Catalogna, il popolo non si ferma. Verso un nuovo referendum. Sabato 19 manifestazione a Bologna

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L’immagine che arriva direttamente da Barcellona, donata al nostro direttore dall’amica catalana Arantxa Bozal, dice tutto. La protesta è globale.

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La polizia ha caricato i dimostranti a Barcellona e Girona dopo che questi hanno tentato di entrare nelle locali rappresentanze del governo di Madrid. Lo riportano media spagnoli. A Barcellona due persone sono state arrestate, scrive El Pais. Immagini in diretta tv dalla capitale catalana mostrano manifestanti che urlano a poca distanza dalla polizia, schierata in assetto antisommossa.
Non si placa infatti la rabbia catalana per le condanne shock, dai 9 a 13 anni di carcere, nei confronti di 12 leader separatisti: feriti, arresti e quasi 50 voli sospesi a
Barcellona hanno segnato il secondo giorno di proteste in tutta la regione spagnola. Un manifestante ha perso un occhio, un altro un testicolo negli scontri con i Mossos d’Esquadra, la polizia locale. Il bilancio, alla fine della giornata, e’ di 131 feriti tra i manifestanti e 40 tra gli agenti. Tre le persone arrestate.

“Eserciteremo di nuovo il nostro diritto all’autodeterminazione”, ha minacciato il presidente della Generalitat de Catalunya, Quim Torra. Parole ancora piu’ esplicite quelle del presidente del Parlamento catalano Roger Torrent, con cui Torra ha reso omaggio alla tomba di Llui’s Companys, il presidente della Generalitat de Catalunya dal 1934 e durante la Guerra civile spagnola, fatto fucilare dal dittatore spagnolo Francisco Franco nel 1940. Torrent ha invocato apertamente “un nuovo referendum” sull’indipendenza della Catalogna e chiesto un’amnistia per i separatisti condannati.

Su quest’ultima ipotesi e’ arrivata la chiusura del governo ad interim guidato da Pedro Sanchez: l’esecutivo di Madrid ha espresso “il rispetto assoluto e la conformita’ dell’esecutivo alla sentenza” emessa dalla Corte suprema spagnola. Netto anche il commento del ministro degli esteri spagnolo, Josep Borrell, che ha ribadito “l’indivisibilita’” della Spagna. Da cittadino catalano, il prossimo Alto Rappresentante dell’Ue ha poi stigmatizzato l'”atteggiamento totalitario” dei separatisti che, a suo parere, “escludono parte della popolazione che non la
pensa come loro”.

Anche a Bruxelles e’ andata nuovamente in scena la protesta dei separatisti catalani guidati dall’ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont, sul cui capo pende ora un nuovo mandato di arresto internazionale. “Non si tratta di un problema catalano o spagnolo, questo e’ un problema che ci riguarda tutti”, ha arringato Puigdemont, chiedendo aiuto “a nome di tutti i perseguitati”.
NNei prossimi giorni, i catalani hanno in programma di organizzare nuove marce di protesta mentre per venerdi’ i sindacati hanno organizzato uno sciopero generale.

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2 Comments

  1. Riccardo Pozzi says:

    Loro sono un popolo, noi sudditi.

  2. caterina says:

    come si fa a non soddisfare una richiesta così massiccia di un popolo che aspira al suo riconoscimento con tanta insistenza!… chi l’avrebbe mai detto che al giorno d’oggi in Europa si potesse verificare un tale inganno contro un popolo… ci si domanda a che cosa servano i costosissimi consessi europei che finora non hanno mosso un dito in favore del sacrosanto diritto di esprimere pacificamente un’aspirazione a quella che è sentita come la libertà di esistere…Viva la Catalogna! Viva il Veneto!

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