Sondaggio in Catalogna: al referendum sì all’indipendenza per il 55%

di REDAZIONE*

Quasi tutti i partiti che hanno appoggiato la manifestazione dello scorso 11 settembre vedono aumentare i propri consensi, secondo il sondaggio Feedback apparso sul giornale catalano “La Vanguardia”.

“Convergencia y Uniò” del Premier Artur Màs è la formazione che capitalizza maggiormente l’accelerazione sovranista in atto. In un contesto di crisi e politiche di rigore, infatti, CiU migliora di quasi cinque punti la sua previsione di voto e si colloca ad un soffio dalla maggioranza assoluta nel locale parlamento. Se le elezioni si disputassero oggi, CiU otterrebbe 66 o 67 seggi (di contro agli attuali 62).

Anche ERC (sinistra repubblicana indipendentista) crescerebbe da 10 a 13 seggi e ICV (sinistra eco-socialista) passerebbe, dal canto suo, da 10 a 12 deputati. Fra i partiti presenti alla manifestazione solamente SI (Solidarietà per l’Indipendenza) accuserebbe un calo, passando da tre a due eletti. Sull’altro piatto della bilancia (quello in perdita) i socialisti del PSC e i popolari.

I socialisti catalani registrano una nuova caduta raggiungendo percentuali per loro inedite (passerebbero dagli attuali 28 seggi a non più di 21), mentre i popolari perdono due o tre postazioni (da 18 a 14-16). Al di fuori del blocco sovranista l’unico partito che migliora le posizioni è la lista Ciutadans (cittadini) capace a propria volta di incrementare la propria rappresentanza di una unità.

Analogamente il sondaggio, realizzato su un campione di 1200 intervistati tra il 21 ed il 27 settembre, vale a dire dopo la “Diada”, l’incontro tra Màs e Rajoy e nella stessa settimana dell’annuncio di elezioni anticipate, riflette un appoggio massiccio alla proposta di convocazione di un referendum sul futuro della Catalogna: l’83,9% si pronuncia infatti a favore e solamente il 14,9 la rifiuta. Quanto all’intenzione di esprimersi in merito all’indipendenza, il 54,8% voterebbe Sì, il 33,5% NO e il 10,6% non sa o non risponde.

*La Vanguardia – Traduzione di Salvatore Antonaci

 

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20 Comments

  1. indipendente says:

    complimenti a tutti bei discorsi belle congetture se… se… se…. ma voi siete contenti della vostra bella italia?

    io sinceramente NO.?

    cosa lascio a mio figlio cosa consiglio…
    di studiare? le scuole statali utlimamentei ci siete stati dentro una scuola?
    di trovarsi un lavoro e poi?
    lavorare come schiavo per questa bella italia
    o consiglio di scappare per farsi una vita…
    è giusto tutto ciò? è libertà questa?
    e dopo in tv senti i porcai che fanno giorno dopo giorno

    pensateci…

  2. fabio ghidotti says:

    i Catalani stanno molto meglio di noi.
    La Spagna attuale nasce dall’unione di due corone, e non l’ha mai dimenticato. Non c’è stata la brutale piemontesizzazione di tutto il resto (che poi sia diventata altro, è successo dopo).
    Basta leggersi la Costituzione spagnola, che parla di “popoli spagnoli”, al plurale.
    Per questo il concetto di secessione ha un suono diverso. Quando sarà il momento, tutto sarà pacifico.
    Da noi c’è invece sicuramente qualcuno che è pronto a uccidere per impedirlo. Quanti? Dipende dalla credibilità che le proposte separatiste saranno riuscite ad acquisire. Dobbiamo puntare a far vergognare gli italiani di essere tali. E non parlare d’altro….

  3. lafayette says:

    Diciamo che è altamente probabile che dalle prossime elezioni anticipate potrebbe uscire fuori un “blocco sovranista” vicino ai 2/3 della rappresentanza legislativa. Ecco perchè la tendenza registrata dagli ultimi sondaggi potrebbe essere financo prudente. L’ impressione di molti è che si sia innescata una dinamica oramai quasi irreversibile a favore dell’indipendenza. Ovviamente prescindendo da eventi al momento imprevedibili che bisogna purtuttavia sempre tenere in conto. Uno stato centrale, democratico o no, difficilmente rinuncia senza combattere al proprio monopolio territoriale. La speranza è che si limiti ad una lotta entro gli argini della legalità. Ma i dubbi in merito, come sappiamo, sono più che corroborati da un’esperienza secolare

  4. Culitto Salvatore says:

    non è una quota insignificante, ma non è sufficiente per ottenere qualcosa di utile se non “guerra civile”

    • Gian says:

      è vero ciò che dici se parti coll’italico presupposto di non rispettare la volontà popolare, ovvero se i catalani voteranno democraticamente per la secessione la guerra civile scoppierà solo se gli spagnoli non vorranno accettare l’esito di una manifestazione di democrazia. ma chissà perchè tutti quelli che sbandierano la guerra civile si dimenticano sempre della cecoslovacchia e a tanti altri casi simili.

