C’E’ ANCORA UNA LEGA OLTRE IL “CERCHIO MALEFICO”?

di GIANLUCA MARCHI

In questi giorni, cari lettori, noi de L’Indipendenza, nati piccoli piccoli con l’intento di poter resistere qualche mese e nel frattempo farci conoscere e quindi riuscire a porre le basi per crescere e consolidarci, in pochi giorni, dicevo, possiamo dire di essere diventati invece un “piccolo fenomeno”. Interviste e citazioni sui giornali, pagine del nostro sito e brani dei nostri articoli ripresi in alcuni telegiornali nazionali, i nostri scritti che corrono lungo la Rete, un numero di contatti e di pagine visitate in costante allargamento: non potevamo aspettarci tutto questo in una sola settimana di vita. E’ il frutto di ciò che scriviamo, ma non possiamo negare che non potevamo scegliere momento migliore per vedere la luce. Noi che ci riproponiamo di parlare a tutti coloro che credono nelle idee dell’autonomia e dell’indipendenza delle nostre comunità, avendo come stella polare il principio dell’autodeterminazione dei popoli; noi che in buona parte siamo stati sedotti dal sogno originariamente alimentato dalla Lega Nord e poi ci siamo sentiti traditi e abbandonati dai comportamenti e dalle scelte di un movimento che ha imboccato una strada tutta diversa; noi che ora aspiriamo a essere punto di raccordo di tutti i gruppi, piccoli e piccolissimi, che vorrebbero andare oltre le macerie lasciate sul percorso dal partito Bossi&Figli: noi, che vorremmo essere tutto questo, non potevamo non trarre vantaggio, quantomeno in termini di attenzione, dallo spettacolo indecoroso che la Lega ha dato in questa stessa settimana.

Gli ultimi giorni sono stati drammatici per la vita del Carroccio, con il grande capo e la stretta cerchia di coloro che lo circondano – costoro vengono definiti il “cerchio magico” ma più appropriatamente dovrebbero chiamarsi  “cerchio melefico” – chiusi nella loro torre dorata a compiere scelte in totale dissenso rispetto  ai pensieri e ai sentimenti del corpo ancora grosso dei militanti, della base e degli elettori. Fino alla tragicommedia consumatasi fra venerdì e sabato, prima con il provvedimento ad personam contro Roberto Maroni, impedito a tenere comizi in tutta la Lombardia, e poi con il precipitoso e anche un po’ patetico retromarcia di ieri, quando Bossi si è premurato di far sapere che qualcuno non aveva capito nulla e che tutto va bene madama la marchesa e chiede a Maroni di essere più cauto in un momento così delicato. Addirittura, la Padania di stamane plaude ai ritrovati “amiconi” Umberto e Roberto: una roba da ridere. E infatti basta leggere quanto dichiara uno degli ascari cerchisti, il segretario provinciale di Varese Maurilio Canton, per capire che il fuoco continua ad ardere sotto la cenere: “Maroni cerca solo visibilità”.

Se Bossi fosse quello di un tempo, ma lo sappiamo tutti che non è più così e non è mica un delitto dirlo chiaro e tondo, avrebbe preso chi lo circonda, e lo spinge a  prendere certe decisioni, e fatto volare direttamente dalla finestra. Ma purtroppo quei tempi sono passati, definitivamente, e i componenti del “cerchio malefico” sono determinati a difendere il potere (con tutti gli annessi e connessi) che gli deriva dall’essere i depositari, per altro falsi, del pensiero del capo, i custodi della sua eredità politica (più che politica ci appare di altra natura questa eredità), i curatori della sua integrità. Invece non si accorgono, o forse se ne accorgono benissimo ma se ne fregano altamente, che espongono quest’uomo al ridicolo. Evidentemente la forza del loro disegno, cioè trasformare definitivamente la Lega in un partito di famiglia dove la successione dinastica è la regola aurea, con parenti e famili che ne ottengono tutti i vantaggi, ottenebra le loro menti e non fa pensare alla prospettiva politica, ma solo ai propri interessi.

