Catalogna e Veneto, i referendum soffocati

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di Massimo Vidori – Iniziava formalmente 2 anni fa, col referendum per l’indipendenza dalla Spagna del 1 ottobre 2017, ma in realtà la “questione catalana” si palesa da decenni.
Il violento pragmatismo col quale la monarchia iberica affrontò l’evento democratico catalano non poteva che essere preambolo di altrettanto livore giudiziario.
Per tutti i leader politici, eletti in Catalunya col preciso mandato popolare di definire il percorso indipendentista legale (internazionalmente), pacifico e democratico, si profila una condanna ultra-decennale dopo gli oltre 600 giorni di carcere preventivo sinora scontato.
Sedizione il capo d’accusa ritenuto più plausibile dal tribunale iberico. “Sommossa, ribellione violenta, per lo più organizzata, per rovesciare il potere costituito”, nella stessa definizione il paradosso di un sistema che, ammantandosi di garantismo, non riesce a superare la crisi della modernità. Lo statalismo moderno, col quale siamo cresciuti come riferimento valoriale, è arrivato al capolinea.
Pensiamoci.
Un gruppo di persone (milioni in realtà!) democraticamente e pacificamente, secondo le regole del diritto, si è espresso per cambiare un patto sociale chiamato unità nazionale. Semplicemente, una valanga di persone ha dichiarato: “Voglio far parte di un nuovo Stato, chiamato Catalunya”.
Affermazione insostenibile di fronte ad un ordine pre-costituito da un altro gruppo di persone che ha scritto, decenni fa, la Costituzione spagnola.
E’ chiaro che siamo di fronte ad un corto-circuito della “presunta democrazia” incapace di aggiornarsi con gli strumenti da essa stessa valorizzati (partecipazione, voto, legalità), pur di mantenere lo status quo.
Accantoniamo per un momento le questioni estere.
Pensiamo ai milioni di veneti che hanno votato per l’autonomia dal sistema Italia nel medesimo ottobre del 2017. Giallo, rosso, verde o blu è chiaro, dopo 2 anni, che il sistema italiano si batte per il medesimo obiettivo: lo status quo!
Democrazia, libertà, diritto… valori decantati e non applicati in Spagna ed in Italia, Stati di diritto democratico-fascista.

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2 Comments

  1. giancarlo RODEGHER says:

    Dobbiamo pendere tutti atto che la democrazia non esiste più in Europa.
    Quando gli Stati, tramite i propri politici ,soffocano ogni volontà di libertà e volontà dei cittadini allora vuol dire che non siamo più in democrazia ma dentro ad una Europa Oligarchica.
    Dobbiamo non fermarci mai difronte a coloro che predicano la democrazia e poi in mille modi la tradiscono e la usano contro i cittadini stessi,
    Abbiamo tutti dimenticato perché vi furono delle rivoluzioni in Europa???
    Quando chi ha il potere lo usa a proprio uso e consumo allora si mettono le basi prima di varie forme di contestazioni perché si sente che l’ingiustizia è palese, poi arrivano le minacce e poi le azioni.
    Saranno capaci coloro che sono a roma o a Parigi o a Londra etc… di capire che la corda si sta per spezzare????!!!
    Mah ! Certo che siamo in mano a politici inetti e presuntuosi, tutti ,nessuno escluso.
    WSM

  2. caterina says:

    vediamo tutti la violenta repressione della polizia spagnola, e l’Europa tace???!!!

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