Catalunya Indipendente, l’80% dei catalani favorevole al referendum

di REDAZIONE

L’opinione pubblica spagnola appare divisa sulla possibilità che il governo centrale autorizzi la celebrazione di un referendum sull’autodeterminazione in Catalogna, secondo un sondaggio realizzato dalla società Feedback per il quotidiano La Vanguardia.

Il 51% dei consultati – riporta l’Ansa – è contrario a un via libera dello Stato alla consultazione, anche se quasi il 45% accetterebbe tale eventualità. Ma il numero dei contrari aumenta sensibilmente fra gli elettori del Partido Pupular (83%) e fra quelli del costituzionalista Partido Unione, Progreso y Democracia (67%). D’altra parte, fra gli elettori degli altri partiti di opposizione, le posizioni a favore di autorizzare una consultazione indipendentista sono maggioritarie: il 61% degli elettori del Partido Socialista catalano, oltre il 70% di quelli di Izquierda Unida, il 93% di quelli di Convergencia i Union e il 100% degli elettori di Esquerra Republicana de Catalunya.

Il sostegno alla celebrazione di un referendum per lo Stato nazione catalano è maggiore fra le donne (49% a favore e 41% contrarie) rispetto agli uomini (41% a favore e 58% contrari).

I dati, disaggregati territorialmente, indicano che in Catalogna il numero complessivo dei favorevoli all’autorizzazione di un referendum sulla sovranità sono circa l’80% degli intervistati, mentre a livello nazionale, la percentuale scende a un 37% e i contrari superano il 58%.

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5 Comments

  1. Tito Livio says:

    E’ anni che sento dire che è l’anno buono per l’indipendenza catalana…e intanto gli anni passano.

    • Giancarlo says:

      Non è sicuramente facile, gli ostacoli sono enormi, e i catalani hanno anche lo svantaggio di una lingua minoritaria, non parlata fuori dal loro paese, che deve competere con lo spagnolo, una delle più parlate al mondo e mediaticamente più forti. Poi via via che si avvicineranno alla meta Madrid tenterà l’impossibile pur di fermarli, anche il ricorso alla suprema corte della galassia di Vega. Però hanno dalla loro una volontà popolare che si esprime a milionate, come si vedrà il giorno della diada. L’unico paragone possibile, in termini di possibilità concrete e relistiche, è con la Scozia e forse con il Belgio, dove valloni e fiamminghi vivono praticamente da separati in casa. Nemmeno il tanto strombazzato Sudtirolo può competere, ha il vantaggio di avere una lingua parlata da 100 milioni di persone, ma anche il grave handicap di una minoranza di lingua italiana per nulla disposta a farsi coinvolgere in una secessione e che in ogni caso ricorrerà proprio a quel diritto delle genti qui citato tanto spesso. A proposito, il sondaggio promosso da StF sta già perdendo pezzi.
      Tutti gli altri possono solo guardare e non toccare, ammirare e inchinarsi con deferente invidia. Un sorriso e un velo pietoso per la fantomatica Padania.

      • L'incensurato says:

        Come mai tutta questa indulgenza,che per altri non si e’ vista? Ci vuole coerenza: sono tutti venduti cadregari inetti falsamente secessionisti (e magari appartenenti a un misterioso “circulo magico”). Padania Libera..

  2. eridanio says:

    Domani
    per gli amanti delle manifestazioni non perdetevi
    “la via catalana” catena umana per tutta la Catalogna
    http://www.lavanguardia.com/politica/20130910/54380035361/via-catalana-presencias-ausencias.html
    in occasione de “la diada” festività nazionale

    vi invita personalmente Artur Mas

    http://file02.lavanguardia.com/2013/09/10/54382245625-url.pdf

  3. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Indipendentisti di tutta Europa UNITEVI per creare quella grande forza politica innovativa e faro per tutti coloro che vorrebbero raggiungere il progetto comune di abbattere gli Stati centralisti ottocenteschi, despoti, Moloch (fautori di guerre fratricide secolari), e la relativa partitocrazia corrotta e del malaffare figlia degenere della democrazia rappresentativa per costruire nel terzo Millennio una nuova Europa dei Popoli, articolata e governata dalla D.D.- Sovranitá Popolare. Ogni Popolo verrebbe individuato dalla Storia, Lingua, Cultura, Tradizioni (attraverso una tavola rotonda internazionale formata da storici e studiosi) e ogni aggregazione verrebbe successivamente confermata dal voto popolare di quei comuni le cui radici ne richiamano l’appartenenza. Stabilito il nuovo assetto europeo i Popoli che lo vorranno, potranno prevedere unioni confederali possibili con il voto refendario (senza quorum).

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