La confindustria catalana: indipendenza unica scossa per la Spagna

di HELP CATALONIAcircolo circolo

Il “Cercle Català de Negocis” ha reso pubblico uno studio molto esteso dove spiega, con profusione di dati, che l’indipendenza della Catalogna può diventare la scossa economica di cui la Spagna ha bisogno per riattivare la propria economia. Perchè ciò diventi possibile, lo Stato dovrebbe cambiare il modello economico una volta consumatasi la secessione. Il CCN ha presentato una delle strade possibili che può intraprendere la Spagna se la Catalogna diventa indipendente; un modello economico per la Spagna diverso dall’attuale. Lo hanno spiegato Albert Macià, responsabile del Gruppo di Studio del CCN, e Albert Pont, presidente dell’ente durante una conferenza stampa avuta nella sede dell’Ordine degli Economisti della Catalogna.

Albert Macià, responsabile del Gruppo di Studio del CCN, ha presentato con crudezza la situazione economica che vivono la Catalogna e la Spagna: “Attualmente viviamo una crisi economica che va oltre a una situazione congiunturale, si tratta di una crisi di modelli che soltanto superemo se la Catalogna diventa indipendente dalla Spagna e agisce come un detonatore che costringa la Spagna a cambiare impostazione. Senza l’indipendenza, la Catalogna e la Spagna sono condannate a vivacchiare per anni nel fondo del pozzo economico”. Macià ha sostenuto con dati alla mano che nello Stato convivono due modelli economici con dinamiche e interessi diversi. Mentre la Catalogna dispone di un’imprenditoria moderna, piccola e media impresa con volume, molto dinamica ed esportatrice, la Spagna continua a tentare di sfruttare gli ultimi stralci del modello immobiliare e di speculazione finanziaria che l’hanno portata dove si trova ora.

Per il CCN, “ci sarà un modello economico per la Spagna senza la Catalogna con un risparmio di costi grazie alla riduzione delle amministrazioni pubbliche e all’ ammortamento delle infrastrutture; questo modello, generando sinergie e complementarietà con la Catalogna e l’Unione Europea permetterebbe alla Spagna di evitare l’impoverimento e di promuovere una crescita sostenibile”.

Come sarà questo futuro per una Spagna senza la Catalogna “se vuole”? Per Macià, “la Spagna può trarre profitto dal fatto che ora i lavoratori hanno dei salari moderati, ma per questo dovranno aumentare la produttività”. Spiega il responsabile dello Studio che “la Spagna deve reindustrializzarsi, approfittando di alcune infrastrutture costruite senza senso –tav e aeroporti senza passeggeri- riconvertendoli in punti dove si concentrino i poli industriali”. Per il CCN, la Spagna deve porre uno sguardo su Latinoamerica, sulla zona LATAM e sui paesi arabi ed emergenti, mentre la Catalogna deve continuare a giocare il ruolo di centro di arrivo e smistamento delle merci asiatiche puntando la sua economia verso il mercato globale, specialmente europeo.


D’altra parte, Albert Pont ha sottolineato che “l’Europa dovrà essere più coinvolta nei cambiamenti strutturali dell’economia spagnola se vuole che il sud del continente possa riattivarsi”. Secondo i calcoli del CCN, il modello proposto può generare una crescita economica di due punti addizionali per la crescita dell’economia spagnola, e questo genererebbe in quattro anni 960.000 nuovi posti di lavoro.

Pont ribadisce che in ambito economico “la Catalogna ha fatto i compiti” e chiede al governo spagnolo “di fare i propri compiti e di farli presto, perchè l’indipendenza della Catalogna è un fatto contro il quale non si può lottare. Devono solo cercare di trarne il massimo vantaggio”, ha concluso.

 

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