Ruby, un processo che prolunga la vita politica di Berlusconi

di CLAUDIO ROMITI

La surreale vicenda del processo Ruby ha fatto emergere con grande chiarezza molte delle anomalie del Paese di Pulcinella. In primis, occorre dirlo con chiarezza, risulta imperdonabile la leggerezza quasi maniacale di un Berlusconi il quale, pur sapendo di avere il fiato sul collo di una parte della magistratura, si è mosso con irresponsabile imprudenza, stabilendo una serie di frequentazioni a dir poco imbarazzanti per un presidente del Consiglio.  Ma ciò che è successo con il caso Ruby supera ogni immaginazione.

Nemmeno si dovesse indagare sul più grande criminale della storia, è stata portata avanti una inchiesta giudiziaria senza precedenti sul piano degli enormi mezzi impiegati. Per non parlare di un impianto accusatorio eufemisticamente discutibile. Su questo piano, pur non condividendo molte sue posizioni, debbo dar ragione a Vittorio Sgarbi quando, nel corso del programma radiofonico “La Zanzara”, ha sottolineato la macroscopica contraddizione presente nell’arringa dell’inquisitrice Boccassini. Costei infatti, chiedendo una pena assolutamente sproporzionata, ha contemporaneamente puntato il dito contro la presunta vittima della supposta prostituzione minorile, dipingendola come una scaltra sfruttatrice della situazione di cultura levantina, accusando però l’ex premier di aver abusato della sua giovane età in cambio di soldi. Inoltre, Sgarbi ha correttamente spiegato la differenza sostanziale – nel caso si dimostrasse una certa frequentazione sessuale di Berlusconi con giovane Ruby, alias Karima El Mahroug – di una o più prestazioni richieste a chi si prostituisce, trattandosi normalmente di persone sconosciute o quasi, rispetto ad una donna inserita regolarmente nel proprio ambiente domestico. In questo caso si dovrebbe parlare di quelle figure femminili che una volta venivano definite col termine di mantenute. E non mi risulta che mai nessun individuo sia stato condannato per questo inesistente reato.

Ma la più grande anomalia che sta emergendo da questa ennesima vicenda giudiziaria che vede coinvolto il Cavaliere consiste nella reiterazione dell’assurdo, quanto controproducente tentativo di eliminare il leader del Pdl attraverso la scorciatoia dei processi, anziché cercare di metterlo in difficoltà su un piano strettamente politico. Ciò, prescindendo dall’esito finale degli ultimi procedimenti giudiziari, continua a rappresentare un grande sostegno elettorale per Silvio Berlusconi, rinforzando tra i suoi molti sostenitori l’idea che tra le principali cause dei suoi indubbi fallimenti di governo vi sia un tale, evidente accanimento giudiziario.  D’altro canto, ad affiancare alcuni Pm particolarmente accaniti su questo fronte vi è tutta una schiera di operatori dell’informazione, in questo momento molto numerosi nel sempre più radical-chic palinsesto de La7, che perseverano in una assurda demonizzazione dell’uomo di Arcore, nella quale si fa sempre più fatica a trovare qualche minimo elemento di realtà politica.

Sotto questo aspetto, se Berlusconi campasse altri 50 anni, i suoi indiretti grandi elettori del calibro della Boccassini e della Gruber, di Santoro, Travaglio, Formigli e tanti altri accaniti compagnucci della parrocchietta lo terrebbero sulla breccia per almeno altre 10 legislature. Con buona pace di chi auspica che il dibattito politico si sviluppi esclusivamente sul piano dei contenuti. Contenuti che, mi trovo costretto a ripeterlo fino alla nausea, sul piano delle tante riforme liberali promesse dal Cavaliere gli farebbero meritare una condanna politica senza appello. In un Paese  “normale” Berlusconi non sarebbe già finito in galera, così come continua a ripetere come un mantra Beppe Grillo, ma avrebbe da tempo concluso la sua carriera di leader politico. Ma in codesta landa desolata che chiamano democrazia  può accadere di tutto, ahinoi!

