Catalogna: no elezioni, Barcellona verso linea dura

catalognaSi apre una settimana decisiva per la disputa tra Barcellona e Madrid sull’indipendenza della Catalogna. Dopo la decisione del governo spagnolo di avviare la procedura di commissariamento della regione, con l’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione, il presidente della Generalitat Charles Puidgemont, che ha parlato di “colpo di Stato” ricordando gli anni di Francisco Franco e paragonando il premier Mariano Rajoy al dittatore, ha chiesto la convocazione di una riunione del Parlament. Domani si riuniranno i capigruppo dei partiti rappresentati nel parlamento catalano, per decidere la data della prossima riunione plenaria, che potrebbe essere una nuova opportunita’ per la convocazione dell’indipendenza, a compimento dei risultati del referendum del primo ottobre, illegale secondo Madrid.

Il suo consigliere e portavoce del governo catalano Jordi Turull ha ribadito che la richiesta di elezioni in Catalogna “non e’ sul tavolo” dal momento che Puigdemont ha gia’ scartato questa opzione prima ancora dell’annuncio delle misure di revoca dell’indipendenza da parte di Madrid. “Abbiamo gia’ detto molte volte – ha aggiunto – che l’ordine dei cittadini della Catalogna “e’ ancora in vigore” e che la prossima sara’ comunque una settimana decisiva. “Quello che e’ la Catalogna – ha aggiunto Turull – sara’ deciso dal ‘Parlament’ legittimamente eletto dai cittadini. In una intervista radiofonica, Turull ha spiegato che il Parliament prendera’ una decisione “rispettosa del mandato del referendum del primo ottobre” e in difesa delle istituzioni catalane, di fronte all’annuncio di Madrid di attivare l’articolo 155. “Quello che succedera’ ora, con l’accordo di tutti e tutti uniti, sara’ che annunceremo cosa faremo e come lo faremo”, ha detto senza escludere “nessuno scenario”, compreso quello della dichiarazione di indipendenza. Ma, ha sottolineato, “prenderemo le decisioni con i gruppi parlamentari”. Il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez ha espresso l’auspicio che Puidgemont faccia “un passo indietro” e convochi elezioni. Altrimenti, venerdi’ il Senato di Madrid autorizzera’ l’attivazione dell’articolo 155. La procedura “segue rigorosamente i dettami della Costituzione”, ha precisato inm una intervista alla Bbc il ministro degli Esteri spagnolo Alfonso Dastis, che rispondendo a Pudigemont ha sottolineato che “se c’e’ stato un colpo di Stato, e’ stato portato avanti” proprio dal leader catalano. Intanto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, nel corso di un intervento alla festa del Foglio a Firenze, ha avvertito che “nessun paese europeo riconoscera’ la Catalogna come paese indipendente”. “Le piccole patrie – ha detto in una intervista al Messaggero – sono un retaggio del passato e non tutelano gli interessi dei cittadini”.

 

 

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One Comment

  1. caterina says:

    …ma Tajani è veramente in sé? Sono piccole Patrie quelle che in cui si è dissolta la Jugoslavia?… per non parlare di quelle che un tempo era l’URSS… e sono piccole patrie la Scozia, la Catalogna, il Veneto, la Sardegna, la Sicilia, o se ci riuscissero la Toscana mentre sono grandi Malta, Cipro, Il Principato di Monaco…. Magari risorgessero le città stato o le aggregazioni di comuni!… sarebbe un problema per le banche mondiali forse o per chi pensa di appropriarsi e dettar leggi sui mercati mondiali…. ma quanto sono dannose e mortifere le catene con cui si cerca di imbrigliare libere iniziative per reciproci interessi non è pensiero che neanche sfiora questi presuntuosi invasati di potere che tutte le sovrastrutture costosissime in questo ultimo cinquantennio hanno costruito sulle nostre teste!

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