Catalogna indipendente: settima potenza economica in Europa

di IRENE FRANCESCONI GALLIcatalogna is not spain

Vediamo cosa potrebbe accadere se un pezzo d’Europa indipendentista, dovesse farcela ad uscire dallo schema di uno stato nazionale come la Spagna. Quanto avrebbe da perderci? Quanto invece da guadagnarci? I catalani due conti li hanno fatti, da tempo, anzi, ci sono imprenditori spinti verso l’indipendentismo piuttosto che verso il centralismo di Madrid. A conti fatti, allora, si capisce bene che l’indipendenza sotto il profilo economico farebbe bene ai catalani. Facendo una trasposizione facile facile, si potrebbe dire altrettanto a Lombardia e Veneto se queste due regioni potessero dialogare economicamente, fiscalmente e commercialmente con il Nord Europa più che dover dipendere dalla costosa burocrazia statale.

La lettura di un recente articolo apparso su elconfidencialautonomico.com, cosa si ricava? Si ricava molto….

“La Confindustria indipendentista – si legge – calcola che la Catalogna guadagnerebbe con la secessione 8.000 milioni di euro. Benché il Cercle l’Assaggi di Negocis assicuri che il costo di creare un nuovo stato sarebbe di 4.000 milioni, emerge anche che sparirebbe il deficit fiscale di 16.000 milioni”. Insomma, via il debito e cifre sopportabili per darsi vita propria.  Le associazioni favorevoli all’indipendenza della Catalogna preparano già il giorno dopo la separazione della Spagna. È il caso del Cercle Assaggiala di Negocis, un’associazione imprenditoriale sostenitrice della secessione che offre una visione ottimista su uno degli aspetti più polemici: come si finanzierebbe un ipotetico stato catalano indipendente”.

Cerchiamo di capire. All’interno della Confindustria e delle organizzazioni imprenditoriali della Catalogna, il dibattito intorno al referendum separatista  ha provocato numerose tensioni e discussioni interne.

“In quel contesto nacque vari anni fa il Cercle Assaggiala di Negocis che scommette espressamente per ottenere un stato catalano proprio. Per contribuire a ciò, negli ultimi tempi questa Confindustria indipendentista ha continuato a pubblicare varie relazioni economiche e giuridiche su quello che chiamano la “spogliazione fiscale”, sulle conseguenze che avrebbe la secessione della Catalogna dalla Spagna, ma soprattutto si è studiato quello che dovrebbe fare il catalano dal giorno che si dichiarasse l’indipendenza”.

Secondo il giornale catalano, dalla lettura dello studio “Finanziamento di una Catalogna indipendente”, si evince che “un stato catalano indipendente sarebbe perfettamente capace di finanziarsi nei mercati internazionali.

La sua argomentazione si basa in che, di essere indipendente, la Catalogna lascerebbe dietro gli squilibri che si trascina: La “Catalogna non è comparabile a qualunque PIGS (Portogallo Italia, Grecia, Spagna), perché essi hanno vissuto per molti anni al di sopra delle loro possibilità capacità, mentre la Catalogna non può finanziarsi perché la Spagna ha vissuto al di sopra della sua capacità, e lo dimostra  la quota di deficit fiscale catalano”.

Ma con l’indipendenza i numeri tornerebbero in positivo. “La Catalogna avrebbe surplus fiscale ottenendo l’indipendenza, e si posizionerebbe come la settima economia più ricca dell’Unione Europea, essendo per ciò contribuente netto dell’UE.

Nel momento di presentare un’immagine di solvenza economica davanti a chi dovrebbe prestare denaro e comprare il suo debito sovrano, la Catalogna che disegna la relazione del Cercle Assaggiala di Negocis, potrebbe contare su un bilancio in attivo, senza la zavorra spagnola”.

“L’indipendenza ci permetterebbe di eliminare il deficit fiscale che si quantifica in 16.000 milioni di euro”, espone la confindustria catalana.

