asburgo ed anche gratitudine per quanto di bello e moderno è stato fatto in Lombardia quando tale regione era parte dell’Impero Asburgico.
        I risultati squallidi di 150 anni di forzata unificazione dello stato italiano mi fanno ancora di più apprezzare le qualità di Casa d’Austria

  2. Danilo 13 marzo 2012 at 1:29 am #

    Sono d’accordo sulle monarchie elletive. Il Brasile ha un parlamento fiacchissimo e davvero la presidente è assoluta. Penso che sarebbe meglio avere un re come capo di stato, che rappresenta e defende il suo popolo senza preoccupazioni elletorali. Nel 1992 ci è stato un referendum tra monarchia o reppublica; il parlamento ha scelto per il referendum il giorno del duecentesimo anniversario della morte di un reppublicano brasiliano che fu ucciso per ordine della reina di Portogallo. La reppublica ha vinto e oggi c’è una seria crisi morale nella politica.

  3. Gianni Stefano Cuttica 12 marzo 2012 at 2:26 pm #

    Ciao Alberto,
    hai descritto in modo molto chiaro una situazione reale che anche io sostengo da tempo.
    Ti suggerirei di aggiugere alle tue considerazioni anche qualche parola sul fatto che la cosidetta primavera araba del 2011 ha colpito le dittature frutto di colpi di stato contro le antiche Monarchie ( Tunisia, Egitto, Libia ) che sono poi risultate molto più tiranniche dei regimi patriarcali preesistenti, ma NON contro le Monarchie sopravvissute ( Marocco, Giordania ) che con tutti i loro limiti assicurano maggiore democrazie e libertà degli altri regimi.
    Ciao. Gianni

  4. luigi bandiera 12 marzo 2012 at 12:02 am #

    No monarchia ma DOGATO SI..!!

    LB

  5. Gianfranco 11 marzo 2012 at 11:44 pm #

    Condivido in toto l’impostazione del dott. Lembo; mi rincresce che alcuni confondano le parole con gli intenti. Mi spiego, per non offendere nessuno. Che ci sia un rimpianto, magari non ben percepito, sulle antiche monarchie è un fatto; avendo sposato una bulgaro-romena ne capisco qualcosa (es: i romeni sono consapevoli che Michele I non si è comportato in maniera adamantina “abbandonando” l’alleato tedesco, non tradendo come il Savoia, ma soppesano la differenza fra un re che per definizione è del popolo e una repubblica che senza sotterfugi non è per il popolo bensì per gli USA e le grandi istituzioni affaristiche). Una monarchia degna di questo nome (l’Italia non fa testo neanche con il ramo Savoia-Aosta) è una garanzia di sovranità e indipendenza perchè il monarca difendendo il suo popolo difende se stesso. La repubblica è anonima e affaristica.
    Nel dettaglio la Serenissima repubblica Veneta è sempre stata una monarchia elettiva, in sostanza (la parola “doge” deriva da duca. E duca a tutti gli effetti era il governatore bizantino di Venezia, questo ai suoi albori.
    La tanto bistrattata monarchia borbonica avrà avuto i suoi difetti, come altre e forse anche qualcosa in più, però ebbe il coraggio di allontanare l’invadenza inglese nel reame, costituì (unica al mondo) la prima comunità “comunista” della storia, appunto per comprendere e valorizzare (se del caso) la nuova idea sociale, consentiva ai contadini lo sfruttamento delle terre demaniali, senza sottostare al tallone dei feudatari (che si vendicarono vendendo la Sicilia al Savoia), costrurono il primo ponte in ferro in Italia, la prima linea ferroviaria, la prima accademia militare e via di questo passo. Era un regno sovrano e indipendente. Analogamente se pure in piccolo e per altri motivi i regnanti dei ducati erano rispettativale lo stessa cosa per il Granducato di Toscana. Pochi anzi pochissimi sanno (per voluta mancanza di informazione) che nelle guerre di indipendenza le armate austro ungariche erano composte in buona parte di italiani e nella battaglia di Lissa gli equipaggi della marina imperiale erano veneti e la lingua ufficiale era l’italiano e…a vittoria ottenuta gridarono “Viva San Marco”.
    NOn sono un monarchico ma ancor meno sono repubblicano (dal mio punto di vista l’unica repubblica vera e sicura fu quella dell’antica Roma) le altre solo un giro d’affari camuffati da belle parole.
    Le attuali repubbliche hanno dimostrato di che lana sono fatte senza bisogno di dettagliere è cosa di tutti i giorni.
    Per quanto concerne la Francia condivido che il dott. Lembo ha forzato non c’è male nell’accostarla ad una forma “monarchica” anche se la gradeur francese pervade tutta la Francia.
    E’ un dato di fatto che la Russia stia tastando il terreno in una ritrovata monarchia. Questo perché i governanti russi (quelli seri), Putin in primis sono consapevoli che la Russia senza un governo centrale super partes e garante in tutto non esisterebbe a lungo; l’uscita della Bielorussia e dell’Ucraina pur se in quualche maniere motivate storicamente sono ste un segnsle molto chiaro. L’adozione degli emblemi imperiali, la ricostituzione del rgt. Preobracensky della guardia imperiale, un decisionismo dall’alto sono segni inequivocabili e il fatto che l’inno nazionale sia rimasto quello sovietico, che la bandiera dell’Armata Rossa sfili subito dopo il drappo imperiale è sinonimo di continuità storica nell’unità della Russia.
    Concludendo: oggi come oggi le repubbliche hanno dimostrato la loro incapacità a confrontarsi alla pari con le banche, gli USA e quanti altri associabili, i popoli (Italia esclusa) sentono tutto il peso di questo fallimento e riversano sui ricordi e glorie passate i loro timori e paure, sperando di venirne fuori. Roma non per nulla nei momenti critici leggeva, per tempi brevissimi, un dictator con poteri assoluti al fine e nei limiti della crisi.

    Perdonatemi la sparata, spero di non essere frainteso.

    P.S. La Georgia (mi sembra) all’atto della sua indipendenza propse il ritorno dell’antica dinastia dei Bagrationi. Il dilemma è stato sospeso per la stringente situazione politico-militare dell’area caucasica, ma non abbandonato.

  6. Comes 11 marzo 2012 at 8:35 pm #

    Sig Lembo, sono un autonomista ma non repubblicano ad oltranza, anzi vedo con favore l’istituto monarchico, ma nell’esposizione della sua tesi credo che abbia le idee un po’ confuse mettendo nel calderone la Serenissima (che anche nel nome era una repubblica) Francia e Russia facendole passare per monarchie “elettive”…poi sul resto posso anche essere d’accordo

    • Alberto Lembo 11 marzo 2012 at 10:01 pm #

      Ho volutamente un pò forzato….ma sulle forme “bonapartiste” di Francia e Russia (la nuova Federazione Russa) non credo di sbagliarmi di molto… Non mi meraviglierei se in Russia, col benestare della Chiesa ortodossa, avvenisse qualcosa di più monarchico…dopo avere ripreso la bandiera imperiale e lo stemma di stato…. Quanto a Venezia era una repubblica più o meno quanto la Polonia… con un sovrano elettivo…. I nomi a volte sono solo parole… Non è il caso di discutere di questo… C’era una analogia di riferimenti di identità e di legittimità su cui volevo attirare l’attenzione…. Grazie, comunque, per il commento…

  7. Alberto Lembo 11 marzo 2012 at 5:02 pm #

    Vedo con piacere che ho stuzzicato….. Era quello che volevo! Stanare fanatici giacobini, figli della rivoluzione, cui la sola idea di POPOLI tenuti insieme dall’identità che, in molti casi, può dare una CORONA provoca un fastidio insopportabile…. Perchè poi un autonomista debba essere repubblicano ad oltranza qualcuno dovrebbe spiegarlo a me…

  8. Maciknight 11 marzo 2012 at 3:23 pm #

    Non guasterebbe una maggiore conoscenza della storia, monarchica in particolare, e mi riferisco ai commenti e non all’autore dell’articolo, che plaudo soprattutto per aver sorvolato, non credo casualmente, sulla peggiore dinastia monarchica che sia esistita in europa, quella dei Savoia. Il ballerino cui si riferisce un commentatore, che gli insipienti giornalisti continuano impropriamente a definire principe, in realtà è solo un Savoia, avendo perso il padre tutti i diritti di successione ed i titoli sposando la Marina Ricolfi Doria, essendo non nobile e non avendo richiesto ed ottenuto il benestare del padre, ultimo Re d’Italia Umberto II, secondo le leggi interne dinastiche, che si applicano automaticamente in casi di inadempienza. Quindi il casato attualmente è rappresentato dal ramo di Aosta, cioé da Amedeo ed Aimone di Savoia-Aosta. In quanto ad altri commenti che cercano di ridicolizzare il riferimento alla monarchia come degna alternativa alle false democrazie, tutte imcompiute, faccio cortesemente notare che in realtò sono tutte oligarchie, esattamente come lo erano in passato gli stati non monarchici, come la Serenissima …

  9. alberto 11 marzo 2012 at 2:41 pm #

    Dio ce ne scampi dai monarchi del 2012, se penso ai savoia mi viene la pelled’oca, non combatto il napoletano per rimettere un savoiardo, ci macherebbe, siamo qui avolere la democrazia diretta e ci parlate di monarchia?

  10. robespietro 11 marzo 2012 at 11:31 am #

    Eccome no, c’è una voglia frenetica! In particolare per la dinastia dei Pescioni: Bossi Magno, suo Figlio Trota primo e poi Moscardino e Acciughino. E anche per il ramo cadetto con La Pescivendola Rosi e poi il ramo De Reguzzonis e il gran ciaumbellano Calderù de Berghem. Si c’è proprio frenesia e deisderio parossistico di vederli in piazza, sul palco, mentre intorno delle signore del popolino lavorano a maglia..

  11. Antonello 11 marzo 2012 at 9:26 am #

    Anche in Sardegna, nel tanto sognato obiettivo indipendentista, la forma monarchica vincerebbe su quella repubblicana, riportando lo storico nome dello Stato Sardo “Regno di Sardegna”. Oggi, le repubbliche democratiche europee, non posso certo vantare standard democratici superiori a quelli esistenti nelle principali monarchie continentali. Non a caso, le più importanti battaglie civili sono avvenute negli ultimi decenni più nelle monarchie che nelle repubbliche, così come le diseguaglianze sociali sono più evidenti nelle repubbliche che non negli Stati monarchici, per non parlare poi dei rapporti tra cittadino ed istituzioni, che nelle repubbliche ed in particolare in Italia, sono a dir poco impari.

  12. Comes 11 marzo 2012 at 9:05 am #

    Cosa c’entri la repubblica di Venezia con il suo discorso sulle monarchie, che in parte condivido, me lo dovrebbe spiegare, visto che era appunto res publica di famiglie mercantili, spacciare Francia e Russia per monarchie elettive è ridicolo, allora anche gli USA e tutti gli stati sudamericani lo sono….quanto al resto è auspicabile un’ascesa al trono del ballerino Emanuele Filiberto? Lei sogna il ritorno allo status quo ante 1789, ma siamo appunto nell’alveo dei sogni, non della realtà

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