Roberto Maroni ieri sera sulla sua pagina facebook ha scritto che quella di ieri è stata una “giornata di passione”, ha ringraziato tutti coloro che gli hanno dimostrato amicizia e solidarietà e ha concluso con  “Avanti Tutta !!! Viva la Lega, Padania Libera”. In un certo senso queste parole fanno il paio con quanto annunciato da Bossi attraverso il quotidiano la Padania e cioè che la Lega è più unita che mai “contro il governo dei banchieri”. Tutto ciò sembra voler prefigurare un Carroccio che si presenterà unito e compatto  all’appuntamento di domenica 22 gennaio a Milano, quando magari dal palco parleranno insieme Bossi e Maroni  e dopo tutti potranno andare felici e contenti a mettere le gambe sotto il tavolo.

Se così fosse sarebbe ancora una volta una conclusione all’italiana, a tarallucci e vino tanto per intenderci. Perché, non bisogna dimenticarlo, la Lega che ora tende a dare l’immagine di unità  e di compattezza è sempre quella che solo pochi giorni fa ha contribuito a evitare il carcere all’on. Nicola Cosentino, un signore che magari alla fine potrà pure rivelarsi innocente, ma se fosse stato uno al pari di tutti noi – e non un parlamentare e per di più fondamentale nella mappa del potere berlusconiano – a Poggio Reale ci sarebbe entrato con le manette e fine. E non si capisce perché i signori del Parlamento quando sono accusati di reati gravi devono potersi meglio difendere da liberi e noi poveri cristi che si vada pure al diavolo.  Più casta di così non si può! La Lega che ha contribuito a quel voto, scatenando l’ira dei militanti, è anche la Lega che per anni e anni ha tenuto bordone al Cavaliere di Arcore, mandando a puttane ogni scelta politica degna di questo nome per servire i di lui interessi personali . Adesso presentarsi tutti uniti contro il governo dei banchieri è troppo facile e può servire a convincere solo  i polli, che pure sono ancora molti.

Per dirla in breve la domanda è questa: la Lega ha ancora un progetto politico che non sia quello di conservare il potere dei pochi che hanno in mano le chiavi del partito, a cominciare dal “cerchio malefico”? Maroni, pur essendo stato allineato e coperto nella stagione più deteriore del  leghismo,  in questi ultimi mesi ha alimentato molte speranze nella base, speranze di chi vorrebbe veder spazzata via quella stagione simile alla Libia di Gheddafi degli ultimi tempi. Ma sostituire la “casta” interna attraverso la strada dei congressi  è solo una tappa, non può essere il fine di un progetto politico. Altrimenti  si rischia di dar ragione a coloro che ritengono sia solo un gioco delle parti, con dietro il Berlusca che si frega le mani.

UN TOUR DE FORCE PER ROBERTO MARONI

Tutti ne hanno scritto, Maroni è invitato di qua, ma anche di là. Ora, sta per diventare un vero tour de force, quello dell’ex ministro degli Interni nelle prossime settimane, sempreché decida di aderire anche solo in parte alla miriade di inviti che gli sono arrivati da tutto il nord per partecipare a manifestazioni pubbliche, ad incontri a pranzi e cene organizzate da sezioni della Lega Nord.

A quanto si è appreso dalle agenzie infatti, dalla solo Lombardia sono arrivati all’ex ministro leghista ben 320 inviti e Maroni ha già annunciato che andrà meno a Roma per seguire il territorio.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

27 Comments

  1. Giorgio Milanta says:

    Purtroppo lo scenario tratteggiato nell’articolo e nei commenti conferma che noi padani abbiamo quello che meritiamo; siamo un popolo di beoti, politicamnete incapaci di intendere e volere, dediti solo alle risse fra consimili e miopi fino al punto di non vedere oltre la punta del nostro naso. Geni nell’arte, nella letteratura, nella scienza e nella tecnologia ma a livelli di un’alga primordiale in campo politico.
    Quando riusciamo a esprimere qualche personalità di riliavo come Miglio permettiamo che qualcuno lo tratti come una vecchia ciabatta.

    Per noi non vedo né un futuro e neppure un presente; solo squallore e desolazione.