 “Se questo dato lo combiniamo coi 4.000 milioni di euro che, secondo un altro studio, costerebbe creare le strutture di un nuovo stato in Catalogna, ecco che appare una cifra molto positiva per i progetti indipendentisti: ci permetterebbe  un credito di 8.000 milioni per rispondere al debito e migliorare lo stato sociale”.

Secondo il quotidiano, le valutazioni di Moody’s, Fitch e Standard&Poor’s potrebbero essere di “eccellente”, avendo un ratio di debito/PIL del 70 per cento, in linea con la Ue.

A tutti questi parametri che il Cercle l’Assaggia presenta con ottimismo si unisce il conflittuale tema dell’appartenenza all’Unione Europea ed anche della possibilità o meno di restare sotto l’ombrello dell’euro e della Banca Centrale Europea. Di più. Una Catalogna indipendente potrebbe continuare a ricorrere con le sue banche alle iniezioni di liquidità che la BCE utilizza da tempo con le entità finanziarie europee.

Insomma, una Banca Centrale di Catalogna che si dedicasse ad implementare le misure del BCE, o a progettare una politica monetaria propria, nel caso di essere esclusa dell’UE, ed anche a soprintendere l’attività delle banche, incominciando per CaixaBank e Banca Sabadell.

“L’unico criterio che ci manca per ottenere il finanziamento necessario per i giorni posteriori alla dichiarazione di indipendenza è essere un’entità giuridica di diritto”, commentano gli imprenditori mentre il conto alla rovescia è già iniziato.

 

 

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4 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Landi Mauro,
    i veneti hanno un certo DNA che non eguali al mondo. Anzi. Forse i pellirosse sono circa uguali. Però no no, una sostanziale differenza c’è: I PELLIROSSE MORIRONO PIUTTOSTO DI ESSERE SCHIAVI LOTTANDO FINO ALL’ULTIMO. MOHICANI DOCET.
    I VENETO POPOLO, CON MILLENNIO IN STORIA CEDONO SUPINAMENTE E ANZI BARUFFSNO TRA LORO PER STARE SOTTO DOMINIO MEGLIO.
    E DIXCORRONO DISCORRONO PACIOEANO CHE ERANO GRANDI NELLA STORIA PASSATA, INUTILMENTE.
    OGGI SERVE FARE PIÙ CHE MEDITARE.

    LA TEORIA OGGI VA MESSA DA PARTE.

    SARÀ FURA DATO CHE PROPRIO GLI INTELLIGHENTI SI DANNO DA FARE PR OCCUPARE LE POLTRONE EVENTUALMENTE LIBERE DAL MOMENTO DELLA SEPARAZIONE.
    OGGI PIÙ CHE MAI LA VA COSÌ.

    ORA ET TE LABORA…(si scrive così? )

    Ave Maria, prega per noi…
    peccatori pperché presuntuosamente cinici e ipocriti.

    Amen

  2. luigi bandiera says:

    Senza dubbio le regioni più attive e produttive ne traranno vantaggio di sicuro.
    La preoccupazione sono nelle regioni meno attive e sanno che la secessione o indipendenza o autonomia li porterebbe a darsi da fare sevorranno campare.
    Ma siccome a comandare sono provenienti dalle regioni ” furbe” è chiaro che faranno di tutto perché non cambi mai nulla rinforzando il loro potere esercitando una sorta di dittatura.
    Poi mettiamo che entrino pure le OOCC e la sognata libertà non arriverà proprio mai e poi mai.

    Saluti e sogni, d’indipendenza.

  3. Lando Mauro says:

    Grandiosi i Catalani. A quando I Veneti con le stesse palle? Sveja! Ma non ve rendì conto quanto i ve ga sfrutà?
    Xe ora de esare paroni dea propria vita.

    • Dan says:

      A quando ? Quando tutta questa invasione i clandestini avrà portato una pandemia, avrà ucciso i veneti originali ed i mao mao li avranno sostituiti etnicamente.
      Quelli non ci penseranno due volte ad affrancarsi dall’italia.

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