Catalogna, la Corte pronta a emettere la sentenza

di REDAZIONE9NEndavanti

La Corte Costituzionale spagnola è pronta a esaminare da domani  il ricorso presentato dal governo conservatore spagnolo contro la consultazione popolare sull’indipendenza della Catalogna fissata per il 9 novembre prossimo: probabile che ne derivi la decisione di sospendere il voto in attesa di una sentenza definitiva. Per gli stessi motivi il governo regionale catalano si riunirà sempre martedì per discutere eventuali azioni giuridiche che possano portare ad una revoca della sospensione, mentre una decisione definitiva se procedere comunque con la consultazione dovrebbe aversi giovedì.

Madrid: referendum antidemocratico

Madrid ha giustificato il ricorso definendo la consultazione – che ufficialmente non gode di alcun sostegno da parte della Generalitat – “antidemocratica” e quindi illegale, in quanto scaricherebbe sui singoli cittadini responsabilità che sono dell’esecutivo regionale; quest’ultimo parla invece di “processo di partecipazione dei cittadini”.

La linea dura aumenta il consenso indipendentista

Si tratta in effetti di una sorta di sondaggio su vasta scala, dato che il 14 ottobre scorso il governo catalano aveva rinunciato all’idea del referendum sia pure solo consultivo, peraltro già bocciato dalla Corte Costituzionale, anche per evitare possibili sanzioni ai pubblici funzionari che avessero partecipato ai seggi. L’idea è quella di mandare un avvertimento al governo di Madrid, nel contempo evitando il ricorso alle elezioni anticipate che – stando agli ultimi sondaggi – darebbero quasi certamente la maggioranza agli indipendentisti inasprendo ulteriormente il muro contro muro fra le parti; tuttavia, la mancanza di una Commissione elettorale e di un registro dei votanti rende la consultazione difficilmente verificabile anche se la Generalitat spera su una massiccia affluenza che le dia rilevanza politica. Sempre le ultime rilevazioni, secondo il quotidiano spagnolo El Pais, confermano che la politica intransigente di Madrid ha aumentato il consenso delle tesi indipendentiste: un 69% dei catalani sarebbe favorevole a uno Stato proprio e il 49% a uno Stato indipendente, percentuale quest’ultima che tenuto conto dell’astensione salirebbe al 53%.

Pronti al voto in 5,4 milioni di catalani

Stando ai dati diffusi dalla stessa Generalitat – che ha iniziato una campagna “informativa” e senza “incitamento al voto” – oltre 5,4 milioni di catalani di età maggiore di 16 anni avranno diritto al voto. Inoltre, 938 dei 947 comuni della Comunità Autonoma (regione) hanno messo a disposizione dei locali per la creazione di 1.255 seggi e oltre 34mila volontari (tra cui 6mila funzionari pubblici) si sono offerti per contribuire all’organizzazione del voto. I risultati provvisori saranno resi noti a partire dal giorno successivo, nonostante vi siano 15 giorni di tempo per poter esprimere una preferenza. Potranno votare sia gli stranieri che risiedono in Catalogna da almeno un anno (tre anni per gli extracomunitari) e i catalani che vivono all’estero grazie a 17 seggi che apriranno in 17 località: per certificare il diritto al voto basterà l’indirizzo sulla carta di identità o sul passaporto che attesti il domicilio attuale o di origine in Catalogna.

 

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

Leave a Comment