Catalunya indipendente, Mas: “Non scarto una dichiarazione unilaterale”

di SALVATORE ANTONACI

Come la Crimea? Il presidente della Generalitat della Catalunya, Artur Mas, non esclude una dichiarazione unilaterale di indipendenza, anche se ammette che questa non sarebbe “la soluzione ideale, né la migliore, nè quella che vorremmo”. Mas ha detto in una discussione con più persone, pubblicata su “El Periodico”, che questo strumento “non si può escludere” se non si troverà un accordo diverso con Madrid.

Il presidente ha aggiunto che “non trovare accordi con il governo centrale non è un’opzione accettabile, sarebbe un errore molto grande.” Mas inoltre ricorda anche le questioni economiche e sociali aperte e ricorda che “abbiamo il 20% in meno di reddito per tre anni”. Mas sostiene che il processo verso la sovranità “non sta rompendo la convivenza in Catalogna”, ma che la convivenza sarebbe messa in pericolo solo se “i catalani non potessero decidere del loro futuro”.

Mas, parlando della roadmap per i prossimi mesi, dice che non può essere completamente esclusa dichiarazione unilateriale di indipendenza, dopo che le elezioni han affermato la volontà indipendentista e dopo che lo Stato centrale ed i tribunali cercano di negare l’evidenza. Aggiunge Mas che il processo non è una questione di “mera identità”, ma soprattutto della necessità di “disporre di strumenti” e “giocare con gli stessi strumenti degli altri Stati”.

Il riferimento del presidente è alle “decisioni difficili” prese dal suo governo, per via di un deficit che gli viene imposto da Madrid. Assicura che i tagli fatti “hanno toccato l’osso”, e lo afferma ricordando che lui “non è un professionista della politica, ma un uomo che ha lavorato per anni nel settore privato”.

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6 Comments

  1. Giancarlo says:

    La Crimea in tutta probabilità è già perduta per Kiev, perché nononstante i proclami né l’America né l’Europa hanno intenzione di morire per Sebastopoli. I guai grossi verranno se la Russia pretenderà di organizzare referendum simili anche nell’Ucraina orientale, a quel punto ci potrebbe essere un irrigidimento da parte dell’occidente, che potrebbe applicare sanzioni incisive a cui la Russia potrebbe rispondere con controsanzioni, in una escalation che non si sa a cosa potrà portare. Una cosa è quasi certa: la UE sarà molto più ostile alle istanze indipendentiste che dovessero manifestarsi al suo interno, ovvero le varie Catalogne e Scozie potrebbero davvero essere lasciate fuori dell’Unione.

    • Dan says:

      >> ovvero le varie Catalogne e Scozie potrebbero davvero essere lasciate fuori dell’Unione.

      Magari fosse così. Non c’è convenienza a rimanerci dentro.
      Il punto è che è proprio ciò che non vogliono

    • indipendentista says:

      La Russia campa sul gas e sul petrolio che riesce ancora ad esportare, e campa male (parlo della gente comune). Sei mesi di sanzioni e il popolo va alla fame, altro che controsanzioni. Per quanto riguarda l’Europa ha tutto l’interesse di indebolire gli stati nazionali attuali favorendo gli indipendentismi. Scozzesi e catalani lo hanno capito, solo Gordo fa “l’italiano vero” antieuropeo. Lui poi che votò il Trattato di Lisbona. W la coerenza.

  2. som mb says:

    Mas non ha affatto paragonato la Catalogna sovranista alla Crimea occupata. Al contrario ha preso le distanze dal plebiscito farsa organizzato dalle truppe russe e dai collaborazionisti locali:

    http://www.20minutos.es/noticia/2086403/0/artur-mas/no-descarto/declaracion-unilateral-independencia/

    “Mas ha marcado distancias entre el referéndum de Crimea y el proceso soberanista en Cataluña y ha garantizado que los catalanes son como el bíblico David y lograrán vencer a su Goliat con “astucia, determinación y voluntad”.

    • Leonardo says:

      Antonaci non parla di uguaglianza nel processo indipendendista, Antonaci dice che così come la Crimea ha dichiarato unilateralmente la propria indipendenza (come fece il Kosovo a suo tempo), allo stesso modo Mas non esclude la dichiarazione unilaterale d’indipendenza. Quindi lo strumento, non il processo.

  3. Gianfrancesco says:

    non è un professionista della politica, ma un uomo che ha lavorato per anni nel settore privato

    a differenza di tanti nostri politici…

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