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

14 Comments

  1. Veritas says:

    Calciatori, attori, cantanti et similia, grandi evasori che si sono riconciliatri col Fisco che avevano evaso ma per il Berlusca ci vuole solo il carcere? E’ giustizia???

  2. luigi bandiera says:

    CHE SCHIFO di TALIBANANìA.

  3. oppio49 says:

    in una repubblica delle banane come l’itaglia esiste una casta, questa sì che è una casta di intoccabili, che decide di spendere 10 milioni di euro di nostri solo per stabilire se il berlusca, che, per inciso ha 76 anni e probabilmente gli tira si e no due volte l’anno, si è inchiappettato la pollastra marocchina… E CHI SE NE FREGA… se lo ha fatto buon per lui.. ma questa casta di sinistra inarrestabile se non con mezzi spicci, molto spicci, spende i nostri soldi solo per condannare un vecchio marpione ammalato di figa (sempre meglio di quel finocchio di Marrazzo che andava con i trans ma lui poteva perchè andare con i trans è di sinitra). nemmeno in questa repubblica delle banane tutto ciò è intollerabile. io, nel mio piccolo. ho calcolato che la mia quota di soldi per pagare questa inchiesta è di circa duecento euro che provvederò a detrarre dalle tasse alla faccia della casta.

  4. un analisi molto buona on cui concordo. La bocassini e suoi amici giornalisti non sapendo fare il loro lavoro non fanno altro che sostenere berlusca sul piano politico con il rischio che alle prossime elezioni ottenga un ulteriore successo.

  5. Diego Tagliabue says:

    L’anomalia più grande è che il PCI/PDS/ULIVO/DS/UNIONE/PD ha governato per 9 degli ultimi 20 anni e non ha mai tolto manco una delle leggi ad personam di Berlusconi.

    Motivo: ne approfittano pure i 400 indagati del “partito diversamente onesto”.

  6. Roberto Porcù says:

    La legge è uguale per tutti, ma per i maiali è più uguale che per gli altri.
    Io cerco di seguire i fatti di cronaca, ma qualcosa potrebbe essermi sfuggito.
    Qualcuno di voi ha notizia di indagini sui fatti di Roma che videro coinvolto Marrazzo?
    Se ricordo bene, perché nessuno me ne ha rinfrescata la mente, c’era cocaina che girava e, mi pare tre persone morte ammazzate.
    Sapete di una procuretta di periferia che stia cercando di vederci sotto?

    • Veritas says:

      Vero, sul caso Marrazzo tutto tace e pare che lui voglia riprendere il suo posto in TV!
      Ma siamo in tanti a ricordarcelo, ci sono stati anche dei morti e non ci sono Boccassini che tengano…
      Nessun premier è stato mai controllato, certamente anche pedinato, come Berlusconi, certi servizi hanno lavorato proprio duro,,,,
      Quanti soldi sprecati! E per che cosa?
      Per far fare all’ Italia gran brutte figure nel mondo; poi dicono d’amarla.
      Toto’,il grande; “Ma mi faccia il piacere..”

  7. Alessandro F. says:

    D’accordo al cento per cento. L’evidente, e assurda, persecuzione giudiziaria dell’uomo di Arcore impedisce ogni seria discussione sul fallimento della sua promessa di una “rivoluzione liberale”. Il Berlusca dovrebbe essere processato per avere pronunciato invano la parola “liberale” altro che baldracche e donnine varie che saranno bene affaracci suoi.

  8. al says:

    mi associo, articolo esemplare. Complimenti

  9. Franco says:

    Condivido il punto di vista di Romiti..Penso che se Berlusconi non fosse proprietario di tre reti televisive sarebbe già nel dimenticatoio. Altri personaggi forse peggio di lui, sono tranquillamente lasciati operare a produrre nefandezze.

  10. Articolo esemplare. Diritto al punto. Congratulazioni

  11. Raoul says:

    Giustizia borbonica e le carceri sono una negazione di Dio!

Leave a Comment