Catalogna. Fermato Puigdemont al confine tra Danimarca e Germania

L’ex-presidente catalano in esilio Carles Puigdemont contro il quale la Spagna ha emesso una nuova euro-richiesta di arresto ed estradizione, è stato fermato dalla polizia tedesca mentre attraversava in auto la frontiera fra la Danimarca e la Germania, proveniente dalla Finlandia e diretto in Belgio, dove risiede: lo ha indicato a Efe il suo avvocato Jaume Alonso- Cuevillas.
Puigdemont è trattenuto in attesa di accertamenti.

Puigdemont è stato fermato alle 11.19 di domenica 25 su un’autostrada dello Schleswig Holstein mentre procedeva in direzione sud proveniente dalla frontiera danese, ha confermato alla Efe un portavoce della polizia tedesca. L’ex presidente catalano è trattenuto in un commissariato tedesco, ha detto il suo avvocato. Puigdemont, che ha lasciato venerdì sera la Finlandia, aveva intenzione di mettersi a disposizione delle autorità belghe non appena rientrato a Bruxelles. Il leader indipendentista è stato formalmente incriminato per presunta ‘ribellione’ venerdì con altri 24 dirigenti catalani dal tribunale supremo spagnolo, che ha riattivato l’euro-richiesta di arresto ed estradizione nei suoi confronti e di altri 5 riparati in Europa. Rischia, con gli altri incriminati per ‘ribellione’, una condanna fino a 30 anni di carcere per avere portato avanti pacificamente il progetto politico dell’indipendenza e per la proclamazione della ‘repubblica’ il 27 ottobre scorso.

Migliaia di persone sono scese in piazza a Barcellona per protestare contro l’arresto in Germania dell’ex presidente Carles Puigdemont. Ci sono stati scontri con la polizia. I manifestanti, radunati davanti all’ufficio della commissione europea, intendono raggiungere in corteo il consolato tedesco.

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3 Comments

  1. caterina says:

    è il fallimento dell’Europa, e di tutti quegli indipendentisti anche nostrani che si valgono della sua parvenza sovranazionale per cincischiare intorno a temi d’impatto, tipo le lingue parlate, ma evitando di impegnarsi su quelli di fondo… si rileva di tutta evidenza che l’Europa è un mostro d carta che serve solo ai poteri di banche e burocrazie, e lascia i popoli al loro destino di sottomissione a vecchi poteri chiamati Stati che sono dei moloch fuori tempo…
    Ahimè, i popoli dovranno ancora ricorrere alle armi per affermare i loro diritti e non sparire? sembra proprio di si… il termine “popolo” è evidente che dà fastidio… sembra che l’unico che andrà bene ai poteri installatisi a Bruxell sia “massa” al servizio di chi la manovra per i propri fini.

  2. RAFFAELE says:

    Perché questo silenzio assordante sulla vicenda? Perché l’europa tace e asseconda l’intollerabile comportamento della Spagna, che senso ha ormai una Europa che non difende la democrazia e il diritto dei popoli ad autodeterminarsi?

    • Riccardo Pozzi says:

      Il silenzio è funzionale alla politica. Se l’Europa mettesse il becco tra Madrid e Barcellona innescherebbe almeno altre 4 crisi nel continente. L’unione imploderebbe e l’Euro diventerebbe come la dracma.
      Per questo anche i nostri giornali e tv insistono sulla illegittimità costituzionale del referendum catalano.
      Ma tutti sanno bene che ogni disubbidienza civile è anticostituzionale, così come ogni rivoluzione si fa contro l’ordine costituito. L’autodeterminazione dei popoli è una panzana data in pasto ai lavoratori perché sentano meno il peso della loro sudditanza.

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