    Non ho più speranza nella nostra gente, figuriamoci nella Lega Nord.

  2. cogo andrea says:

    MARONI CHE SIA SERIO ? NON FARA’ IL DOPPIO GIOCO ? PER CAPIRE LA VERITA APRIRA’ I TAVOLI DI CONFRONTO ? maitruffe@hotmail.it 347 3076527 MOVIMENTO GIUSTIZIA facebook

  3. ilriformista says:

    da IL RIFORMISTA: L’altra chicca la si scova poi nella dislocazione geografica del neocondirettore di Rai Parlamento (Simonetta Faverio, ex addetta stampa di Bossi) con sede di lavoro a Milano; dove non solo non ha a sua disposizione alcun giornalista da “condirigere”, ma non risulta inoltre che ci sia nessun parlamento da resocontare. Qualche creativo del settimo piano ha azzardato l’idea geniale: potrebbe occuparsi del leggendario “parlamento del Nord” (la propagandistica assemblea inventata tempo addietro dalla Lega). Poi però gli hanno spiegato che aveva sede a Vicenza e non si riunisce più da 4 o 5 anni.
    E così, in una Rai che taglia programmi e produzioni, che ha bloccato da anni ogni avanzamento retributivo per tecnici impiegati e operai, la festa sembra continuare soltanto per il top management. In commissione di Vigilanza la Lei ha sostenuto che le nuove nomine peseranno economicamente solo nel “costo del cotone per cucire stellette ornamentali” sulle divise. Argomentazione questa sì davvero creativa! Chissà che ne penserà la Corte dei Conti dinnanzi alla fila dei neopromossi pronti a battere cassa.

  4. luvio says:

    Alla guida della Lega ci vuole Ronny Mengo di tgcom 24!!! tanto…..

  5. Franco Angeli says:

    No, purtroppo non esiste un futuro per la Lega! Quando e’ stata chiamata a governare ha dovuto svelare la propria pochezza di orizzonti. Solo Miglio avrebbe potuto contribuire a farle una “ideologia di governo” . Invece con gli stessi slogan di sempre, sulla Padania e contro gli immigrati, alla fine ha concluso la sua esperienza politica alla solita maniera. Con i figli successori dei padri e con le poltrone e il potere come unici obiettivi.
    Le prossime elezioni lo diranno. Ai leghisti non resteranno che un po’ di persone per bene a fare i Sindaci. Questo si, bisognerà riconoscerlo, ma resta poco,davvero poco di tutto l’entusiasmo popolare di qualche anno fa! E ancora non si e’ detto nulla degli scheletri negli armadi del sig. Umberto, che sono tanti, forse troppi per continuare ad essere il leader di questo movimento. Quando si diceva che Bossi teneva il Cav per le palle. Purtroppo e’ vero il contrario e lo si e’ visto nella vicenda Cosentino. Cosa serve di più per capirlo? Aprite gli occhi!

    • miky says:

      Ennò, resta la direttrice di Rai Parlamento, Faverio Simonetta, che un posto lo ha conquistato e da quello dirigerà il futuro culturale della Padania e della nazione tutta.

    • l'amico di riccardo says:

      CONDIVIDO in toto, questa volta mi sa il Bossi & C. han passato il segno

      è finito il tempo delle espulsioni facili, che alla fine si resta in minoranza: Castellazzi, Rocchetta,Tabladini, Pagliarini, Comino, Gipo Farassino…ecc…ecc…
      tutti fora di ball, adesso in Piemonte abbiamo Cota che più che fare il sindaco di Torino passa il tempo a scodinzolare a…… che bell’affare che abbiam fatto!

      • ivo boero says:

        evidentemente Cota non fa il sindaco poichè non è il sindaco di torino bensì il presidente della regione piemonte……………ma dove vivi il sindaco è Fassino e Cota sta facendo un ottimo lavoro

        • l'amico di riccardo says:

          hai proprio ragione, imperdonabile lapsus….l’è ‘l guvernatur: peccato che non si veda quasi mai che sta più a MI che a TO che là “tiene” famiglia….qui infatti lo chiamano il presidente fantasma….

