CATALUNYA, IL DEBITO E’ UN OSTACOLO SULLA STRADA DELL’INDIPENDENZA

di STEFANO MAGNI

La Catalogna chiede 9 miliardi a Madrid. Che vanno ad aggiungersi ai 5 miliardi già richiesti lo scorso mese di agosto. In tutto, la regione autonoma, ormai avviata verso la separazione, vuole che il governo centrale l’aiuti con 14 miliardi di euro. Non proprio bruscolini, soprattutto considerando la crisi economica che la Spagna sta attraversando. “Non ci interessa come il governo trova i soldi – ha dichiarato Artur Mas, il presidente della Generalitat catalana – ma ci serve per i pagamenti di fine mese. La nostra economia non può recuperare se non paghiamo le fatture”.

Il motivo di questa richiesta di aiuto è semplice: la Catalogna necessita di 13,6 miliardi di euro, per rifinanziare il suo debito pubblico, solo per quanto riguarda quest’anno. Il governo di Artur Mas dichiara di voler spendere 7,7 miliardi per il debito e usare il resto del prestito di emergenza per raggiungere gli obiettivi della politica finanziaria fissati dal governo Rajoy, a Madrid. In parte, dunque, la richiesta di aiuto è motivata da decisioni di politica di bilancio prese, non da Barcellona, ma dal governo centrale spagnolo. Ma il debito è e resta un problema soprattutto catalano. In totale, ammonta a 30 miliardi di euro ed è cresciuto del 244% negli ultimi 14 anni. Barcellona, nel 2011, registrava un deficit di bilancio che arrivava quasi al 4%. I suoi conti, dunque, sono in rosso. Non quanto quelli di altre regioni (le più indebitate sono la Castiglia, l’Estremadura e la Murcia, sempre stando ai dati del 2011), ma comunque non sono in ordine.

Il deficit e la richiesta di aiuto alla Spagna sono grandi ostacoli nel percorso verso l’indipendenza. Da un punto di vista politico l’80% dei parlamentari catalani ha votato a favore dell’autodeterminazione. Non ci sono dubbi, né divisioni fra autonomisti e indipendentisti. L’ostacolo è ormai solo esterno, non più interno. Sarà piuttosto Madrid, con il sostegno dell’Unione Europea, che cercherà di impedire la secessione catalana. E l’arma degli aiuti economici è un proiettile d’oro che Barcellona sta consegnando al governo centrale. In un rapporto di dipendenza, nessuno può, ragionevolmente, dichiarare la separazione dallo Stato da cui arriva la principale fonte di sostegno economico. Per lo stesso motivo viene spuntata anche l’arma della protesta fiscale. La Catalogna potrebbe, a un certo punto, decidere di non pagare più tasse alla Spagna. E alcuni comuni lo stanno già facendo. Considerando che i catalani sono molto più produttivi degli spagnoli, contribuendo al 20% del Pil nazionale, una rivolta fiscale, applicata con coerenza da tutta la regione, produrrebbe un effetto devastante. Ma se Barcellona chiede soldi a Madrid, non potrà più lanciare la protesta contro il fisco centrale. Con che argomenti, infatti, non ripaghi chi ti sta prestando i soldi necessari alla tua sopravvivenza?

Di fronte a questa situazione, Artur Mas ha solo due scelte alternative. Può decidere di dare a Madrid la colpa del suo debito, dimostrare che sia un problema creato dalla Spagna e puntare sia agli aiuti che all’indipendenza. Sarebbe, però, un discorso irrazionale, tortuoso e difficile da articolare, specialmente quando la questione sarà portata all’attenzione dell’Unione Europea. La seconda via, più logica e lineare, è la separazione del budget catalano da quello spagnolo: Barcellona si faccia carico del suo debito, se lo paghi da sola (con tutti i sacrifici che ciò comporta) e poi non versi più le tasse al governo centrale. Che, a questo punto, diventa inutile oltre che indesiderato. Anche questa, però, non è una soluzione facile. Perché Artur Mas dovrebbe procedere, con ancora più vigore, nella politica dei tagli della spesa pubblica che ha intrapreso l’anno scorso, nella sua precedente esperienza a capo dell’esecutivo. Ai tagli era seguito un vero e proprio autunno caldo delle proteste e il suo partito, il CiU, ha perso terreno nelle ultime elezioni (a vantaggio della sinistra) soprattutto per quel motivo. Sarà comunque una scelta durissima, ma l’unica possibile. E Mas dovrebbe ricordare quel che disse il secondo presidente degli Stati Uniti, John Adams, più di due secoli fa: “Ci sono due modi per conquistare e schiavizzare una nazione. Uno è con la spada. L’altro con il debito”.

