Catalogna, referendum per l’indipendenza il 1° ottobre

FORZA CATALUNYALa questione dell’indipendenza della CATALOGNA è al centro di uno scontro in atto da tempo fra Barcellona e Madrid destinato – dopo l’annuncio di tenere un referendum il prossimo primo ottobre anche senza il consenso di Madrid – ad inasprirsi ulteriormente. Il governo di Mariano Rajoy, ma anche la Corte costituzionale e il Parlamento, negano il diritto della regione di convocare referendum sull’indipendenza, sulla base della costituzione per cui tali consultazioni si devono svolgere a livello nazionale e non regionale. Il presidente della Generalitat (il governo della CATALOGNA) Carles Puigdemont, che ha già detto di essere pronto ad affrontare le conseguenze delle sue azioni, sostiene invece l’impegno “democraticamente inviolabile” del suo governo per un referendum e ha accusato Rajoy di non aver provato “in modo serio, sincero o reale” a trovare un compromesso. Il governo potrà appellarsi all’articolo 155 della Costituzione che consente l’adozione di misure drastiche per evitare il voto, a partire dalla sospensione dell’autonomia di cui gode la CATALOGNA e quindi l’imposizione della chiusura delle scuole per evitare che vengano usate come seggi o il controllo della polizia locale. Lo scorso marzo, la Corte superiore di giustizia della CATALOGNA aveva condannato all’interdizione dai pubblici uffici per due anni dell’ex governatore della CATALOGNA Artur Mas, dichiarato colpevole di disobbedienza per aver promosso, nel 2014, un referendum sull’indipendenza nonostante il divieto della corte costituzionale spagnola. Le domande sulla scheda allora erano state due: “Vuole che la CATALOGNA sia uno Stato?” e “In caso affermativo, vuole che questo Stato sia indipendente?”. L’80 per cento dei votanti si era espresso in favore dell’indipendenza, l’affluenza alle urne era stata inferiore al 36 per cento.

Insieme a Mas, la Corte superiore di giustizia di CATALOGNA aveva condannato anche l’allora vicepresidente Joana Ortega (21 mesi) e la ministra Irene Rigau (18). Il pubblico ministero aveva chiesto una pena di 10 anni di interdizione per il leader indipendentista, ma la difesa ha sostenuto che sia lui che gli altri imputati hanno solamente esercitato il loro diritto alla libertà di opinione. L’inizio del processo, ai primi di febbraio, era stato segnato dalle proteste dei sostenitori di Mas. Carles Puigdemont aveva definito la sentenza un “errore”, sottolineando la “differenza” con la situazione in Scozia, dove il primo ministro aveva annunciato proprio in quelle ore un nuovo referendum secessionista. “Che differenza con le democrazie consolidate e sane”, aveva postato sul proprio profilo di Twitter con le foto di entrambe le notizie. Cinque giorni prima del referendum del 9 novembre 2014, la Corte costituzionale spagnola era intervenuta per decretare l’illegalità della consultazione. Mas aveva deciso di procedere comunque, aiutato da 40mila volontari che avevano aperto le scuole per allestire i seggi.

 

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Questi sì che sono degli indipendentisti seri e veri statisti della loro Nazione.
    Concordo con Paolo che quelli della Lega in primis che tanto gridavano, parlavano e……basta per oltre 20 anni ci hanno preso in giro promettendo o blaterando mille soluzioni per ottenere l’indipendenza.
    Abbiamo visto com’è andata a finire e adesso che hanno messo una pietra tombale sull’indipendenza del Veneto in particolare vorrebbero che li votassimo.
    Il meno peggio non si può votare, meglio restare a casa e lasciare la responsabilità e la complicità ad altri che o non vedono o non sentono cosa accade intorno a loro.
    Posso affermare senza ombra di dubbio che oggi i maggiori responsabili sono proprio i cittadini i quali per ignoranza, per incapacità a discernere, per menefreghismo, per opportunità, e per altri mille motivi indecenti continuano a votare gli stessi partiti di sempre.
    Per favore questi italiani non si lamentino di nulla da oggi in poi perché è sotto gli occhi di tutti con chi abbiamo a che fare. Politici il peggio della società.
    Partiti uno contro l’altro e farsi sgambetti o peggio ancora mandare all’aria qualsiasi cosa.
    Questi non fanno gli interessi del paese o dei cittadini, fanno solo un gioco sporco per i loro interessi personali a cominciare da quello di potersi sedere comodamente sulla sedia di parlamentare o senatore.
    E’ talmente tutto alla luce del sole che anche gli imbecilli lo possono vedere.
    Come al solito, dopo il teatrino che fanno tutte le volte, si torna ad annullare tutto e si ricomincia da capo.
    Ma come si fa ad avere fiducia in gente del genere.
    Se tutti avessimo il coraggio di non andare a votare…finalmente avremmo ottenuto un non voto di protesta piuttosto eclatante e decisivo.
    WSM

  2. Paolo says:

    Da noi invece hanno giocato per vent’anni!

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