  6. simo64 says:

    C’è certamente qualcosa! C’è Zaia che è il maestro nel tener i piedi in due scarpe o magarti anche tre, e sta di qui e sta di là e sta di sù e sta di giù! Mi piace, è un vero Lord, meravigliosso….

    • floriano says:

      MA CHEL SE COPA CHE SE MEIO,

      A XPERO CHE TUTI I VENETHI I VERXA I OCI XE
      NOI VòE NDAR IN TEL FòSO

      SVEIA CA XE ORA ALXEVE

      VENETO STATO.org

      PAR TERA PAR MAR
      W SAN MARCO

  7. uraia says:

    riccardo: ma và a ciapà i ratt va

  8. l'amico di riccardo says:

    aho RICCARDO, arripiate!!!!

    se così fosse dovrebbe esserlo per tutti , anche i comuni mortali che passano gratuitamente del tempo in carcerazione preventiva per poi essere prosciolti

    giudici COMUNISTI: hai per caso idea di quanti passaggi con relativi giudici diversi abbia avuto l’iter del Cosentino?….tutti comunisti congiuranti?
    faccelo tu il piacere: limita i fiaschi di vino se proprio vuoi scrivere qualcosa!

    • Riccardo says:

      io posso limitare i fiaschi di vino, tu invece non porre limiti alla poca intelligenza che hai.

      1- quello che vale per Cosentino (non si arresta una persona solo sulla base di dichirazione di camorristi pentiti) deve valere per tutti, e il giudice che sbaglia deve essere licenzaito e non fare carrirera.
      2- il pm che chiede l’arresto di Cosentino é lo stesso che ha mandato ai suoi colleghi email eversive firmandole Brigate Rosse e ha partecipato a corei dell’estrema sinistra.
      Se non sono tutti giudici comunisti ,lo é pero’ lui mentre i colleghi sono conniventi.
      E NON CAPITE CHE APPOGGIANDO QUESTI PSEUDO ?MAGISTRATI UN DOMANI QUALSIASI P.M: PUO’ FAR CADERE UN GOVERNO CHE NON GLI PAICE ALLA FACCIA DELLA VOLONTA POPOLARE ??
      Bell’intelligentoni che siete. complimenti terroni.

      • l'amico di riccardo says:

        Relatore on. SAMPERI:
        Signor Presidente, onorevoli colleghi, la brevità del tempo a mia disposizione a fronte di un’ordinanza cautelare molto complessa mi impone di darla per letta e adesso la riassumerò brevemente.

        L’inchiesta napoletana si inserisce in un quadro socioeconomico e politico assai degradato dove impera la camorra, quadro peraltro ben noto al Parlamento per essere stato rappresentato nel documento conclusivo della Commissione di inchiesta sulla mafia votato all’unanimità nel 2008. Il contesto è quello delle relazioni tra il ceto politico operante nel comune di Casal di Principe e l’organizzazione camorristica dei casalesi, un’osmosi – come si afferma nell’ordinanza – che genera effetti patologici nei settori più rilevanti della vita sociale e politica di quel territorio: quello elettorale, quello economico, e quello istituzionale.

        Intorno a questo intreccio si muovono enormi interessi economici che si saldano con quelli dei politici nel momento elettorale. I principali protagonisti dell’inchiesta in esame, secondo l’autorità giudiziaria, sono l’allora sindaco di Casal di Principe, Cipriano Cristiano, i fratelli Corvino, Nicola Di Caterino, prima funzionario dell’ufficio tecnico di quello stesso comune e successivamente promotore della realizzazione della costruzione del centro commerciale Il Principe.

        Il Corvino insieme a Cipriano Cristiano e a Di Caterino, tutti imparentati tra di loro e tutti inseriti nel tessuto amministrativo di Casal di Principe, intendono costruire un centro commerciale, ma il terreno non ha i requisiti richiesti per l’edificabilità e occorre un ingente finanziamento. L’iniziativa è volta in effetti a favorire il clan dei Casalesi e segnatamente le famiglie Schiavone e Russo. La mafiosità dell’iniziativa economica è certificata da un imponente quadro probatorio. La realizzazione del centro e i reati commessi per realizzarlo risultano essere finalizzati ad agevolare gli interessi del clan camorristico cui in definitiva, al di là del paravento della società a responsabilità limitata la Vian, il centro stesso era riferibile.

