Catalunya: i sì vincono il referendum, ma gli indipendentisti sono “solo” il 47,1%

di GIORGIO CALABRESI

In Catalunya il ‘si-si’ vincerebbe con chiarezza la consultazione separatista del 9 di novembre, ma l’appoggio all’indipendenza della regione non arriverebbe al 50 percento dell’insieme di tutti i catalani. Secondo il barometro del Centri d’Estudis d’Opinió (CEO) della Generalitat, il 57,6 percento dei cittadini voterebbe a favore di che Catalunya diventi uno Stato, cioè la prima domanda del referendum, e, di questi, l’81,8 percento appoggerebbe anche che la secessione, che costituisce la seconda domanda del referendum. Con questi risultati, lo schieramento favorevole all’indipendenza, sul totale dell’elettorato, arriverebbe 47,1 percento.

È la prima volta che il sondaggio ufficiale del Governo catalano propone ai cittadini le due domande della consultazione. Il 19,3 percento dei cittadini voterebbe ‘no’ alla prima domanda, mentre un 11 percento si asterrebbe ed un 9,4 per cento si dichiara indeciso. Di coloro che voterebbero ‘si’ alla costituzione di un Stato, solo l’8,6 per cento si dichiara contrario a che quello Stato fosse indipendente. Il sondaggio è stato realizzato su  un campione di 2.000 persone tra i giorni 24 di marzo e 15 di aprile, cioè, prima e dopo il no del Congresso di Madrid alla consultazione catalano.

Il 47,1 per cento che  appoggiano la rottura con la Spagna coincide con la percentuale di intervistati che si dichiarano indipendentisti, ma sono di più i cittadini che affermano di non sentirsi indipendentisti, il 48,4 percento. Inoltre, la percentuale di catalani che considerano che la Catalunya dovrebbe essere un Stato indipendente, un 45,2 percento, si è abbassata di tre punti dal mese di novembre 2013, mentre i sostenitori dello status quo autonomistico, un 23,3 percento, sono cresciuti di cinque punti. Tuttavia, i federalisti hanno perso terreno e passano del 21,3 percento al 20 percento.

I catalani sono maggioritariamente scettici sulla possibilità che una Catalunya indipendente possa rimanere nella UE. Il 45 percento vede molto o abbastanza probabile che un Stato catalano venga automaticamente sloggiato dell’Unione, mentre il 37,6 per cento lo considera poco o niente probabile. I cittadini non vedono nemmeno probabile che il Governo centrale fi Madrid finisca per offrire un accordo  accettabile: il 64,7 percento lo dà per impossibile e solo il 23,7 per cento pensa che possa avvenire.

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7 Comments

  1. U.nione K.onfederale C.isalpina says:

    in certi ambienti non si parla + nemmeno di Katalunya … ma di Prima l’Italia del Nord 😀

    http://s3.stliq.com/c/l/3/3f/24483194_al-potere-italiano-cos-maroni-ha-sepolto-la-lega-di-gilberto-oneto-0.jpg

  2. PIETRO BAZZO Due says:

    In Catalunya si è trattato di un semplice sondaggio e non di un vero referendum, attendiamo il test ufficiale del 9 dicembre p.v.
    In Québec, negli anni passati, aveva celebrato ripetuti referendum e, per pochissimi voti, non avevano raggiunto l’Indipendenza, in quanto hanno votato contro i non autoctoni, che non si sono integrati nella Regione!.
    Fenomeno che potrebbe verificarsi anche nel ns FriulVeneto, in quanto è palese che tutta la PA in generale, presente nelle due Regioni, è occupata da persone non autoctone, vi è poi una importante presenza di extracomunitari e, questi hanno culture e religioni diverse dalla nostra. Va fatto un monito, a tali persone, che vivono e lavorano nelle ns terre, che hanno il dovere di non pregiudicare il futuro delle nostre popolazioni.
    http://www.fronteperlaindipendenza.com/

  3. PIETRO BAZZO says:

    In Catalunya si è trattato di un semplice sondaggio e non di un vero referendum, attendiamo il test ufficiale del 9 dicembre p.v.
    In Québec, negli anni passati, aveva celebrato ripetuti referendum e, per pochissimi voti, non avevano raggiunto l’Indipendenza, in quanto hanno votato contro i non autoctoni, che non si sono integrati nella Regione!.
    Fenomeno che potrebbe verificarsi anche nel ns FriulVeneto, in quanto è palese che tutta la PA in generale, presente nelle due Regioni, è occupata da persone non autoctone, vi è poi una importante presenza di extracomunitari e, questi hanno culture e religioni diverse dalla nostra. Va fatto un monito, a tali persone, che vivono e lavorano nelle ns terre, che hanno il dovere di non pregiudicare il futuro delle nostre popolazioni.
    http://www.fronteperlaindipendenza.com/

  4. Eugenio says:

    Da come la vedo io se in CATALUNYA Sono solo al 47% vuole dire che non sono ancora Pronti ,quindi dovranno fare molto piu propaganda e aspettare tempi migliori,non vedo altra altenativa(a meno che non vogliano fare un PLEBISCITO VIRTUALE e dire che hanno preso il 78% )..:0)

  5. Dan says:

    Due legnate in testa a chi dice no-no e vedete come anche lui corre a dire si-si

    La libertà non necessita di parole ma di fatti

  6. Come ho già detto in precedenza, la regione Veneto dovrebbe fare la stessa cosa, solo su una scala molto più ampia. La costituzione italiana, scritta da Mosè in persona, non può essere più modificata per i secoli dei secoli, e vieta la celebrazione di un referendum. Ma non vieta la celebrazione di un sondaggio ufficiale sponsorizzato dal governo locale. Way to go. Presto qualche benpensante democratico alla guida della penisola tanto cara alla lega nord vieterà anche questo. Essere costretti a sperare in qualche sprazzo di buona fede, coerenza e lucidità da parte della lega la dice lunga su come siamo ridotti.

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