Catalogna, Reguzzoni: l’azione di Madrid è il volto dello Stato centrale

Demonstrators try to stop the car carrying Xavier Puig, a senior at the Department of External Affairs, Institutional Relations and Transparency of the Catalan Government office, after he was arrested by Guardia Civil officers in Barcelona, Spain, Wednesday, Sept. 20, 2017. Spanish police arrested 12 people Wednesday in raids on offices of the regional government of Catalonia, news reports said, intensifying a crackdown on the region's preparations for a secession vote that Spain says is illegal. (ANSA/AP Photo/Emilio Morenatti) [CopyrightNotice: Emilio Morenatti]

“Quanto sta accadendo in Catalogna e’ una pagina brutta e triste ma in questo caso non c’e’ un’aggressione della magistratura per un reato personale, ma per un reato politico. E questo fa temere uno scontro ben piu’ grave. Con questa azione lo Stato centrale ha infatti mostrato il suo vero volto: avendo negato a suo tempo la richiesta di autonomia dei Catalani e’ ovvio che adesso chiedano l’indipendenza. Se lo Stato non avesse fatto orecchie da mercante oggi non ci sarebbe il referendum per l’indipendenza ma una Catalogna più libera, in un clima di cooperazione anzichè di scontro. Usare la forza con i popoli è ingiusto, sbagliato e antistorico” . Così Marco Reguzzonifondatore di Grande Nord, ospite di Radio Anch’io.

“I referendum di Lombardia e Veneto potrebbero essere l’inizio di una richiesta di autonomia, quell’autonomia che hanno gia’ Sicilia e Trentino. Per noi di Grande Nord – spiega Reguzzoni – il centralismo non e’ mai la soluzione, non e’ ad esempio ammissibile che il Nord paghi per l’esercito di forestali della Calabria: un forestale ogni 191 abitanti in Calabria, un ranger ogni 7790 in Canada con un’estensione di foreste di oltre 400mila km contro i 6500 della Calabria. Costringere la Lombardia a pagare questo soldi non e’ ‘solidarieta’, ma un sopruso, ogni anno sono 160 i milioni di euro per i soli forestali (escluso il resto) che vanno dalla Lombardia a Roma e da Roma alla Calabria. Se poi si aggiunge che in Lombardia i forestali sono 500 e che in Sicilia sono 28.000, si capisce che si tratta solo una forma di assistenzialismo che fa male anche al Sud. I numeri parlano chiaro e dimostrano come lo Stato centrale non è lo strumento per risolvere il gap fra ricchezza e poverta’, ma anzi ne è l’alimentatore a tutto vantaggio di una classe politica di approfittatori che ha convenienza a tenere il sud schiacciato.”

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment