C’è ancora un futuro per l’Italia? Se ne parla al Pio Manzù di Rimini

di CARMINE CASTORO

C’è spazio per l’Italia fuori dalla crisi? È questo l’interrogativo che pone quest’anno il Centro Pio Manzù agli esperti che si daranno appuntamento dal 12 al 14 ottobre a Rimini per la 43a edizione delle Giornate di studio internazionali, che porta il titolo emblematico: “Italia. Osservatorio internazionale sul Bel Paese, incubatore della crisi sistemica”.

Ad affrontare i problemi che ormai sentiamo quotidianamente in TV e leggiamo sui giornali saranno economisti, politici, giornalisti, imprenditori, storici e ricercatori, tecnici. Ognuno darà il proprio contributo per costruire l’Italia del domani. Più dello spread e del caro benzina fanno paura infatti l’immobilismo e la mancanza di prospettive occupazionali. Quali risorse e risposte concrete hanno i giovani per vivere in Italia? O è necessario per loro prendere la via dell’estero, come un tempo hanno fatto gli emigranti dal Sud d’Italia e da altre regioni, come il Veneto? E quelle storie possono ancora insegnare qualcosa? Se ne discuterà nel primo dei panel previsti, nella giornata di apertura, venerdì 12 ottobre, “Social netjob: emigrazione e immigrazione intellettuale. La fuga dal Bel Paese”. Ma il tema del lavoro e dell’imprenditoria saranno al centro anche del secondo workshop proposto, dal titolo: “La spina dorsale: scenari e destini delle piccole e medie imprese italiane”. Un incontro di grandissimo interesse per tutti gli imprenditori, che potranno trarre indicazioni concrete per entrare nei mercati esteri come Stati Uniti, Cina e Brasile dove il prodotto italiano è altamente apprezzato.

Favorire nuovi scenari per lo sviluppo è sempre stato il fulcro di ogni riflessione proposta dal Centro Pio Manzù, che vorrebbe – spiega il segretario generale, Gerardo Filiberto Dasi – “dare un contributo costruttivo al rilancio del Paese, ponendo l’Italia, ancora una volta al centro di un sistema molto più grande, fatto di persone, idee, progetti. Per questo pensiamo le Giornate come un immenso laboratorio, dal quale possano uscire risposte concrete che volentieri prestiamo al Governo e a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco. Basta piangersi addosso, è il momento dei fatti”.

Da qui nasce uno degli appuntamenti forse più interessanti nell’ambito delle Giornate di quest’anno, quello dell’incontro dedicato alla cooperazione fra Italia e mondo arabo, in programma sabato 13 ottobre, dal titolo “C’era una volta il Mediterraneo” al quale interverranno vari ministri dei Paesi arabi. “Per l’esperienza ormai quarantennale del Centro – prosegue Dasi – posso affermare con certezza che l’Italia è ancora molto attrattiva per i Paesi del Medio Oriente che intendono investire qui, anche per un fattore non secondario, perché amano la nostra cultura, la nostra arte e la nostra moda”.

E proprio al fascino elevato che esercitano l’arte e la cultura italiana nel mondo è dedicato il workshop conclusivo delle Giornate, che si svolgerà domenica 14 ottobre, nel pomeriggio, per riflettere sui vantaggi che deriverebbero da un’adeguata valorizzazione del nostro straordinario patrimonio artistico e culturale, particolarmente in questa fase di debolezza economica del Paese.

Com’è tradizione, la manifestazione sarà ripresa in diretta televisiva da RaiDue che manderà in onda uno speciale dal Teatro Novelli di Rimini domenica mattina, durante la seduta plenaria, nel corso della quale interverranno personalità da molte aree del mondo, come il Principe di casa reale saudita Salman bin Abdulaziz bin Salman Al Saud, e verranno consegnate le onorificenze dello Stato italiano. Ospite d’onore della 43° edizione delle Giornate Pio Manzù, il giovane saudita riceverà la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica domenica 14 ottobre alle ore 10 nel corso proprio della seduta plenaria. Oltre al giovane erede al trono saudita ci saranno anche Rafik Abdessalem, ministro degli Affari Esteri tunisino, Saad-Eddine El Othmani, ministro per la Cooperazione e gli Affari Esteri del Regno del Marocco, Walid Al Khobaizi, capo dipartimento per l’Europa del Ministero degli Affari Esteri del Kwait.

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