        L’attività di indagine compiuta ha permesso di ricostruire le molteplici condotte illecite concernenti il rilascio del provvedimento di autorizzazione compiute nel corso della lunga e articolata procedura amministrativa che nel 2007 ha portato al rilascio del permesso per costruire: un permesso palesemente irregolare non solo perché si attesta falsamente che la Vian è già proprietaria del terreno ma anche perché adottato in difformità da quanto previsto nel piano regolatore generale. L’altro grosso ostacolo alla realizzazione dell’investimento consiste nella necessità per la Vian di ottenere un finanziamento legale. Si tratta di un affidamento fortemente a rischio perché richiesto in violazione di tutte le prescrizioni imposte dalla Banca d’Italia al fine di evitare infiltrazioni mafiose. Il ricorso al finanziamento ponte bancario è però indispensabile per dare all’operazione un’apparenza lecita. Ma la concessione del finanziamento bancario è quasi impossibile per l’impresa richiedente proprio perché avrebbe dovuto offrire solide garanzie, la dimostrazione di un consistente movimento di affari, una struttura produttiva funzionante. Al contrario la Vian aveva un capitale sociale di diecimila euro, nessun giro di affari, una fideiussione palesemente falsa a fronte di un investimento complessivo di 40 milioni di euro.

        Ciò che viene contestato all’onorevole Cosentino sono proprio due interventi che si rileveranno determinanti per l’avvio del progetto di costruzione del centro commerciale Il Principe e che faranno superare resistenze altrimenti insuperabili. Uno riguarda il rilascio dell’autorizzazione amministrativa, l’altro il finanziamento bancario da parte di Unicredit per 5,5 milioni di euro. Mario Cacciapuoti, dirigente dell’UTC di Casal di Principe che avrebbe dovuto rilasciare il permesso a costruire, era interessato ad ottenere un appoggio politico per garantirsi il rinnovo dell’incarico al momento della scadenza. L’ordinanza del GIP, confermata dal tribunale del riesame sulla scorta di dichiarazioni, intercettazioni telefoniche e ambientali, considera provato l’avvenuto scambio corruttivo tra Mario Cacciapuoti e gli altri indagati avente ad oggetto lo scambio tra la riconferma al posto di dirigente dell’UTC dello stesso Cacciapuoti e gli illegittimi atti amministrativi relativi al costruendo centro commerciale.

        Cipriano Cristiano pone all’onorevole Cosentino la nomina del Cacciapuoti come condizione essenziale. E Cacciapuoti, nel luglio 2006, viene rassicurato dallo stesso Cipriano, dopo un incontro con l’onorevole Cosentino, che tutto è a posto. Effettivamente Mario Cacciapuoti sarà nominato dirigente dell’UTC. Trovano così riscontro le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Raffaele Piccolo, Francesco Della Corte, Vargas, che individuano nell’onorevole Cosentino il referente politico di questa iniziativa.

        Il secondo intervento contestato all’onorevole Cosentino è quello intervenuto sull’Unicredit per favorire l’erogazione del finanziamento in favore della Vian. Tale affidamento, basato su una fideiussione apparentemente concessa dal Monte dei Paschi di Siena e invece acquistata dal mediatore Flavio Pelliccioni in cambio di rilevanti somme di denaro e assegni postdatati, era, come si dice negli atti, palesemente falso, come risulta poi dai documenti sequestrati presso Unicredit. Il 14 febbraio 2007, una settimana dopo l’incontro tra l’onorevole Cosentino e i funzionari della filiale di Unicredit, Di Caterino ottiene il finanziamento. I riscontri sono costituiti da relazioni della polizia giudiziaria, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, accertamenti bancari, intercettazioni e documenti sequestrati.

