Catalogna, la grande marcia dell’11 settembre

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I separatisti catalani si preparano a sfilare nel pomeriggio dell’11 settembre a Barcellona per la festa della Catalogna, a tre settimane da un referendum per l’ autodeterminazione vietato da Madrid che ha creato nel Paese una grave crisi politica. Per i separatisti, questa “Diada”, prevista verso le 17, potrebbe essere l’ultima prima dell’indipendenza, che il governo separatista diretto da Carles Puigdemont intende proclamare nelle 48 ore successive alla vittoria del ‘si’ al referendum che ha convocato per il primo ottobre. “La storia ci ha chiamato ed è un grande onore ma anche una grande responsabilità”, ha dichiarato ieri il portavoce del governo catalano, Jordi Turull. Lo slogan della manifestazione è “una Diada per il si”, allo scrutinio del mese prossimo. I manifestanti formeranno una croce di più di un chilometro riunendosi lungo i viali di Aragon e del Paseo de Gracia. Riferimento alla croce che gli indipendentisti contano di scrivere sul “si” della loro scheda elettorale il primo ottobre e “simbolo di tutte le opportunità del nuovo Stato in forma repubblicana che ci attende”, scrive l’Anc sul suo sito internet.

I separatisti intendono fare di questa “Diada” una dimostrazione di forza prima dell’inizio ufficiale della campagna di venerdì. Con la Diada, i Catalani commemorano la cadutra di Barcellona, l’11 settembre 1714, alla fine della Guerra di successione di Spagna vinta dal pretendente Borbone, che considerano la data della fine della loro autonomia. I separatisti cercheranno di dimostrare che sono in grado di mobilitare la gente in massa dopo una partecipazione in calo nel 2016. La principale associazione organizzatrice, l’influente Assemblea nazionale catalana (Anc), ieri aveva contato più di 1.800 pullman noleggiati per l’occasione e 400.000 iscritti.

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