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5 Comments

  1. Stefano Gamberoni says:

    Prendo le notizie relative alla Catalogna in modo abbastanza distaccato, perchè credo che la libertà dobbiamo conquistarla a casa nostra, non come riflesso condizionato ai fatti di altre regioni d’Europa che sono poco correlate ai nostri destini. Catalogna e Scozia possono suscitare gli entusiasmi simili a quelli di una competizione calcistica, ma non cambiano la nostra condizione di un millimetro. Oltre al fatto che, se dobbiamo aspettare la loro indipenenza per avere la nostra, campa cavallo…. Però dall’articolo traspare la vera chiave di volta per ottenere la nostra indipendenza. Le regioni tosco-padane già pagano il debito italiano (tutto) ma la barca affonda per le ben note incapacità italo-romane. Ebbene, teniamoci il debito ed andiamocene dall’italia, Noi possimao farlo, noi dovremmo proporlo alle nazione che sono cascate nel bluff italiano e non sanno come riavere i loro soldi.

  2. carlo says:

    Sono un italiano residente da piú di vent’anni in catalugna.
    Il sig. Mas parla di indipendenza, ma da chi si vuole independizzare? dalla caixa o dal bbva? Ai cittadini con la indipendenza di catalunya non cambia assolutamente niente. Sono sempre le stesse famiglie, quelle di sempre al potere. I casi di corruzione che stanno uscendo alla luce
    di politici di ciu il patito di mas, stanno mettendo alla luce del sole la corruzione di questa classe politica impresentabile.

    • Daniele says:

      Ciao Carlo,

      vado spesso in Catalogna per lavoro e sopratutto in questi ultimi 3 anni seguo il processo che ha intrapreso questa neo nazione e leggo tutti giorni l’Ara.cat in pdf ;).

      Non mi trovo d’accordo con te, perchè il problema banca è in tutta europa e altrettanto la corruzione (in Italia siamo the best), forse ben venga che in questo processo escano questi scandali, forse sarà una nazione più pulita. Ai cittadini catalani si che cambia e anche in meglio.

      Mas poi non farà nessuna indipendenza, bisogna puntare su Junquera lui si che è pulito (almeno fino ad ora) e ha le idee chiare.

      Forse la Catalunya indipendente sarà con il triplo dei debiti e delle problematiche, ma questo ai catalani non interessa, interessa la libertà di decidere per la propria lingua, le proprie istituzioni e chissà anche di mettere delle regole più umane alle future bance catalane e sistemi di corruzione.

      Daniele

      • Victor says:

        Junquera non puó essere pulito, per il semplice motivo che ha la responsabilitá del tripartito, del debito generato, e quindi la vedo difficile

        Mas non vuole la indipendenza, vuole solo un unovo patto fiscale. Ed è chiaro visto che non ha mai parlato di Indipendenza. Ha parlato di sovranitá (che ancora è da capirsi un attimo cosa intende) e di “estat propi” stato proprio.

        Un paese non puó essere indipendente se è schiavo di un sistema bancario che riversa sul pubblico id ebiti privati, e genrano perversi sistemi di potere (che sono indissolvibili).

        Una banca catalana, la caixa, in un momento in cui si protestava contro il suo strapotere, ha messo a tacere giornali e media di massa.
        Regole piú umane?

        fet la llei, fet la trampa.

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