        Il GIP prima ed il giudice collegiale successivamente concordano nel ritenere che l’erogazione del finanziamento ha ricevuto l’avallo dell’onorevole Cosentino, che ha accettato di recarsi personalmente nell’oscura filiale romana dell’Unicredit per fornire garanzie politiche che fossero più affidabili di quelle economico-finanziarie, assolutamente inesistenti.

        Sul fumus: dai fatti narrati emerge che gli indizi di colpevolezza nei confronti dell’onorevole Cosentino sono gravi e riscontrati, ma se ciò non bastasse, la pronunzia del tribunale del riesame avverso il ricorso proposto dall’onorevole Cosentino costituisce la pietra tombale su ogni e qualsiasi ipotesi di fumus persecutionis, giacché viene chiarito come la magistratura napoletana, ora nelle vesti del giudice per le indagini preliminari, ora nella veste del tribunale collegiale, esamina esclusivamente elementi oggettivi raccolti dagli inquirenti e non mostra alcuna animosità soggettiva nei confronti del collega Cosentino.

        Concludo, signor Presidente: si deve quindi escludere che l’onorevole Cosentino possa essere considerato un perseguitato politico ed è per questo che la Giunta, nella sua maggioranza, chiede all’Aula di poter autorizzare la richiesta fatta dai giudici.

  9. Venetista Indipendentista says:

    Chiunque abbia aperto questo blog e promuove la pubblicazione di questi articoli ha la mia massima stima e rispetto, è un grande !!!! continuate così, i polli devono svegliarsi che forse è già troppo tardi !!!!!

    Un Venetista Indipendentista…

  10. Marcello says:

    Da militante leghista (da una vita) sottoscrivo ogni singola parola di questo articolo.

  11. RADIO TANZANIA LIBERA says:

    Trasmettiamo un messaggio speciale.

    “Umberto Magno e Bobo al gioco delle coppie”

    ripeto

    “Umberto Magno e Bobo al gioco delle coppie”

    Messaggio operativo dal Ministero della Propaganda-Sezione Terza Narice:

    In vista della adunata oceanica del 22 gennaio dove Umberto Magno e Bobo incanteranno la Tribù del Cerchio magico e la setta dei maronisti siete pregati di portare bandiere, striscioni inneggianti a Bobo e Umberto.
    Ricordate: esiste solo la Lega. Ogni altro pensiero è sovversione demoplutomassonica.

  12. Leonardo says:

    LETTERA IN REDAZIONE

    C’è ancora una lega oltre il cerchio malefico?
    Se Ti interessa il parere di un Militante che da 23 anni dedica ” alla Lega”- (Prima £iga per noi Veneti), almeno 7 ore alla settimana, a volte nei momenti di battaglie arriva a dedicarne 15.. Tutto in forma gratuita, spesso pagando di suo..eccomi, sono quì..
    Segretario di sezione in Veneto più volte.
    Segretario di circoscrizione per alcuni mandati.
    Naturalmente ho vissuto l’era Comencini.. e fatto l’amara esperienza di battaglie fratricide, stessi ideali tra noi, ma si combatteva uno contro l’altro, per la soddisfazione di roma e dei suoi tenutari..
    Ho volentieri partecipato alla ricostruzione della sezione Ticinese di Legnano.
    Nei vari direttivi provinciali e delegato ai congressi sempre..
    I miei interventi ai congressi sono nei siti di radio Radicale… sempre molto aprezzati da i media e dai vertici della Lega..
    Ho allevato i nostri giovani militanti e oggi sono nei comuni a farsi le ossa, non come eravamo noi, pieni di buona volonta, ma con una limitata coltura politica..
    Loro sono cresciuti a Pane e lega, hanno frequentato le Migliori università del Veneto, (seconde a nessuno per come preparano le persone di buona volontà) ..
    Oggi loro sono nei comuni e ci rappresentano degnamente, ottimi amminustratori, invidiati dai partiti romani..
    età media 27 anni, alcuni già con 2 lauree, e con esperienza lavorativa alle spalle nelle migliori realtà industriali della regione e internazionali..
    Ecco la risposta alla tua domanda…
    Non c’è un’altra Lega, Ma una lega che Cresce e corre nei territori.. consapevole delle difficoltà amministrative e politiche, una lega che a volte soffre ma che non mollerà mai, qualsiasi cosa succeda, una lega fatta di persone come sono io che hanno passato esperienza ai giovani e che ancora oggi li aiuta a superarele difficoltà.. una lega consapevole che sa di non avere alternative all’unità dei nostri militanti e del movimento politico, una lega che in 2 sere ha mobilitato i social network per far si che non ci fosse una spaccatura nel partito, una lega che fa i congressi davanti a un PC.
    Il mondo stà cambiando, la politica cambia e cambieranno gli uomini che fanno politica.
    Il nostro Vantaggio è essere pronti per il cambiamento con risorse umane che altri si sognano, e che a volte pure la lega non sa di avere a disposizione..
    Questa è la lega che nessuno vuole vedere e che noi “vecchi” militanti habbiamo costruito nel territorio,
    ma esiste e non la fermerà nessuno.
    Luciano Soffiato
    Padova

    RISPOSTA DI LEONARDO FACCO

    Apprezzo la sua passione e credo nella bontà del suo enorme impegno. Ma la mia conclusione è che lei è fuori strada quando pensa che senza Lega non si può stare. Il problema per cui siamo nelle condizioni in cui siamo si chiama Lega Nord (ovvero Umberto Bossi e camarille varie, Maroni compreso).
    Scusi la mia franchezza, ma la strada dell’Indipendenza del Nord (Veneto, Lombardia o Padania) passa dalla fine di questa grande menzogna chiamata LEGA NORD.
    Buona domenica

    • gianluca says:

      Caro Soffiato, io non metto assolutamente in dubbio che esista la Lega che lei descrive, ma penso che le scelte e i comportamenti dei vertici della Lega in questi anni e in questi giorni rischiano di avvizzire, se non far morire, la sua Lega.
      Gianluca Marchi

    • Sante says:

      temo, e cito ::
      è la “limitata coltura politica” ke vi fotte.

      l’unica cOltura alla quale siete abilitati è quella degli avannotti.

  13. Teoderico says:

    Quale ex-leghista, deluso dalla deriva affaristica che il Movimento ha intrapreso dopo l’11 marzo 2004 (giorno in cui Bossi venne colpito da ictus cerebrale…), credo che all’interno del Carroccio non ci sia nessuno in grado di rinnovarne con coerenza e vigore le sacrosante istanze iniziali… Nemmeno Roberto Maroni (nella cui squadra non manca gente con pesanti scheletri nell’armadio…). Meglio unificare tutti i Movimenti autonomisti padani extra-Lega e sperare nasca al più presto una figura carismatica in grado di trascinare questo nuovo soggetto… Anche con le ragioni politico-economiche migliori, senza carisma non si va nessuna parte… Bossi docet…

  14. druides says:

    Il cerchio magico deve sparire. vassalli e valvassori, (tra l’altro tutti millantatori di lauree e titoli di studio fasulli) devono andare lavorare davvero.

  15. lory says:

    forse ora Bossi e il cerchio magico hanno calato le braghe con Maroni

  16. Riccardo says:

    “ha contribuito a evitare il carcere all’on. Nicola Cosentino, un signore che magari alla fine potrà pure rivelarsi innocente, ma se fosse stato uno al pari di tutti noi – e non un parlamentare e per di più fondamentale nella mappa del potere berlusconiano – a Poggio Reale ci sarebbe entrato con le manette e fine.’
    MA STA SCHERZANDO????
    VUOLE CHE TUTTI NOI FACCIAMO LA FINE DI MANNINO, ex minsitro dc, CHE HA FATTO 23 MESI DI GALERA E POI RISULTATO DEL TUTTO INNOCENTE????????
    VUOLE CHE IL PM COMUNISTA CHE HA CHIESTO l’ARRESTO DI COSENTINO SULLA BASE DI DICHIARAZIONI DI PENTITI CAMORRISTI SCELGA IL GOVERNO ANCHE CONTRO LA VOLONTA’ POPOLARE??? .
    .Ma mi faccia il paicere!!!!

Leave a Comment