      • lafayette says:

        Penso e spero che, qualora la Catalogna ed altre comunidades decidessero di tentare il gran passo, il Regno di Spagna abbia il buon senso e l’accortezza di non ostacolare l’esercizio della volontà popolare con mezzi violenti e coercitivi. Come accadde con la Cecoslovacchia, perlappunto e come, ne sono sicuro, accadrebbe con la Scozia o le Fiandre in un futuro abbastanza immediato

      • Culitto Salvatore says:

        la guerra civile può scoppiare se il 45% della popolazione,stiamo parlando di metà e metà di un popolo che non ha idee chiare e che se si divide fa metà scontenti, si mette a fare la stessa cagnara per la riunificazione o non secessione…

        • floriano says:

          CULITU SALVATO’RE

          DA QUI SI CAPISCE QUANTO SIETE CONTENTI DELLE SCHIFEZZE SUBITE PRIMA E DOPO 150, DALL’U-NI-TA’/ DI QUESTO STATO, CHE ORMAI HA L’UNICO DIRITTO DI FALLIRE, ANCHE A CAUSA DEI MANTENUTI DE SUDDE,

          SEMPRE PRONTI A TRADIRE COME NEL PERIODO BORBONICO,

          E AD UCCIDERE CHI ORAMAI DOPO 150 E’ STANCO DEI SOPPRUSI DI QUESTO STATO
          VUOLE RIVENDICARE LA PROPRIA LIBERTA’ PER IL FUTURO SUO E DEI PROPRI FIGLI, LONTANO DA CLIENTELISMI MAFIOSOPOLITICI, MASSONICI,
          COMPLIMENTI DAVVERO.

          W SAN MARCO
          W I VENETI LIBERI DALL’ASSOLUTA POLITICA ITALICA MAFFIOSA CLIENTELARE E MASSONICA.

  5. lafayette says:

    ah ecco…perchè tu lo sei di sicuro. Nessun dubbio su questo. Se ti sembrano numeri insignificanti buon per te

  6. Lucky says:

    ahahahah, solo il 55? per queste cose c’è bisogno di un plebiscito bulgaro però in queste pagine ci hanno venduto una catalogna compata per la secessione mentre quasi metà non la vuole!!!! siamo seri dai

    • Milanesun says:

      i sondaggi vanno capiti.
      C’e anche un 10,6% che non risponde.
      Di conseguenza i favorevoli sono poco sopra il 60% ampiamente sopra la maggioranza

    • Salvo says:

      Quoto…giorni fa si parlava di “3/4″….in realtà credo che sia la prima volta che si supera la soglia del 50%, anche se si tratta pur sempre di un sondaggio.

      Pochi anni fa ci fu un referendum effettivo, ma i SI all’indipendenza furono circa il 40%, forse qualcosa meno.

      In realtà in Catalogna gli “stranieri” sono tanti, a Barcellona soprattutto….questi probabilmente non sono interessati alla vicenda oppure sono contrari.

      • lafayette says:

        L’accelerazione in corso potrebbe rendere presto questi numeri superati. E, ripeto, non credo che il processo possa essere in qualche modo invertito. Con un pizzico di enfasi si può parlare di momento(un momento lungo mesi, forse qualche anno, non di più) epocale. Più causa l’effetto-domino per tutto il continente che per l’indipendenza(non certo imprevedibile) della stessa Catalogna

    • Gian says:

      guardala dall’altro punto di vista: i contrari alla secessione sono solo il 33,5%.

    • Gian says:

      guardala dall’altro punto di vista: i contrari alla secessione sono solo il 33,5%.

      • lafayette says:

        I conti tornano, infatti…si prevede un’assemblea per 2/3 sovranista, quanto legalmente basterebbe per modificare la costituzione o statuto locale. Ma la valanga rischia di travolgere il PSC. All’interno dei socialisti catalani, infatti, molti sono favorevoli all’opzione massima e non si contentano più del federalismo sbandierato dai loro leaders. Alla fine dei conti, quindi, gli unici contrari sarebbero i popolari ed il loro 15% scarso. e qualche listarella di estrema destra

    • Radimiro Dragovic says:

      In democrazia di solito la maggioranza vince. Puo’ darsi che la questione Catalana finisca tutto in una bolla di sapone e che Barcelona e Madrid trovino un accordo ?
      Io ovviamente tifo per una Catalunya indipendente che creerebbe un effetto domino anche in altre parti dell’Ue.
      Stamattina a Radio Padania Libera ho dichiarato che l’ indipendenza virtuale quella del 15 settembre 1996 a Venezia non serve, se non accompagnata da fatti concreti. Questo vale sia per quella Padana ed anche per la Veneta, Lombarda ecc…
      Tutti gli indipendentisti sono i benvenuti tra i miei amici su Fb e quindi gradirei avere tante richieste in tal senso, anche con quelli che ho avuto dissapori in passato. Io attualmente sto ancora con la Ln, ma cio’ non mi impidisce di ragionare con la mia testa !

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