Catalogna, occhio all’avanzata di Podemos e Psoe

RASSEGNA STAMPAformiche catalane

di Paola Del Vecchio – Un no deciso ad una “Grande Coalicion” alla tedesca tra socialisti e popolari spagnoli, ma una timida apertura agli ‘indignados’ di Podemos, il nuovo partito emergente in Spagna che alcuni sondaggi danno addirittura in testa, anche se “per ora l’unica cosa che sappiamo di loro e’ che sono indignati”. In un incontro con i corrispondenti della stampa estera a Madrid, il neo segretario del Psoe Pedro Sanchez – citando il premier italiano come modello, in quanto “aspiro a rappresentare lo stesso impulso riformista di Matteo Renzi in Spagna” – si dice pronto a governare, convinto che il Psoe rinnovato vincera’ la elezioni in calendario l’anno prossimo, prima le amministrative, poi le politiche. Per ricucire lo strappo catalano, con l’acuirsi delle spinte indipendentistiche e la voglia di un vero referendum, Sanchez insiste, tra le altre cose, sull’indispensabile riforma istituzionale, “la chiave per risolvere il conflitto in Catalogna” dopo “l’immobilismo di Rajoy”, ma non solo. “L’immensa maggioranza dei catalani – e’ convinto il segretario socialista – non vuole rompere con Madrid. Dobbiamo dire loro che assieme possiamo far fronte alle sfide comuni delle disuguaglianze, della disoccupazione, dell’aumento di poverta’”.

Sanchez si dice pronto a varare “un nuovo statuto dei lavoratori” per correggere la riforma del lavoro del Partido Popular che ha privato i lavoratori “dell’ombrello del contratto collettivo” ed eroso i loro diritti. Rispondendo ad una domanda sui successi elettorali di Podemos, il leader del Psoe risponde: “Parlerei, piuttosto, di cosa abbiamo fatto bene noi socialisti. Il partito a luglio ha risposto a una sete di cambio della societa’ avviando un processo di ricostruzione, di rinnovamento generazionale, di recupero di credibilita’. Sanchez riconosce che “l’attuale momento” d’insofferenza contro la casta e la corruzione “e’ propizio a forze come Podemos”, ma al partito degli indignados, in irresistibile ascesa, il leader socialista chiede “concretezza e definizione ideologica”.

Il leader socialista sgombra senza ambiguita’ il campo dalla prospettiva di una grande coalizione con il PP. “Non e’ buona in Europa ne’ in Spagna – osserva -, la dialettica fra sinistra e destra e’ sana per la democrazia”. Ma Sanchez non esclude alleanze con Podemos, in un futuro “governo minoritario con convergenze programmatiche”. Sempre e quando il partito degli ‘indignados ‘”diventi una forza significativa capace di condizionare la governabilita’”. E, anche in quel caso, “la capacita’ di patti dipendera’ dai programmi”.

(Ansa)

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