CATALUNYA: ECCO I SOCIALISTI “SOVRANISTI”: FAVOREVOLI AL REFERENDUM

di SALVATORE ANTONACI

Sembrava che la bufera scatenatasi sui socialisti catalani, dopo aver spazzato brutalmente un’esperienza di governo della durata non effimera di sette anni (più o meno coincidenti, a livello nazionale, con l’era Zapatero) si fosse per il momento chetata consentendo ai notabili della rosa nel pugno locale di lucrare sulle difficoltà dell’attuale governo nazionalista di Artur Màs, alle prese con l’improba fatica di far quadrare i conti disastrati della Generalitat. Ebbene, mai cullarsi nella bambagia di una simile illusione fu cosa più deleteria per un movimento politico che era riuscito a diventare la stella polare di questo avamposto orientale di Iberia con le sue centinaia di amministratori locali e decine di parlamentari .

Ora, infatti, il partito rischia una frattura interna che ne sancirebbe la oramai totale irrilevanza politica. Dell’altro ieri la notizia che 145 militanti di rango del PSC, tra cui 4 (ex) deputati regionali (ex, viste le elezioni anticipate convocate per il prossimo 25 novembre) un’europarlamentare ed un onorevole del Congresso, hanno diffuso un manifesto dai toni a dir poco perentori nel quale si sposa in toto la causa dell’autodeterminazione in ossequio alla volontà popolare espressasi in maniera evidente con la gigantesca manifestazione della Diada , lo scorso 11 settembre.

Secondo i firmatari del documento è necessario “un nuovo patto trala Catalogna ed il resto della Spagna che garantisca il diritto di autodeterminazione dei catalani e la convocazione di un referendum da parte del parlamento”. La sfida al gruppo dirigente del PSC è dunque frontale; né basta a stemperare il clima quella che sembra più una clausola di stile utilizzata dagli ammutinati: il nuovo Stato catalano dovrebbe, non si sa per quale divina alchimia, restare parte integrante del regno di Spagna pur dovendo solennemente rendere dichiarazione di sovranità. Sottigliezze politiche per evitare la responsabilità diretta di una rottura catastrofica, con ogni evidenza. Comunque sia, uno dei notabili più importanti, Ernest Maragall, ha già annunciato la presenza di una lista di socialisti “sovranisti” in vista dei comizi elettorali imminenti. Con quali conseguenze per uno schieramento dato in caduta libera in tutti i sondaggi è facile immaginare.

Il detonatore della crisi, come già accennato, la repentina accelerazione sovranista apparentemente imposta dall’attuale Presidente Màs, ma in realtà matura da diversi anni. Almeno da quando gli stessi socialisti, al governo con gli indipendentisti dell’ERC e gli eco socialisti appoggiarono uno Statuto molto spinto in senso autonomista brutalmente affondato dal Tribunale Costituzionale, la massima assise giudiziaria del Reame. Memori di quella lezione, i maggiorenti locali del partito, a cominciare dall’attuale leader Pere Navarro hanno tentato di tenere lontano lo spettro del fallimento e di far dimenticare all’elettorato la gravità dello smacco subito. Impresa destinata al fallimento, come si è visto.

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One Comment

  1. caterina says:

    tutto da imparare… forza Leaders veneti, venite fuori, abbiate coraggio!

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